La Maremma e le astronavi, dinosauri, bestie selvatiche e Sanremo, una faccia pittata di bianco all’Eurovision, Topo Gigio, la canzone d’autore e tante chitarre elettriche. A un anno dal trionfo con Volevo essere un duro, Lucio Corsi ha scoperto una straordinaria popolarità senza venire meno alla sua diversità. Ha portato al Festival sé stesso, la sua musica a cavallo tra rock song, glam anni Settanta e tradizione cantautorale italiana. Con quattro album e centinaia di concerti all’attivo, compreso un tour europeo, il ragazzo di Grosseto cresciuto ad arte e cucina toscana, attraverso le sue esibizioni ci «insegna che la musica è come lo è buona quando si esprime in purezza, quando è libera dalla zavorra del risultato, dall’assillo del consenso. Onesta e leggera. Strana, ma neanche tanto». La poetica, la formazione e l’ispirazione, gli esiti in queste pagine Donato Zoppo segue le tracce di un giovane artista con una carriera in divenire, alla sua prima «vigorosa falcata rock».
Nel senso...è stato molto bello rileggere delle cose che già sapevo. Secondo me troppo romanzato e strano, come dice il titolo d'altronde. Non ho tanto apprezzato lo stile di scrittura, talvolta anche noioso. PERÒ MIAOSATELLITI MENZIONATI!!