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Medea

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Rita Petruccioli rivisita il mito di Medea esplorandone angolazioni inedite e insolite. Scegliendo un’ambientazione da space opera, l’autrice romana rende evidenti le dinamiche nella relazione tra Medea e Giasone e le proietta nel macro-sistema delle società in cui i due vivono. Raccontando una storia che in qualche modo è parte del bagaglio di cultura generale di tutta l’umanità, e quindi è atemporale, ci racconta la società di oggi con le sue aberrazioni di la difficoltà di accettare il ruolo delle donne, la tendenza all’oscurantismo nativista e superstizioso che impedisce il progresso e l’espressione della volontà popolare; tutto, nel fumetto di Petruccioli, funziona a perfezione, e guardando la storia di una caparbia straniera a Corinto vediamo il riflesso della nostra società rotta, intuendo una direzione in cui potremmo muoverci, per rifondarla. Un libro epico, emozionante e pieno di sentimento, ma anche una spietata analisi dei mali che ci affliggono, e dei ruoli che ci vengono imposti.

Kindle Edition

Published March 13, 2026

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Rita Petruccioli

32 books9 followers
Rita Petruccioli fumettista e illustratrice spazia tra magazine, advertising, libri per bambini e fumetti.

Ha pubblicato in Italia e all’estero con editori come BAO Publishing, Mondadori, Sergio Bonelli Editore, Il Castoro, Penguin e Hachette. A fumetti ha pubblicato nel 2019 “Ti chiamo domani”, graphic novel d'esordio come autrice completa, preceduto nel 2017 da “Frantumi scritto” da Giovanni Masi, entrambi pubblicati da Bao Publishing. Nel campo dell’illustrazione per l’infanzia tra i tanti libri ha pubblicato la serie di “Matita Hb” scritta da Susanna Mattiangeli

Oltre al suo impegno editoriale insegna illustrazione alla RUFA, collabora con i festival ARF! e con La Città Incantata ed è impegnata attivamente con la Casa delle Donne Lucha y Siesta.

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Profile Image for Alexias D'Avino.
Author 4 books36 followers
April 6, 2026
Nella postfazione di questa incredibile riscrittura di una delle figure mitologiche che più amo, l’autrice dice di aver trovato ispirazione grazie alla “Medea” di Christa Wolf, drammaturga tedesca che ha dato vita a uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, “Cassandra”.
Insomma, questo volume non poteva non piacermi, visti i presupposti e la meraviglia di un retelling in chiave sci-fi. E infatti l’ho amato e ho provato una rabbia incredibile, pagina dopo pagina.
Di solito ci si ricorda di Medea solo come la strega folle che ha ucc@so i figli per vendicarsi del marito che l’ha abbandonata, ma nella vicenda della principessa di Colchide c’è molto di più.
Medea è una straniera senza casa o una famiglia dalla quale tornare, una sacerdotessa con conoscenze che mette al servizio di chi ha bisogno del suo aiuto, una leader che viene oscurata da uomini che temono la sua saggezza e le sue origini.
Questa graphic novel è, a tutti gli effetti, una solida riscrittura post-coloniale, un’opera che ci pone davanti a quella visione puramente bianca che distorce le culture altrui, le rende nemiche giurate, fino a muovere guerra contro di esse.
Questo processo di enmification trasforma la sacerdotessa Medea, eroina di un popolo non suo, lei stessa creatrice di eroi (sì, Giasone, parliamo proprio di te), in strega assetata di s@ngue, capro espiatorio per giustificare tutto il male che risiede nelle fondamenta di Corinto.
La magia, ancora una volta, diviene lo strumento che giustifica l’odio, il motivo per cui Medea e le sue amiche di una vita vengono tormentate e u@cise per il “bene superiore” (che guarda caso è prerogativa unica dei Greci).
La pelle blu di Medea e delle altre abitanti della Colchide che l’hanno seguita è simbolo di quella selvaggia natura che, secondo i bianchissimi abitanti di Corinto, condurrebbe qualsiasi popolo civilizzato alla rovina.
Eppure Medea guarisce, vede oltre, fa cedere le fondamenta del regime di oppressione nel quale è stata inserita, anche solo con la sua presenza.
Il suo sguardo attento è la scintilla che può portare al cambiamento.
“Medea” è un volume dalle tavole di estremo impatto, con il blu, il giallo e il rosso come colori principali e con tratteggi che mi hanno ricordato alcuni capolavori della mia infanzia (tra Saint Seiya e Sailor Moon). Ci invita a combattere contro i pericoli delle narrazioni di potere, quelle che rendono il femminile, l’etnia “non-bianca” e la queerness, in senso più ampio, nemici dello status quo e del privilegio. Medea diventa paladina di un’umanità che rifiuta di farsi incasellare, di essere sempre percepita come alterità.
Da Euripide, a Christa Wolf, fino a Rita Petruccioli, la sacerdotessa della Colchide continua a lottare.
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