ma non sono mai i pensieri, per quanto ragionevoli e ragionati con ottime intenzioni, ad essere significativi, significativo è l’accadere, significativa l’attenzione che vi si pone
le cose visibili ed invisibili
attento all’ un sempre più rapido mutare. Non ho più alcun interesse per il racconto che il mondo fa di sé tra vacuità e tornaconti da poco.
Sono residuale, in attesa di non so che. Ho fatta mia la triade dell’ultimo Pasolini poeta
difendi conserva prega
tempo di rendiconti tra il fonte battesimale e la pietra tombale la mia parte, niente di meno niente di più e non dipende solo da me ...ciò che deve accadere ACCADE...
Credo il pregare un ragionevole atto, intimo e sociale. Di valenza cosmica. Credo la preghiera fortezza pura, vivificante e il tempo del pregare un tempo eterno. – e i CSI? –
è una domanda a cui mi sono sempre rifiutato di rispondere, ogni cosa ha il suo tempo, quel tempo è arrivato
sarà un lungo lavoro meglio cominciare a prepararsi
Giovanni Lindo Ferretti (Cerreto Alpi, 1953) già CCCP – Fedeli alla linea, CSI e PGR. Ora libero cantore. Con Mondadori ha pubblicato Reduce, Bella gente d’Appennino, Barbarico.
Giovanni Lindo Ferretti è da sempre, per me, un personaggio indecifrabile. Con lui decade il parametro del "o lo ami o lo odi". Personalmente, entrambe. Dai CCCP, i CSI e i suoi altri progetti artistici fino alla svolta cattolica-coservatrice e al conseguente ritiro dalle scene, G. L. F. è capace di stupire il pubblico, prendendo strade sempre nuove e inaspettate, più o meno condivisibili, nell'arte e nella vita. Ed ecco perché, appena ho trovato questo libro agli Ambasciatori di Bologna, ho dovuto comprarlo: perché non avevo idea di dove sarebbe andato a parare, ma ero sicura che mi avrebbe lasciato qualcosa. Così, ho avuto la possibilità di affacciarmi ad una prospettiva estranea ma affascinante, magnetica per la sua scrittura aggrovigliata, meditativa, edonistica. Ancora una volta, Lindo Ferretti sa essere tutto tranne indifferente.
«Ineludibile lo sconforto, lo smarrimento per una vita sospesa tra idealità sempre più verbose, sfuggenti, e una quotidianità già instradata verso la capitolazione. Salariato di medio livello, media cultura, aspettative conseguenti. produci consuma crepa no, così no».
Ferretti da cristiano e reazionario fa paura. Cerca la religione nelle canzoni che ha fatto con un gruppo che ha il nome dell'Unione Sovietica e conclude riflessioni potenzialmente interessantissime, come quella sulla cultura violenta di massa, con elogi alla preghiera e a papa Benedetto XVI. È impazzito e va fermato.
Questo libro di Giovanni Lindo Ferretti è molto frammentario, costruito come un mosaico di ricordi, riflessioni e preghiere. Chi non conosce a fondo Ferretti rischia di perdersi molti dettagli, perché gran parte del testo fa riferimento a episodi e figure della sua vita artistica e personale, dai CCCP ai CSI, dalle esperienze giovanili punk alle preghiere della nonna.
Nonostante questa densità e il tono spesso criptico, la lettura resta affascinante: il libro offre uno sguardo intimo e inedito sulla trasformazione spirituale e artistica dell’autore, mescolando ironia, nostalgia e profondità filosofica. Un’opera per “addetti ai lavori”, ma che potrebbe essere capace di sorprendere anche chi si avvicina per la prima volta alla complessa figura di Ferretti.