Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il tempo dei semplici

Rate this book
In questo romanzo di confine un figlio racconta i suoi genitori - la loro fragilità, la loro forza, la loro irriducibile tenerezza - prima che il tempo li porti via. Li guarda splendere mentre si fanno vecchi, nel cuore di una Trieste periferica stretta tra la città imperiale e le selve balcaniche. Ma il vero fuoco di queste pagine non è la vecchiaia né la è la vita che le ha precedute e che ancora pulsa. L'epopea quotidiana di due persone semplici che contengono in sé un universo. Dopo aver cantato in modo originale e potente la fine dell'amore coniugale ne I dieci passi dell'addio, Luigi Nacci affronta ora un'altra forma di quello, struggente, di un figlio ai propri genitori ancora in vita. Si entra nella lettura in punta di piedi, si attraversano uno dopo l'altro i capitoli brevi e fulminanti trascinati dalla forza della scrittura, e sempre in punta di piedi si arriva alla fine. Commossi.


Il tempo dei semplici è «il libro del figlio»: il canto della vulnerabilità, alimentato dal desiderio di salvare tutto ciò che di limpido e saggio può essere salvato in una famiglia sul punto di sgretolarsi; il canto dell'amore che si oppone come una diga alla malattia e al tempo. A raccontare in prima persona è proprio il figlio, che guarda i suoi genitori - immigrato da un Sud povero lui, triestina di un quartiere altrettanto povero lei - invecchiare. Loro si amano, loro lo amano, lui li ama, la vita è tenace ma la fine è inevitabile. La madre che inizia a comprare i ravioli al supermercato anziché farli in casa, il padre che una volta aggiustava tutto e ora si arrende al cospetto delle cose rotte. «Non ne comprano di nuove, - dice il figlio. - La casa è piena di cose vecchie e rotte. A volte penso che le cose, per farsi sacre, debbano prima rompersi». Eppure è la bellezza a rischiarare ogni il padre e la madre che salutano il figlio dalla finestra brillando come una stella sola o che fanno mille chilometri per contemplare insieme il tramonto su una panchina, il padre che sposta le lumache nel parcheggio per salvarle o la madre che prende i suoi capelli caduti e li trasforma in coriandoli. Perché anche nell'approssimarsi della fine possiamo splendere. Come in un film muto che di colpo acquista la parola, Nacci ci fa vedere Trieste e le terre che la circondano e quelle ancora piú lontane con gli occhi dei il padre mandato in caserme di confine senza acqua o elettricità, la madre che ha preso solo due treni in tutta la vita, lo zio portuale che cerca la verità nelle osterie, o i ragazzini - figli di istriani, di slavi, di meridionali, di rom - che non hanno mai letto una pagina di Svevo o messo piede su una barca ma sanno riparare un carburatore con la bora a 100 km/h. È la Trieste degli ultimi che si nasconde dentro la Trieste dei fasti mitteleuropei. Un confine dentro il confine. Un margine che può illuminarci, se lo sappiamo guardare.

189 pages, Kindle Edition

Published March 17, 2026

Loading...
Loading...

About the author

Luigi Nacci

10 books6 followers
Luigi Nacci vive a Trieste. Ha ideato e diretto molte rassegne culturali, tra cui il Festival della Viandanza, parola che ha messo al centro della sua ricerca di uomo e autore. Cammina da solo, oppure con i Rolling Claps, gruppo che ha fondato per riscoprire le antiche vie, e la Compagnia dei Cammini.
Ha pubblicato saggi e poesie.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
28 (36%)
4 stars
36 (47%)
3 stars
11 (14%)
2 stars
1 (1%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Alfonso D'agostino.
962 reviews73 followers
April 18, 2026
Tempo.
Il racconto di una madre, un padre, e di un figlio io narrante che li vede invecchiare, diventare fragili, fra ricordi del passato, piccole e grandi fatiche del presente, pochissimi utilizzi dei verbi al futuro, se non nel voler lasciare le cose in ordine. Lo scorrere del tempo svelato da ricordi di una famiglia sparsa nel mondo ma con un centro immobile a cui si ritorna, da un silenzio pieno di parole dette, da episodi apparentemente banali che sono diventati costituenti di una vita e di un carattere.

Semplici.
La sincerità di una scrittura immediata, catturante, poetica. La semplicità di due esseri umani dai valori forti e radicati, che li guidano nelle azioni e nei giudizi quotidiani, e nel modo di guardare agli altri con i loro piccoli difetti, e quindi al Mondo. La tenerezza di un amore che supera le ansie del quotidiano, che va oltre il dovere, ammirato a occhi socchiusi, accompagnato, riscoperto. Lo sfondo, vivo e perfetto, di una Trieste lontana dal centro dei suo meravigliosi palazzi, dalle chiese di mille confessioni, dai caffè: la Trieste, mai così bene raccontata, della sua periferia, sincera e di confine, delle case popolari, dell’industria.

Per motivi biografici e di questi giorni, “Il tempo dei semplici” di Luigi Nacci mi ha conquistato, ferito, commosso. Fra queste righe, ho letto tutte le mie insicurezze, i miei desideri, le mie paure: è stato un dialogo con un Autore che, attraverso scene isolate, momenti fermati nel tempo, mi è sembrato parlarmi e insieme ascoltare i miei pensieri, e so che è una cosa incomprensibile da scrivere o spiegare, ma non mi viene meglio di così.

In più, “Il tempo dei semplici” è stato il regalo di una amico, e - se possibile - questo lo ha reso ancora più prezioso.
Profile Image for Giovanna Tomai.
418 reviews5 followers
April 13, 2026
[Cerca tra le cose che ami quale morirà per prima, scrive una poetessa che vive nei dintorni degli addii. È un verso che non mi esce dalla testa.
Se muore prima papà, mamma tornerà orfana. Sarà una bambina indifesa. Non saprà piú allacciarsi le scarpe. Non saprà piú cucinare. Non saprà piú lavarsi i denti. Non saprà respirare.
Se muore prima mamma, papà perderà un’altra figlia. Non saprà piú radersi. Non troverà la strada di casa. Non aggiusterà le cose rotte. Non si aggiusterà.]
Profile Image for Rossella Spina.
77 reviews1 follower
April 5, 2026
Sapevo che mi avrebbe toccata nel profondo, ma non così tanto!
Un Libro che ti prende e non ti lascia: la narrazione di un figlio davanti alla vecchiaia dei genitori tra riflessioni sul presente e ricordi del passato.
Una scrittura sincera e senza fronzoli capace di toccare tutti in una Trieste da scoprire!
Bravo Nacci!
Profile Image for Susanna Leonardi.
10 reviews
March 27, 2026
Sullo sfondo della Trieste del secolo scorso, il rapporto genitori e figli narrato con ripetuti tuffi nel proprio vissuto, dove timori, ricordi e sorrisi si intrecciano a questo romanzo; una volta finito lascia nostalgia.
Profile Image for Lucia.
110 reviews12 followers
April 6, 2026
Un romanzo che mi ha rapita perché tratta due temi che mi stanno particolarmente a cuore: il rapporto con i genitori anziani e quella meravigliosa città che è Trieste. Lo sguardo amorevole del figlio che devotamente accompagna i propri genitori negli ultimi anni di vita è commovente, pieno di tenerezza. E la città assume il ruolo di una protagonista del libro, ma non nelle sue piazze e nelle sue vie più celebrate: al contrario, la bellezza si staglia nella zona industriale, nei palazzi delle case popolari, nei campi incolti e nelle periferie. Un libro indimenticabile.
“Abbiamo sbagliato autobus, ce ne siamo accorti ma non siamo scesi. Non avevamo mai preso quella linea, andava verso i margini e scompariva. Guardavamo fuori dal finestrino senza scorgere i nostri riflessi. Voglio bene a Trieste per la sua anima in tormento, ha detto la vecchia seduta vicino a noi. C’eravamo solo noi e lei. Mamma e papà hanno sorriso”.
Profile Image for Maria Luisa.
368 reviews7 followers
May 3, 2026
Conosco Luigi Nacci per i suoi libri sulla viandanza. Mi sono avvicinata a questo libro con grande cautela per il tema trattato: non è un periodo facile per me affrontare alcune tematiche, avevo paura che mi avrebbe fatto parecchio male. E invece sono rimasta molto sorpesa: non c'è angoscia, si respira timore del domani, di cosa possa succedere, questo è certo, ma il tutto viene raccontato con tatto, con sensibilità e anche con allegria e ironia. Il libro è un grande dono d'amore che il figlio porge ai propri genitori, che stanno invecchiando giorno per giorno, con un tono poetico, semplice e gentile che lascia spiazzati perché mette nero su bianco i sentimenti che ogni figlio affezionato ai propri genitori sente dentro di sé e non sempre riesce a esprimere a parole.
Il figlio farebbe qualsiasi cosa perché il tempo si fermasse, che tornasse indietro, vorrebbe proteggere mamma e papà dalle fragilità, dalle malattie...li vorrebbe tenere sempre con sé ma sa che non è possibile, perché la vita è un cerchio.

I protagonisti sono tre ma il racconto si snoda lungo la vita di tre famiglie, con tanti personaggi: quelli di Trieste, quelli di Giú e quelli dell'altra parte del mondo. Così come il tempo: quello di tre vite. Ci sono le abitudini, le parole d'ordine che sono conosciute solo da tre persone, i piccoli riti, le confidenze, i gesti quotidiani e i compiti di ognuno: ma sempre si respira amore, unione e rispetto.

E poi c'è Trieste che fa da palcoscenico alla vita quotidiana di questa bellissima famiglia, con il suo golfo, con la bora chiara e la bora scura, col suo territorio così unico, e ci sono le vacanze che trascorrono solo Giú.

Tre personaggi indimenticabili da tenere stretti in unico abbraccio, come nelle loro placente fatte di scialli e di giacche: una mamma che ha sempre accudito gli altri, un papà che è sempre stato l'incarnazione della legge, un figlio che li ha sempre amati.

"Come faccio a farvi tornare i leoni che eravate, con i muscoli tesi e scattanti, capaci di difendermi dai pericoli? Un tempo non avreste mai permesso alla morte di prendermi. Avreste combattuto con lei, l’avreste riempita di colpi, papà di montanti mamma di schiaffi, e quella avrebbe preso la sua coda e se la sarebbe rimessa tra le gambe e sarebbe scappata verso il nulla e noi avremmo trionfato e per festeggiare avremmo mangiato mozzarelle e pomodori fino a sfinirci e saremmo diventati grassi insieme, vivi in ogni nostra cellula grassa. ...

... Quando papà e mamma moriranno, finiranno per me i tempi dei semplici. ...

...Voglio bene a Trieste per la sua anima in tormento, ha detto la vecchia seduta vicino a noi. C’eravamo solo noi e lei. Mamma e papà hanno sorriso. ..."

Un libro tenero, commovente e pieno di gratitudine.
Profile Image for Adriana Consalvo.
165 reviews11 followers
April 24, 2026
Il tempo dei semplici
Questo romanzo è un fiume di legàmi, quelli veri che dal passato attingono le fonti di un amore che tende a perdersi oggi, quello nei confronti dei genitori anziani, in una quotidianità che, spesso, si dimentica di ciò che vale veramente il loro amore, insostituibile. L'autore ha scritto con delicatezza e profondità ciò che lo lega ai suoi genitori, dell'inesorabile incalzare del tempo che consuma le radici. Si sente l'amarezza di vederli cambiare e non poter fermare questa corsa del tempo che si spalma sulla pelle, sul corpo, sul viso dei propri genitori. "Una tovaglia a quadri, ogni quadro un ricordo, ogni quadro un dolore. Ogni capitolo è un cofanetto di ricordi in una casa di Trieste, di gente semplice, che comunica più con i gesti che con le parole, in un quartiere di Trieste che segna la vita diversa di chi si distingue dall'altra parte della città, la parte ricca. Una scrittura che mette a nudo le emozioni profonde, la perdita, i legàmi familiari che resistono anche alle distanze, la tristezza e il rammarico, l'elogio di un tempo che fu, il tempo dei semplici, si era felici con poco, magrado i silenzi, "i buchi neri e bianchi" e un posto vuoto colmato dai ricordi.
Ci si commuove di fronte alla consapevolezza del tempo che, passando, porterà via le sue radici,
la " Placenta " che lo ha avvolto, protetto, nutrito, atteso, compreso, tenuto caldo. Un libro da leggere..
Profile Image for Simone Pescina.
30 reviews
May 20, 2026
Io non penso che ne sarò capace.
Ho letto questo libro invidiando, con i sensi di colpa sotto pelle, con un occhio sempre rivolto verso le due mie istanze, figlio e genitore.
Adesso riesco a guardare quelle emozioni con più lucidità, da una certa distanza. E vedo la bellezza, la grazia, l'amore. Non so se queste pagine nascano da un simile tentativo, da un processo di selezione del ricordo. Forse. Sarebbe bello, però, arrivare un giorno a ricordarsi così, solo così. E magari anche a sorridere dei momenti in cui ci si è fatti del male.
9 reviews
March 31, 2026
Bisogna amare Nacci per amare questo testo. Io amo Nacci ed ho amato questo testo ma per completa onesta non posso dargli 5 stelline per la sua ridondanza.
Può l'amore per i propri genitori essere "troppo"? Sicuramente no, ma per un testo rivolto ad altri, che lo leggono da "slegati", rischia di esserlo
Profile Image for sblaurae.
49 reviews14 followers
April 25, 2026
Straziante. Quante lacrime, di tenerezza e di amore ma forse, anche di altro.
Profile Image for Silvia D'Uva.
41 reviews1 follower
Read
May 16, 2026
"Papà e mamma sono una diga. Quando la diga crollerà, verrò travolto dall’acqua scura. Non ci sarà piú niente a fare da argine tra me e l’ignoto."
Profile Image for Sara Arras.
9 reviews4 followers
May 18, 2026
Che libro meraviglioso, delicato e prezioso. Mi ha fatta ridere e mi ha fatta commuovere. (Come avrei voluto, anche io, vedere mia madre invecchiare.) Grazie, Luigi Nacci.
Displaying 1 - 13 of 13 reviews