È lunedì mattina - maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra - e il commissario ne ha già le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo qualcuno ha ucciso l'architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell'edificio, e il movente è quel giorno si stava per assegnare l'appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima... ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii. Chi c'è dietro al mistero? E qual è il movente? Veneruso scopre che la sua Napoli sta per scomparire, travolta da una trasformazione che prevede l'annullamento di interi quartieri e la costruzione di nuove aree, un orizzonte che per lui, allergico al cambiamento, equivale a un terremoto. Man mano che l'indagine proseguirà, sul palcoscenico si alterneranno amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri più o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all'altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenterà il conto più temuto.
Sono innamoratissima di Veneruso, nonostante la sua indubbia ignoranza, ma anche empatia, ironia, e conoscenza dell'animo umano. Da leggere assolutamente, come tutti i gialli storici dell'autore. In questo caso, degli architetti famosi, che vogliono cambiare volto alla città, sono assassinati poco prima di assegnare loro i progetti di ristrutturazione di Napoli. Tra le indagini e i sospettati, mi fa tenerezza l'ispettore sfortunato, i cui figli muoiono sempre di qualche malattia. Considerando l'isalubrità degli ambienti, non mi stupisco. La mortalità infantile, all'epoca, doveva essere elevatissima. Senza contare il colera, la bronchite e polmonite, la sifilide, la malaria ecc.
L'ennesimo capolavoro di Diego Lama, che, con Veneruso, propone un personaggio (e un'ampia serie di comprimari) indimenticabili e perfetti. Un'ode a Napoli (città di persone e di edifici) che è pure, a mio parere, un ottimo giallo, su due piani temporali (il presente post-caso e il caso stesso). Da leggere, come del resto tutti quelli che lo precedono.
Aldilà della vicenda fantasiosa e della interessante ricostruzione storica dell'urbanistica di Napoli, resta la magnifica congerie dei personaggi con a capo quel guitto di commissario geniale.