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La strage dei congiuntivi

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Chi ha ucciso l’assessore alla cultura? Ma, soprattutto, chi salverà la grammatica? Cinque bizzarri personaggi, abilmente descritti, si uniscono per mettere in atto un grande disegno criminoso a difesa estrema di una lingua quotidianamente vilipesa, deturpata e ferita a morte.

I congiuntivi vengono invertiti con i condizionali, i verbi intransitivi goffamente resi transitivi, i gerundi sfregiati, i sinonimi ignorati, i troncamenti confusi con le elisioni, i vocabolari abbandonati nelle cantine ammuffite. Reggenze errate, fastidiose sovrapproduzioni di avverbi, insopportabili diminutivi iperbolici. Espressioni trite e banali, frasi mangiucchiate, difettose, frammentate, incoerenti, prive di punteggiatura…

I più si mostrano indifferenti al progressivo diffondersi della non-lingua; altri si indignano, limitandosi a contrarre le labbra in segno di disgusto; altri ancora – Dionisio e i suoi sodali, un analista sensoriale, un bibliotecario, un dattiloscopista della polizia e un professore di letteratura sospeso dall’insegnamento a tempo indeterminato – decidono di reagire, combattere, attuare il loro salvifico piano, costi quel che costi.

321 pages, Paperback

First published October 14, 2014

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About the author

Massimo Roscia

11 books4 followers

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6 (8%)
1 star
4 (5%)
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Simona B.
929 reviews3,157 followers
July 20, 2016
Il voto esatto, per amor di fiscalità, sarebbe un 2.5.

La mia opinione è andata variando col procedere della lettura: l'inizio mi vedeva entusiasta, ma ad ogni pagina che voltavo l'eccitazione calava. L'effetto della patina della bellezza fonica e anche visiva della prosa di Roscia sfumava sempre più velocemente e io mi rendevo conto che il romanzo stava diventando sempre meno romanzo e sempre più espediente per fare bella mostra di una cultura senza dubbio vasta e impressionante, ma arida così contestualizzata. Di conseguenza, la trama si assottiglia: già in partenza si profilava abbastanza banale, e mantiene tutte le sue promesse.
Un esercizio di stile lodevole, certo; e tuttavia, una lettura senza troppe remore trascurabile.
Profile Image for Luca.
20 reviews
December 27, 2015
Se l'obiettivo dell'autore era scrivere un'opera ambigua che funzionasse su più piani, dal saggio erudito al romanzo noir, dal manifesto letterario alla satira, l'impresa è riuscita non del tutto. Diciamo che questo libro fa un po' di tutto questo, ma lo fa piuttosto male su tutti i livelli, se non quello delle citazioni colte e della scrittura, che è ineccepibile e scorrevole allo stesso tempo. Il problema principale di questo libro è che non funziona come romanzo, con personaggi poco caratterizzati e altamente improbabili. Anche il setting che è l'Italia che però non è l'Italia non convince. Dietro il gioco di specchi di un umorismo (?) noir e dell'estremismo volutamente esagerato dei personaggi, ho spesso avuto l'impressione che si celassero una visione e un messaggio di stampo fascista e perfino razzista. Spero che si tratti di un divertissement, ma scrivere un libro così secondo me è un po' come giocare col fuoco.
Profile Image for Martina A.
172 reviews11 followers
December 16, 2017
Ho adorato questo libro perchè è l esplicazione dei nostri pensieri . pensieri veloci scritti. pensavo fosse un libro lento borioso. Invece mi ha molto colpito. Roscia è inimitabile. Perché la sua non è solo una scrittura densa e controllata. È anche fresca. Ciò che leggi è esattamente come lo penserebbe il personaggio. Ho avuto serie difficoltà nello stare al passo col romanzo per la velocità dei pensieri dei personaggi. I capitoli sono introdotti da citazioni, tra il gioco e l’erudizione tra le righe numerose onomatopeiche il tutto in un guazzabuglio linguistico che rende Massimo Roscia uno tra i migliori contemporanei che abbia letto.Tutto ciò per creare un romanzo molto originale, che ha le sfumature del giallo.
Profile Image for Arda.
217 reviews4 followers
June 8, 2015
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.


(Ho fatto tantissime ripetizioni, e sicuramente avrò scritto solo periodi sgrammaticati, questo romanzo mi ha messo un’ansia addosso…ahahahah Perdonatemi!!!)

Ho comprato questo libro al BookPride di Milano, non conoscevo l’autore e nemmeno la casa editrice; mi è stato consigliato dalla ragazza che quel giorno si trovava allo stand e, sempre grazie a lei, ho anche avuto il piacere di conoscere direttamente lo scrittore (che è veramente molto simpatico).
Che dire, mi aveva subito colpita, mi piaceva l’idea di leggere un libro che trattasse come tema il “maltrattamento della lingua italiana”. Lo ammetto (premettendo che non sono brava a scrivere, e non sono nemmeno una super esperta della lingua italiana) ma quando qualcuno fa errori banali nello scrivere o nel parlare resto sempre parecchio sorpresa. Ok, sicuramenti anch’io ho fatto, faccio e farò tantissimi errori grammaticali (come questa frase che non mi convince molto), però ci sono certe coso che danno parecchio fastidio, una di queste, che io odio con tutta me stessa, è il fatto che molte persone non usino l’h nel verbo avere. Molte volte può capitare che sia una semplice svista, ma non sempre è così.

Una volta chiesi ad un mio amico per quale motivo si ostinasse a non mettere l’h nel verbo avere, e lui molte seccamente mi rispose che riteneva la cosa era una perdita di tempo. (E con ciò ho detto tutto.)

Io non pretendo che le persone usino un linguaggio aulico, complicato, forbito, o quello che è, però le cose più semplici, se dette in modo errato, un pochino danno fastidio, almeno a me. Però, non credo potrei arrivare al punto di uccidere qualcuno, cosa che invece fanno i protagonisti di questo libro.
Essenzialmente l’ho apprezzato molto, è scorrevole, e il cambio di voce narrante ad ogni capitolo, l’ho trovato interessante, ed è la prima volta che leggo un libro scritto in questo modo (Sinceramente devo ammettere che ci sono arrivata solo dopo al fatto che nel secondo capitolo stava parlando un’altra persona.)

L’ho trovato molto ironico, e la cosa mi è piaciuta, su alcune cose però mi è sembrato un po’ esagerato. Veramente le persone sbagliano così tanto??

Mi dispiace solo di averlo “abbandonato” per più di una settimana, a causa di vari impegni che non mi permettevano di trovare anche solo cinque minuti da potergli dedicare.

(Una pecca?! Non ho apprezzato moltissimo il finale, in realtà non mi aspettavo nulla di particolare, però sicuramente non era questo che mi aspettavo…Ovviamente non posso dirlo, non voglio fare spoiler…Ahahah)

In ogni caso, lo consiglio vivamente (è molto bella anche la copertina)!!!Buone Letture!!
Profile Image for Andrea Delfino.
110 reviews
January 28, 2025
"Avrà sì e no sette anni. Viso minuto, nasino all'insù, frangetta, treccine annodate con due fiocchi color avorio su cui sono ricamati due ippopotami stilizzati. La bambina si avvicina al vetro fino a sfiorarlo con la fronte, inspira profondamente, alita sulla lastra spessa e, con il ditino incerto, scrive la parola 'ciao' . Fa tenerezza. Le sorrido. Quando si accorge che la sto osservando china lo sguardo timidamente e scappa via. La sensibilità dura solo qualche attimo, poi il mio cuore torna a indurirsi come un terreno argilloso dopo la pioggia, perché io so cosa accadrà, perché io riesco a vedere nel suo futuro.
Povera bambina che oggi gioca con le bambole, divora quintali di caramelle di gelatina alla frutta e scrive 'ciao' ; e che domani darà il suo primo bacio al fidanzatino e, dopo averlo lasciato per un altro, gli dirà 'addio' ; e che poi diventerà donna e incontrerà l'unico vero grande amore della sua vita e non avrà scampo quando, dopo il primo appuntamento, sull'uscio di casa, con le spalle poggiate alla porta e la gambetta sollevata con fare malizioso, lo abbraccerà e, avvicinando le labbra umide e vogliose alle sue orecchie, gli sussurrerà con voce sensuale 'spero che posso rivederti presto' .
È così, mia cara bambina. Non puoi sfuggire al tuo destino. Sarai un'altra rozza assassina della grammatica, un altro nome da aggiungere alla nostra lista, un altro bersaglio, un'altra macchia da eliminare. Senza nessuna pietà".

È inutile che tentate di nascondervi.
Io so che ci siete.
Parlo proprio a voi, spietati grammar-nazi di questa app di lettura, pronti a correggere ogni minima coniugazione verbale, ogni insignificante elisione.
Ebbene, questo romanzo è tutto per voi. Ma sappiate che scatenerà i vostri peggiori istinti omicidi e metterà a dura prova le pulsioni sadiche che avete nei confronti dei malcapitati che si ostinano a scrivere “qual è" con l'apostrofo. E, forse per la prima volta nella vostra onorata carriera di lettori, proverete più empatia per gli assassini che per le vittime.
Io non so se vi conviene leggerlo, fossi in voi eviterei. Che poi sarebbe un peccato, perché il romanzo è bello, divertente, originale e (ovviamente) scritto benissimo.
E dentro c'è tanta (troppa) Italia di oggi.
Profile Image for Pietro.
15 reviews
January 18, 2021
Le premesse erano buone: chi non vorrebbe punire fisicamente gli autori di tante violenze sulla lingua italiana? Purtroppo col passare delle pagine diventa sempre più forte la sensazione che il romanzo sia solo uno strumento per fare sfoggio di cultura ed erudizione. Ho faticato a finirlo.
Avrei dato due stelle, la terza è dovuta al fatto che avevo appena terminato un libro che mi aveva fatto sanguinare gli occhi. Almeno, nella prima parte, il romanzo di Roscia mi ha fatto respirare di nuovo :)
Profile Image for Bobparr.
1,151 reviews91 followers
March 21, 2025
Forse un parere così tiepido potrebbe sembrare irrispettoso per una sì tanto cesellata opera, ma dopo un inizio scoppiettante, divertente e di buon auspicio, il testo tende ad avvitarsi su sé stesso e per lunghi tratti rimanda al solo gusto - corto - della precisione grammaticale e della ricchezza lessicale.

Che non è poco, ci mancherebbe.

Però in tutti quegli elenchi (inutili cataloghi, iperbolici dettagli tecnici, dizionari esplosi) mi sono perso e il pensiero è spesso andato verso colui che dell’uso improprio di elenchi è quotidiano zimbello nei talk show dei nostri tempi.
Profile Image for Marco.
378 reviews5 followers
April 24, 2022
Molto prolisso eccessivamente pedagogico.
Vorrei sbagliare qualsiasi forma verbale dopo averlo letto.
Esagerate reazioni che soprattutto non portano ad altro che a azioni che non cambiano la situazione.
Ho messo due stelle perché la ricerca del lessico c'è stata.
Profile Image for Nereia.
136 reviews20 followers
February 19, 2015
La strage dei congiuntivi è e non è un noir ed è e non è un romanzo. Non del tutto, almeno.
Quel che è certo è che racconta, servendosi di un linguaggio accurato e con un utilizzo attento e sapiente di argomenti e vocaboli, la storia di cinque improbabili personaggi impegnati nella lotta contro l'imbarbarimento della lingua italiana. Il tutto condito da una buona dose di sottile ed erudita ironia.
Un bibliotecario, un professore di letteratura sospeso dall'insegnamento a causa di alcuni problemi mentali – rilevanti aggiungerei –, un dattiloscopista della polizia e un analista sensoriale, normalmente, non presenterebbero alcun tratto comune. Normalmente, appunto.
Ne La strage dei congiuntivi, questi apparentemente anonimi personaggi condividono una forte e bruciante passione: la lingua italiana.
Si può avere una passione irrefrenabile per l'Ars Grammatica? Sì, il mio professore di italiano, latino e greco al ginnasio ce l'aveva. E la difendeva a spada tratta, maltrattando chiunque sbagliasse un congiuntivo, usasse casualmente i condizionali, sbagliasse a utilizzare apostrofi e accenti, facesse un uso sconsiderato e non ponderato delle consonanti cedendo all'accento della propria zona d'appartenenza (lui, il mio docente, chiamava questi individui "i dinghete e donghete*").
Certo, il mio insegnante del ginnasio non ha mai pensato di punire fisicamente chi, per ignoranza o arroganza, maltrattasse la lingua italiana.
I personaggi della storia di Massimo Roscia, invece, decidono di agire; il primo a farne le spese sarà Gross Donkey, assessore comunale alla cultura, reo non solo di parlare una lingua che, neanche lontanamente, è paragonabile alla lingua italiana ma anche di aver partorito un piano di "ottimizzamento" delle risorse, chiudendo persino la biblioteca comunale. Perché Gross Donkey, come tanti altri nel mondo – purtroppo! – pensano che con la cultura non si mangi, né si facciano soldi e che quindi, giustamente, non è un settore fondamentale per la vita di una piccola cittadina e per la società. L'asfalto lo è, il turismo di massa lo è, gli appalti per i centro commerciali e l'abusivismo edilizio lo sono.
È grazie (o a causa?) del discorso tenuto presso un convegno, nel quale l'assessore relega la cultura a un settore di scarsa importanza e distrugge l'italiano, che il gruppo di fanatici della lingua si unisce e, guidati dalla figura di Dionisio, da quel momento si batterà affinché la lingua non venga più deturpata.
Dionisio sceglierà un nuovo nome per ognuno di loro ispirandosi alle figure di importanti grammatici e filosofi dell'Antica Grecia, nomi che serviranno ai cinque giustizieri per trovare la forza e il coraggio di commettere un atto efferato: l'omicidio dell'assessore, il quale abbraccerà la morte a seguito di un trauma cranico, causato da violenti colpi inferti con un bastone d'olivo.
Altre vittime seguiranno in questa crociata, tutte colpevoli di contribuire – chi più, chi meno – all'imbarbarimento della lingua italiana.
Ma, dicevo all'inizio, questo libro è e non è un romanzo. Sì, perché La strage dei congiuntivi presenta un'infinità di note a piè pagina spesso esplicative, alcune volte superflue, che non si trovano spesso nei romanzi. Molte di queste mi hanno effettivamente insegnato qualcosa, soprattutto quando si riferiscono ad avvenimenti storici particolari, molte altre mi hanno strappato un sorriso. Le mie preferite, a libro concluso, restano le note di Liang Zidian, l'ex bibliotecario vittima dell'"ottimizzamento".
Una lettura che mi ha davvero appassionata, portandomi a leggere circa duecento pagine in una sola notte, note a piè di pagina incluse. E, credetemi, quelle note mettono davvero a dura prova l'attenzione di chi legge perché non è sempre saggio dare per scontato ciò che affermano. Una trovata che, personalmente, trovo interessante e soprattutto molto ben sviluppata dall'autore. Un plauso speciale – e so che è una di quelle frasi fatte che tanto farebbero arrabbiare i cavalieri della grammatica – alla gestione dei punti di vista, appartenente a un personaggio diverso per ogni capitolo, e alla spiegazione dettagliata e spesso poetica del significato del numero di ogni capitolo.
Un libro certamente impegnativo, ma che diverte e incanta per la sua ironia e per la brillantezza dei dialoghi.

*Dinghete e donghete: a Roma espressione utilizzata per indicare, in tono dispregiativo, le persone provenienti dalla cosiddetta Ciociaria (dintorni di Roma) che, a causa del forte accento, sono riconosciute per stravolgere le consonanti (d al posto della t, ad esempio).

Recensione tratta dal mio blog: La strage dei congiuntivi, Massimo Roscia
Profile Image for Brunella De Simone.
104 reviews
April 5, 2015
Il libro nelle intenzioni dell'autore avrebbe dovuto essere un noir ironico in cui alcuni paladini della lingua e grammatica italiane commettevano delitti verso chi le storpiava.
L'idea era pure carina, ma l'autore ha inserito una serie di lunghi sproloqui e note a pie' di pagina per allungare il brodo che hanno appesantito inutilmente il racconto; di ironico non ci ho trovato veramente nulla.
Do 3 stelle perchè per certi versi non è male.
Profile Image for Alessio Di Giacomo.
9 reviews7 followers
June 21, 2015
Un bel romanzo, avvincente, con personaggi ben caratterizzati, ben scritto anche se a volte un po' complesso da leggere; un giallo non giallo, un noir, non noir, un'opera in difesa della nostra lingua che, a fronte di una nobile origine e di una ancor più nobile ricchezza lessicale, è sempre più impoverita nel suo uso quotidiano.
Da leggere per riscoprire la bellezza e l'importanza di ciò a cui sempre più rischiamo di rinunciare.
Profile Image for Elena Tamborrino.
201 reviews13 followers
February 13, 2015
Sentimenti alterni mi hanno accompagnato nella lettura. Esaltazione per le trovate e irritazione per alcune precisazioni tanto superflue (a mio parere) quanto pedantesche. Ma si tratta decisamente di un buon libro che contiene verità ovvie e dimenticate da chi maltratta l'italiano.
http://exlibris20102012.blogspot.it/2...
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
February 14, 2016
In alcuni punti l'autore si perde.
Interessante l'aspetto saggistico del libro.
Noiosa la narrazione frammentaria.
Bellissima la parte dedicata ai numeri.
Displaying 1 - 15 of 15 reviews

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