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La vita sempre

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Francesco è un ragazzo bello, incorreggibilmente bugiardo, pieno di vita. Diventerà un uomo dal fascino sfrontato e irresistibile, un seduttore, un giocatore d’azzardo che crede nella fortuna amica, un disertore, un fuggiasco. Teresa, al contrario, è nata in una «via di pezzenti», grandi occhi scuri e spalle esili ma volontà di ferro. Diventerà una studentessa serissima, la sola del suo cortile a diplomarsi, una giovane donna che tiene a bada i propri sogni. I due non potrebbero essere più distanti, eppure si attraggono per quell’impeto della vita che sovrasta ogni cosa, anche il fascismo, anche la guerra, anche la povertà. Con la forza della grande letteratura, Elena Varvello costruisce un romanzo struggente, il racconto di un amore e insieme un affresco di voci, di storie e destini, un confronto serrato con la memoria e i non detti, e ci regala personaggi indimenticabili, pieni di coraggio e ribellione, di desiderio di libertà.
La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d’amore.

336 pages, ebook

Published March 24, 2026

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About the author

Elena Varvello

8 books32 followers
Elena Varvello nasceu em Turim, em 1971. Publicou vários livros de poesia e os seus contos valeram-lhe os prémios Settembrini e Bagutta para primeira obra. Foi também selecionada para o prémio Strega. Publicou o seu primeiro romance em 2011.

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38 (12%)
1 star
5 (1%)
Displaying 1 - 30 of 47 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,552 reviews2,605 followers
May 28, 2026
UNA QUESTIONE PRIVATISSIMA


Le foto sono tutte dell’olandese Ed van der Elsken, celebre per la sua street photography.

La vita, lui, se la sentiva ancora, come sempre, nelle mani, nei piedi. La vita gli prudeva e gli diceva di andare.
Nonostante la guerra, la povertà, la fame, i debiti, la prigione che lo cerca: Francesco è fatto così, per lui non esiste domani, solo e sempre l’adesso. Sorride, fischietta, canticchia: un cuor contento? Privo del minimo senso di responsabilità? Più di tutto, Francesco è convinto che la fortuna sia dalla sua, che gli voglia bene. E così, non perde tempo a leggere e interpretare i tanti segnali che vogliono dirgli di svegliarsi, che la fortuna viene, ma soprattutto va, che l’adesso non è raccomandabile.
Lei, Teresa, è più giovane di qualche anno, ed è l’opposto: seria, coscienziosa, ha bisogno d’essere spronata a divertirsi, per lei la vita non è una risata.
E infatti, lei vive nella parte povera di Alba. Pure se a due passi da quella più chic dov’è il negozio di macelleria della famiglia di Francesco.



Com’è, come non è, si notano e si prendono e... Più facile capire la scelta di lei, meno quella di lui. Ma come dice il detto, gli opposti si attraggono.
Anche se poi il manuale di psicologia per principianti suggerisce che se all'inizio le differenze possono incuriosire e stimolare l'attrazione, sono invece i valori e gli interessi condivisi a creare relazioni stabili e felici.
Ma anche questo secondo enunciato si potrebbe discutere e dubitare.

Varvello ha fatto il grande salto: da storie più piccole, più circoscritte, com’erano quelle dei suoi primi tre romanzi, ne ha scritta una che prende origini da fatti veri, per poi mettere in moto l’immaginazione che ricostruisce, che inventa, e intreccia il tutto con la Storia con la esse maiuscola: dalla fine della Grande Guerra alla fine dell’ultima mondiale, quasi trent’anni di storie e Storia.



Credo di preferire la Varvello prima maniera. Capisco il desiderio di ricostruire e raccontare la sua storia personale (la questione privatissima) – o meglio, quella della sua famiglia d’origine, nonni materni e madre – ma l’umanità e il contesto che racconta brillano così così per me, si differenziano poco da cento vicende già sentite, viste e lette.
Però le poche pagine dell’epilogo sono imperdibili.



Profile Image for Giuseppe Costanzo.
200 reviews32 followers
April 10, 2026
divorato in due giorni.

libro molto duro, onesto, sfacciato, con due protagonisti tridimensionali legati da un amore che non lascia spazio alle loro individualità, mi è piaciuto molto il contesto storico che l’autrice ha ricostruito e la sua capacità di mostrare come la grande storia si insinui nelle storie individuali determinandone il corso.

assolutamente consigliato
Profile Image for Come Musica.
2,223 reviews690 followers
April 25, 2026
In questo 25 aprile, la storia di Francesco e Teresa cade a pennello.
Una storia d’amore che nasce nonostante il fascismo, la povertà, la paura, le partenze senza ritorno.
In mezzo a tutto questo, c’è una vitalità ostinata, come se il romanzo dicesse che la vita trova sempre un modo di cantare, anche quando nessuno ascolta.

Una storia d’amore recisa poco prima della Liberazione (la copertina è molto evocativa sulla conclusione del romanzo).

“Francesco Ravinale morì nel lager di Dachau nell’aprile del ’45, poco prima della liberazione. Aveva trent’anni. Lasciava la moglie, Teresa, e la figlia Piera, mia madre.

Morì per le botte, il tifo, la fame. È sepolto, credo – chi può dirlo con certezza – sulla collina del Leitenberg, non troppo distante dal campo, insieme, si stima, a più di settemila deportati. La Storia, alla fine, aveva travolto quell’uomo aggrappato coi denti alla vita.”

Ma la vita, nonostante tutto, vince sempre, magari non come vorremmo, non quando vorremmo, ma trova un modo di continuare.

Quanto coraggio serve per continuare ad amare, anche quando la Storia sembra volerci portare via tutto?

🗞️La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d'amore.

🗞️«Elena Varvello si fa ispirare dalla figura del nonno, che reagì a un'infanzia povera di affetti con lo slancio delle passioni e una sorta di anarchia esistenziale estranea alle ideologie. Trovò l'amore con Teresa, finì in campo di concentramento.»- Cristina Taglietti, La Lettura


Tra 3 e 4 stelle
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Eleonora Mora.
237 reviews8 followers
May 12, 2026
Una storia vera quella raccontata dalla scrittrice che ho avuto il piacere di incontrare alla presentazione di questo libro.
E’ la storia dei suoi nonni materni Francesco e Teresa e del loro amore nato nella prima metà del Novecento ad Alba in Piemonte.
Francesco è un ragazzo ribelle, dedito al gioco e a cui piace cambiare ragazze. Ha un rapporto difficile con la madre che non gli mostra mai affetto ma lo disprezza fin da bambino.
Teresa vive in un quartiere più povero, e’ una ragazza semplice.
Per caso si incontrano in paese e il loro amore nasce così, all’improvviso…
Intanto la guerra imperversa in Europa prima, e poi arriva anche in Italia sconvolgendo la vita di tutti in particolare dei protagonisti del romanzo.
La scrittrice ha compiuto una ricerca durata anni per ricostruire la storia di Francesco durante la guerra.
Non dico di più per non spoilerare, ve lo consiglio questo libro, molto bello.
Una scoperta questa scrittrice, credo che leggerò altro di lei…
Profile Image for marGarita✨.
147 reviews
April 6, 2026
Questo libro è partito bene (ho deciso di leggerlo incuriosita dall'incipit presente ne Il Libraio), ma poi è andato peggiorando, tant'è che mi sono dovuta sforzare per finirlo. La parte finale, più triste ma anche più interessante, è quasi sbrigativa/molto frettolosa.

🔶️ È un romanzo storico ben fatto, e infatti mi dispiace dover scrivere una recensione negativa. Ci sono molti fatti storici poco noti (non sapevo che quando è stata fondata la mostra del cinema di Venezia, il premio per il miglior film fosse chiamato "Coppa Mussolini"), riferimenti ai film di quegli anni, alla musica del tempo, che contribuiscono a rendere l'ambientazione molto realistica. Inoltre, come ho scoperto leggendo le ultime pagine, si basa sulla storia vera dei nonni della scrittrice.

🔶️ Lo stile di scrittura è un mix originale tra molto poetico, con metafore e frasi studiate quasi fossero versi, e linguaggio volgare. Le vicende dei protagonisti sono narrate tramite scene, brevi capitoli con sprazzi della loro vita. Tutto questo non ha aiutato a immedesimarmi con i personaggi, anzi lo stile mi ha dato un senso di straniamento.
Eppure, a un tratto – ed è una corrente improvvisa – ha l’impressione che la vita stessa le cammini accanto, il puro accadere della vita, né buona né cattiva, senza intenzioni o pensieri. La vita che canta una strofa d’amore e non è altro che suono. È quello che è.

🔶️ Il grosso problema è stato l'essermi annoiata. Lo stile dopo poco ha stancato, i personaggi sono rimasti distanti e non sono riuscita ad affezionarmi a loro (anche perché a tratti sembra un romanzo corale, in cui ci viene detto qualcosa su un nuovo personaggio che poi scompare/se ne riparla dopo 50 pagine).

Nel complesso, sono rimasta delusa da questo libro.
Inoltre, questo è il secondo libro pubblicato nel 2026 in cui c'è un personaggio che ha sogni/visioni del futuro (l'altro è La sonnambula). Che sia il nuovo trend dell'editoria italiana? Lol
Profile Image for La lettrice controcorrente.
640 reviews257 followers
April 19, 2026
TRE STELLE E MEZZO
La vita sempre di Elena Varvello (Guanda) è una storia commovente che abbraccia vicende personali e nazionali. Quando Guanda mi ha proposto di leggere il libro ho accettato con grande entusiasmo, mi era piaciuto moltissimo lo stile di Varvello in Solo un ragazzo (leggi qui la mia recensione) e non mi aspettavo di trovarmi di fronte a qualcosa di così diverso, spiazzante.

Le vicende di Francesco e Teresa toccano da vicino tutti i noi, perché parlano della storia italiana e   sono realmente  nonni dell'autrice che hanno vissuto sulla propria pelle gli orrori della guerra, le privazioni, i soprusi...
RECENSIONE COMPLETA: https://www.lalettricecontrocorrente....
Profile Image for Alessia 🌙.
166 reviews213 followers
May 8, 2026
A malincuore devo dare due stelle a questo libro. Partito con i migliori presupposti e con tematiche che apprezzo particolarmente, la storia ha quasi subito preso una piega noiosa, fredda. I personaggi mi sono rimasti distanti, non sono riuscita ad entrarci in sintonia… forse la scrittura mi ha reso difficile una connessione. Belle, però, le ultime sei pagine.
Profile Image for Maria Luisa.
419 reviews7 followers
June 11, 2026
Alba, la città di Beppe Fenoglio, uno degli scrittori che ho più apprezzato da sempre. Appare anche il macellaio, come il padre di Beppe uomo amabile, gentile e padre sensibile e figura di riferimento per lo scrittore. C'è anche un riferimento alla bottega da macellaio dei Fenoglio, "più gentili e disponibili " dei Ravinale.
Una storia d'amore nata durante gli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale: due ragazzi, lui un poco guascone, lazzarone ma sempre ottimista, nullafacente e lei, Teresa, più seria e laboriosa ma innamoratissima di Francesco. Due mondi vicini ma distanti come il giorno e la notte. Una storia come tante, tenera e struggente, raccontata dalla nipote della coppia che la intreccia abilmente con la Storia d'Italia e d'Europa. Una nipote che ha voluto mettere nero su bianco quelle storie di povera gente, di ragazzi a cui è stata negata la frivolezza della giovinezza e il futuro che meritavano. Ha fatto rivivere il ricordo di persone che le sono state sempre care.
I personaggi sono ben scritti così come gli ambienti che ricordano "La malora" di Fenoglio: la povertà, la miseria e il lavoro duro.
Dal mio punto di vista il libro ha uno scatto dai tre quarti in avanti: il ritmo diventa più incalzante e l'attenzione del lettore si fa più viva, o almeno per me è stato così.
Un buon libro.
Un unico appunto: non so se si tratti di un refuso della mia edizione (ebook da MLOL) o altro ma Ciano, ministro degli esteri, era genero di Mussolini e non cognato come invece è scritto a pag. 196. Peccato.
Profile Image for Michela.
28 reviews
July 29, 2026
Romanzo ambientato nel secolo scorso, "La vita sempre" ci apre una finestra su una delle pagine più vergognose della storia. Le vicende di Francesco e Teresa ci fanno rivivere con tutta la loro drammaticità avvenimenti letti sui libri di storia. Questi due personaggi così diversi tra loro si evolvono positivamente nel corso del romanzo: addirittura Francesco nel finale si riscatta facendo passare in secondo piano tutti i suoi lati negativi.
Il ritmo all'inizio risulta un po' lento ma quando la storia entra nel vivo sei spinto ad andare avanti per vedere cosa succede.
Profile Image for Laura.
54 reviews5 followers
July 22, 2026
Il carattere di un uomo che credeva possibile - no: necessario - resistere alla tempesta, alla furia dei tempi, alla Storia
Profile Image for FT.
139 reviews6 followers
Did Not Finish
August 28, 2026
la mia pazienza ha un limite e il limite è questo
Profile Image for Ari.
22 reviews7 followers
June 19, 2026
Sono arrivata a La vita sempre attratta soprattutto da due cose: la copertina, che trovo molto bella, e il periodo storico. Mi interessano molto i romanzi ambientati negli anni del fascismo, della guerra e della Resistenza, soprattutto quando provano a mostrare come la Storia entri nella vita quotidiana delle persone comuni.

Proprio per questo mi dispiace dare un voto basso a un libro che nasce da una materia così personale: la storia familiare, i nonni dell’autrice, la povertà, la guerra, il tentativo di restituire vita a chi non c’è più. L’aspetto più bello del progetto, almeno nelle intenzioni, è proprio questo: non una memoria soltanto commemorativa, ma una memoria che prova a non lasciare sparire del tutto le persone, a farle continuare a vivere attraverso il racconto e la parola.

Ci sono anche immagini belle, frasi riuscite, momenti in cui si vede una scrittrice consapevole, capace di lavorare sulla lingua. Però, per me, La vita sempre resta un’occasione sprecata.

Il primo problema è lo stile. La scrittura è molto ricercata, ma anche continuamente spezzata, con frasi brevi, nominali, frammentarie e sospese. È una scelta che in sé può piacermi; mi piacciono le parole desuete e le associazioni d’immagini insolite. Il punto è che qui questa ricercatezza mi è sembrata insistita e non sempre davvero integrata nella frase, nella scena o nella voce narrativa.
A tratti ho avuto l’impressione di una scrittura che vuole continuamente farsi notare. Invece di farmi entrare di più nei personaggi e nel loro mondo, spesso questo tipo di scrittura mi ha tenuta fuori. Non mi sembravano sempre immagini nate da una necessità interna della scena o dalla percezione precisa di un personaggio; a volte mi sono sembrate filtrate da un narratore molto presente, quasi appoggiate sopra la materia narrata. E questo, per me, è uno dei limiti principali del libro: la lingua, a volte, sembra più una dimostrazione di bravura che uno strumento per rendere più profondi i personaggi, più concreta la Storia, più necessario il racconto.

Un altro aspetto è che il romanzo sembra voler costruire una narrazione corale, con una terza persona esterna che si avvicina di volta in volta ai personaggi. Il problema è che spesso non ho capito bene dove mi trovassi: di chi fosse lo sguardo, chi stesse pensando, quale distanza venisse mantenuta. C’è un narratore esterno molto presente, che commenta, riassume, racconta eventi storici, ma poi entra anche nelle coscienze. A quel punto, però, servirebbe un collante molto forte. Invece io ho sentito soprattutto una serie di frammenti accostati, più che una vera coralità.
Il paragone che mi è venuto in mente, per contrasto, è Suite francese di Irène Némirovsky. Anche lì ci sono molti personaggi, molti punti di vista: tedeschi, francesi, collaborazionisti, opportunisti, persone vili, ambigue, generose, contraddittorie. Però ciascuno è tratteggiato con precisione, e il lettore capisce sempre quale sguardo sta attraversando e quale distanza morale mantiene il testo. Qui invece mi è sembrato che quasi tutti restassero in superficie: non solo i personaggi secondari, ma anche quelli centrali. Ogni scena è accennata, ogni figura appare per un momento, ogni episodio viene tratteggiato, ma raramente ho avuto la sensazione che qualcosa venisse davvero sviluppato.

Tuttavia, uno dei motivi principali del mio voto basso è il modo in cui il romanzo usa il contesto storico. Il fascismo, per me, non si sente abbastanza. Non pretendo che un romanzo diventi un saggio storico, ma se sceglie una narrazione corale, con un narratore esterno che entra ed esce dai personaggi e racconta anche gli eventi dall’alto, allora non può nemmeno rifugiarsi del tutto nella prospettiva limitata di un singolo personaggio.
Mi sarei aspettata di percepire di più il fascismo come sistema sociale, economico, culturale e politico, oltre che come violenza quotidiana: nei rapporti di vicinato, nelle istituzioni, nelle paure, nelle delazioni, nei piccoli poteri. Invece resta spesso più nominato che vissuto.
Mussolini appare da lontano, ci sono riferimenti storici ed episodi isolati, ma poca o nessuna sensazione di un sistema capace di attraversare e plasmare davvero le vite. Anche quando c’è un omicidio politicamente connotato, come quello del padre di Clelia, ucciso dal vicino fascista, la scena non mi ha restituito davvero il clima di violenza sociale e politica del tempo. Mi è sembrata più una tragedia privata, una bega tra vicini, che il segno di un contesto più ampio fatto di intimidazione, potere locale, delazione, squadrismo, paura.
Questo è grave proprio perché il libro sembra voler dire che la Storia è fatta dalle persone. È un’idea che condivido, ma allora quelle persone devono essere davvero immerse nella Storia. Qui, paradossalmente, né la Storia né le persone mi sono sembrate abbastanza incarnate. Ho sentito la povertà, la fame, la fatica, ma molto meno il tessuto storico e politico che avrebbe dovuto stringersi intorno ai personaggi.

L’altro motivo forte della mia valutazione negativa riguarda il modo in cui sono trattate alcune figure femminili e, più in generale, la responsabilità etica dello sguardo narrativo. Non è una questione di pretendere donne anacronisticamente libere, emancipate o fuori dal proprio tempo. Capisco il periodo storico, la dipendenza economica, la violenza patriarcale, la povertà, il peso del matrimonio, della maternità, del corpo. Ma proprio per questo mi sarei aspettata uno sguardo più profondo, più consapevole, più capace di restituire complessità.
Invece, in diversi momenti, le donne mi sono sembrate soprattutto corpi, madri, vittime, figure dolenti o laterali. Non sempre ho sentito che il romanzo interrogasse davvero questa condizione; spesso mi è sembrato che la esponesse. E per me c’è una differenza enorme tra rappresentare la violenza subita dalle donne e limitarsi a farla passare davanti al lettore come un’immagine forte, disturbante, magari lirica, ma non abbastanza elaborata.
Il passaggio che più mi ha respinta è quello di Angela Carmela, nel capitolo del giugno 1939. Non perché prostituzione, violenza o degradazione non possano stare in un romanzo, ma perché una materia simile richiede una responsabilità narrativa enorme. L’uomo la disprezza, la riduce a corpo, odore, sesso, debito, fastidio. Lei resta lì, ancora esposta, e scivola altrove: canta, torna mentalmente al mare, al bambino morto, a un gesto di maternità perduta. È chiaro che il testo vuole entrare nella sua dissociazione, nella sua coscienza traumatizzata. Ma proprio per questo il passaggio avrebbe avuto bisogno di essere sostenuto molto di più. Il pensiero sugli uomini come bambini, in quel contesto, è devastante. Può essere letto come il modo spezzato in cui Angela Carmela trasforma la violenza in qualcosa che riesce ancora a nominare attraverso la maternità; ma, se non è sviluppato con estrema chiarezza, rischia anche di suonare come una maternalizzazione della violenza maschile. L’uomo violento diventa “bambino”, la donna umiliata diventa ancora una volta madre, perfino davanti alla brutalità. Se poi Angela Carmela resta una figura laterale, evocata a frammenti e poi lasciata sparire, il disagio aumenta: non sembra una vera esplorazione del trauma, ma un frammento scioccante non abbastanza governato.

Per alcuni aspetti, pur con tutte le differenze, il libro mi ha ricordato I giorni di Vetro. Anche lì c’è un periodo storico durissimo, segnato dalla povertà, dalla violenza, dal fascismo e da un corpo femminile attraversato da rapporti di potere. Anche quella lettura, però, mi aveva lasciata perplessa. Non credo che, per far percepire la durezza di un’epoca o la brutalità degli uomini, sia sempre necessario descrivere tutto in modo esplicito, insistito, quasi spiattellato davanti al lettore. Naturalmente, nel caso dei Giorni di vetro si rasentava l’horror, e non è questo il caso di La vita sempre; ma la questione, per me, resta simile. Non è una questione di pudore o di rifiuto dei temi disturbanti. Una scena può essere respingente, e forse deve esserlo. Ma se un romanzo sceglie di essere respingente, poi deve portarmi da qualche parte: dentro una coscienza, dentro una dinamica storica, dentro una verità sui personaggi.

Ed è qui che torna il problema generale del libro: la focalizzazione e la responsabilità dello sguardo. Quando una narrazione alterna distanza esterna e vicinanza alle coscienze, deve anche tenere insieme moralmente ciò che racconta. Non basta accumulare frasi belle, immagini, episodi storici e figure dolorose: serve che quei frammenti diventino esperienza, che le persone non restino silhouette dentro una prosa ricercata.

Il libro è stato letto e presentato anche come una riflessione sulla memoria che resiste alla Storia. Capisco l’idea, e in parte capisco anche l’intenzione: salvare dall’oblio vite minime, povere, laterali, persone che altrimenti scomparirebbero. Però io questa resistenza non l’ho sentita davvero. Ho sentito piuttosto persone trascinate dagli eventi, schiacciate, disperse, ma raramente capaci di opporre una forma, un gesto, una consapevolezza, una presenza che resti. Mi è arrivata la tristezza, sì; mi è arrivato il peso di quelle vite. Ma non molto altro.

La parte finale è probabilmente quella che funziona di più. Il discorso sulla memoria, sul ricostruire da ciò che resta, sul dare una forma narrativa a persone che non ci sono più, è bello. Mi ha fatto pensare, pur in modo molto diverso, anche a Espiazione di Ian McEwan, dove la scrittura prova a restituire qualcosa a chi è stato perduto. Ma lì il rapporto tra invenzione, colpa, riparazione e memoria viene chiarito e portato fino in fondo. Qui invece ho avuto l’impressione che l’intenzione fosse più forte della realizzazione.

Alla fine non sono riuscita a capire davvero che cosa questo libro volesse lasciarmi oltre alla ricostruzione affettuosa di una storia familiare. Il tema era potente, il periodo storico enorme, il progetto ambizioso. Proprio per questo mi aspettavo più incarnazione della Storia, più tenuta dei punti di vista, più profondità nei personaggi, più coscienza etica dello sguardo e più necessità nella forma.

Per me la scrittura dovrebbe fare qualcosa di più. Non solo evocare, non solo frammentare, non solo dire che la memoria resiste, ma far vivere davvero quella resistenza.

Un’occasione veramente sprecata.
Profile Image for Nicole.
28 reviews
April 12, 2026
ho preso questo libro, , che mi ha attirata sullo scaffale.
la storia mi è piaciuta anche se devo dire, non sono riuscita ad affezionarmi molto ai personaggi, che rimangono distanti durante tutta la narrazione.

Nel complesso mi è piaciuto, ed è una lettura gradevole
13 reviews
May 3, 2026
Un romanzo potente e delicato al tempo stesso, che racconta un pezzo di storia intrecciato alla Storia, con la S maiuscola.
Profile Image for Ida Mazzarella.
178 reviews4 followers
Read
August 2, 2026
Come nello specchio di Bastian in 𝘓𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘪𝘯𝘧𝘪𝘯𝘪𝘵𝘢, io, dentro 𝙇𝙖 𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙎𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚, ci ho visto il precipizio su cui stiamo ballando; un'allegra danza sull'orlo del baratro.

Noi - come Francesco - ridiamo, scommettiamo, ci prendiamo tutto il prendibile perché la Fortuna è con noi, e sfidiamo la sorte con un'allegra noncuranza e la voce di Giovanni, tornato dalla grande guerra monco nel corpo e nell'anima, non la vogliamo ascoltare: è troppo vera e cupa.

Siamo belli, sfrontati e ancora sufficientemente ricchi, e... ciechi; intanto, però, tutto quello che può andare male, va male.
Così, mentre leggevo, dentro di me dicevo a Daniele Verona di andare via, in Argentina, di fare per tempo, ma lui non è partito, aspettava di vederci chiaro, ma era cieco.

La cecità di uno sguardo troppo ravvicinato è anche la nostra?

Però, 𝙇𝙖 𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙎𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 non è solo questo. È un risarcimento alla memoria di Francesco e alla vita di Teresa che - pur non morendo - come la Marinella di De André, 𝘷𝘪𝘴𝘴𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘭𝘦 𝘳𝘰𝘴𝘦; fiorita in un prato tra baci e carezze e sfiorita nel ricordo di un unico amore.

Francesco Ravinale ha aspettato che Elena, figlia di sua figlia, con il suo meraviglioso talento, facesse risuonare la sua risata nelle nostre orecchie, ce ne mostrasse i capelli folti, le gambe lunghe, il cappotto che sfida il vento, ma soprattutto la voglia inestinguibile di vita, sempre; oltre il pericolo e il dolore.

libr-ida-leggere 📚

#scrittrici #elenavarvello #lavitasempre #guandaeditore #amichelettrici

Di questo libro, che è una storia nella Storia, vale la pena di conoscerne genesi e senso e farlo dalle stesse parole di Elena Varvello, nella bella intervista di Emanuele Bosso🌍 nel podcast Il Passeggero podcast visibile anche qui https://youtu.be/tz0T3xyTWhk?is=e3d3C...
Profile Image for Francesca.
116 reviews1 follower
July 14, 2026
Ci sono vite che vengono travolte dalla Storia, senza averla scelta, e che finiscono per pagarne il prezzo più alto. È proprio questo il cuore di questo romanzo, che racconta l’esistenza di una giovane coppia seguendola dall’infanzia fino al matrimonio, mostrando come gli eventi storici possano insinuarsi nella quotidianità e cambiare per sempre il destino delle persone.

Ho apprezzato il modo in cui il legame tra i protagonisti si costruisce lentamente, per poi essere irrimediabilmente spezzato dall’irrompere della storia con la “s” minuscola che si intreccia con la Storia collettiva. È una separazione che non nasce da una scelta personale, ma dalla violenza degli eventi, e proprio per questo risulta ancora più dolorosa.

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la struttura del romanzo. Elena Varvello riesce a modulare tono e ritmo nelle diverse sezioni del racconto, adattandoli ai momenti della vita dei personaggi. Ogni capitolo mantiene un andamento incalzante, che cresce progressivamente fino a condurre il lettore verso un finale carico di tensione emotiva.

La vita sempre è una lettura intensa, che racconta con sensibilità come la grande Storia possa entrare nelle vite più comuni e modificarle per sempre. Un romanzo coinvolgente, sostenuto da una scrittura capace di accompagnare il lettore con naturalezza fino all’ultima pagina.
Profile Image for Aurora Sclafani.
5 reviews
August 15, 2026
Ho iniziato questo libro con molte domande, non sono abituata a leggere di questo periodo e soprattutto storie di questa portata.
Elena Varvello non scrive una storia inventata, parla di qualcosa di autentico, vissuto e indelebile.
Leggere questo libro è come ascoltare un'anziana signora che tra lacune e titubanza ti racconta di una vita che sembra così lontana ma che ti lascia un segno talmente profondo da non poter essere ignorato.
Questo libro parla di vite spezzate: ricordi di un tempo doloroso reso ancora più insopportabile dal peso della Storia, un tempo di miseria e disperazione in cui due individui si sono amati per poi non ritrovarsi mai più.
Non è una storia singolare, non è una storia unica nel suo genere ma la realtà di intere famiglie dilaniate, mogli abbandonate, mariti morti per una guerra non voluta, miseria e infelicità.
È un inno alla vita: la resilienza di Teresa e la voglia di vivere di Francesco insegnano ancora oggi quanto sia importante ricordare per non ripetere gli errori del passato, un passato che è stato vissuto e sofferto da persone vere come Teresa e Francesco e che non deve ritornare.
115 reviews1 follower
August 12, 2026
Fino alle ultime pagine ho creduto fosse un romanzo che racconta una storia che potrebbe essere la storia di tutti i nostri nonni; una scrittura che conquista e procede scorrevole, un racconto di vita comune nell' Italia del ventennio, con la guerra e la miseria che ne deriva, vista principalmente da chi la guerra l'ha subita pur non essendone protagonista. Le ultime pagine, colpiscono e rapiscono, svelano che quello appena letto non è un romanzo ma una storia vera (in verità, un paio di volte il dubbio viene anche durante la lettura, quando viene usata la prima persona - mia madre - in maniera molto parsimoniosa e che sembra stonare).
Bel libro, merita di essere letto.
Profile Image for Valentina Valestudiafacile.
18 reviews
June 20, 2026
L'ho ascoltato in formato audiolibro e poi ho necessariamente sentito la necessità di comprare il cartaceo per regalarmi un'esperienza di lettura a 360°! Provate ad ascoltare anche voi questo audiolibro, narrato da Elena Varvello stessa, e vi sfido a non innamorarvene! Lascio 4 stelle solo perché all'inizio ho avuto un po' di difficoltà a immergermi nella storia. Difficoltà svanite dopo pochissimo.
24 reviews
August 11, 2026
Un bel romanzo che ha come sfondo il periodo fine grande guerra e seconda guerra mondiale. È ambientato ad Alba e narra l amore fra due giovani:Teresa seria ed impegnata e Francesco donnaiolo e giocatore d 'azzardo.. La vita dei personaggi cerca di sopravvivere agli eventi per esserne infine fagocitati... Non dico di più perché c'è una sorpresa finale che è bello scoprire... A voi il piacere di leggerlo
47 reviews2 followers
October 6, 2026
Solito libro che racconta l' Italia tra le due guerre; la guerra, vista dal margine di un cortile popolare di Alba, è una presenza domestica, fatta di fame, mutismi, sguardi persi nel vuoto, assenze, è una forza oscura che si deposita nelle case e nei corpi, opprimendoli.

Solo verso la fine si scopre che Francesco e Teresa sono i suoi nonni. Il che getta una luce diversa sulla vicenda altrimenti inutile e noiosa.
Profile Image for Marina D'Agnese.
142 reviews
April 8, 2026
Difficile lasciare andare Teresa, Francesco, Clelia e gli altri personaggi che hanno preso (e ripreso) vita tra le pagine di questo bel romanzo. Tra storia e ricostruzioni verosimili si ripercorre la storia di Alba, ma che è stata di tutta Italia, tra la fine della prima e la seconda guerra mondiale.
un romanzo ben scritto che fa sorridere, riflettere e piangere
55 reviews
July 12, 2026
Solo alla fine si scopre che il romanzo prova a ricostruire una storia vera a cui la scrittrice è molto legata. Una scrittura semplice e molto pop accompagna in queste pagine la storia di Francesco, nonno di Elena e della nonna materna Teresa, fra il 1918 e il 1945.
Per certi aspetti gradevole, per altri un déja-vu.
48 reviews1 follower
August 3, 2026
Libro per me interessante in quanto ambientato ad Alba, città che conosco bene (forse persino troppo citata).
La storia dei nonni dell'autrice, realistica e romanzata al tempo stesso, si intreccia con la storia vera nel periodo tra le due guerre e fino al termine della seconda.
Il romanzo, piacevole e scorrevole, diventa intenso nel finale tragico.
31 reviews
August 16, 2026
Devo separare l’aspetto emotivo da quello formale. Da un lato è una storia in crescendo, una di quelle che divori perché vuoi sapere come finisce, chi ce la fa e come. Dall’altro lato ammetto che la struttura mi è parsa a tratti asettica, non del tutto capace di consegnarmi una storia così delicata.
Profile Image for Carmen Marciante .
289 reviews7 followers
May 11, 2026
Ho ascoltato questo libro dalla voce dell' autrice. A me è piaciuto molto, poi scoprire che era la storia dei nonni della Varvello me lo ha fatto apprezzare ancora di più. Lo stile è poetico e scorrevole, il finale mi ha emozionata tanto.
Profile Image for Elena Favaro.
400 reviews12 followers
June 13, 2026
Libro già letto...Alba tra le due guerre, gente povera, genitori trauimatizzati dalla Prima guerra mondiale e figli che vivranno la Seconda. Pagine scorrevoli ma che non portano nessun nuovo sentimento...a parte il finale che sorprende e giustifica tutta la lettura.
Profile Image for Giulia.
32 reviews1 follower
September 27, 2026
"Francesco e Teresa si innamorano", si legge in quarta di copertina. Ma di amore, in questo libro, non vi è traccia alcuna. Così come non vi è trama alcuna.
Si salva solo lo stile di scrittura, inconfondibile stampo scuola Holden.
Contenuto inesistente...
Profile Image for Daniela Torrisi.
154 reviews1 follower
April 9, 2026
"Il battito del cuore di Teresa Cordero è un dito che picchietta veloce su un tavolo, un lungo treno che sputa vapore e corre via nella notte".
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