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L'incartatrice di arance

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Catania, 1906. Il mercato del pesce brulica di suoni, odori, colori. Rosetta, sedici anni, lavora tra i banchi dall’alba al tramonto. I suoi sogni restano chiusi in un cassetto che osa aprire soltanto insieme a Michele, contadino dagli occhi verdi capaci di emozionarla. È lui a raccontarle di una nuova varietà di arance che si conserva più a lungo se avvolta nella carta oleata. In cerca di un futuro diverso, Rosetta incrocia il cammino di Concetta Campione, donna forte e determinata, proprietaria di una tipografia in cui lavorano soltanto donne. Ne resta incantata. Soprattutto da una macchina in grado di stampare immagini su una velina simile a quella che avvolge gli agrumi. Rosetta è convinta che un disegno davvero accattivante possa decretare il successo, magari anche all’estero, delle arance di Michele. Nella mente cominciano a fiorirle figure dai mille colori, si immagina a incartare ogni frutto con cura. Il traguardo sembra vicino. Ma il destino, lo sa bene, è spesso un avversario imprevedibile. Una notte da dimenticare rischia di mandare in frantumi ogni il padre è costretto a fuggire negli Stati Uniti e Rosetta deve rinunciare a Michele per proteggerlo. Rimasta sola, sceglie di non cedere, di difendere le proprie idee, anche a costo di soffocare un segreto che riguarda le sue origini. Ora deve solo guardare avanti e costruire il suo domani. Perché chi ha attraversato la tempesta riconosce il momento in cui il cielo finalmente si rischiara. Barbara Bellomo consegna ai lettori un libro che intreccia la storia di Catania di inizio Novecento al frutto che più la identifica, l’arancia Tarocco, svelandoci il mistero dietro a questa tradizione. Personaggi realmente esistiti e figure di finzione si fondono in un romanzo che profuma di agrumi e ha la leggerezza dei colori del tramonto, mentre una ragazza, pagina dopo pagina, diventa donna e impara a trovare sé stessa.

288 pages, ebook

Published March 31, 2026

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About the author

Barbara Bellomo

10 books13 followers
Barbara Bellomo, laureata in Lettere, ha conseguito il dottorato in Storia antica e ha svolto lavoro di ricerca come assegnista presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. Attualmente insegna in una scuola superiore. All’attivo ha diverse pubblicazioni di storia romana.

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Elisa.
1,036 reviews16 followers
April 13, 2026
Hype alto, ma non mi ha deluso.
Forse la trama un filo troppo lunga (qualche passaggio avrei tolto).
Molto interessante scoprire la nascita del nome delle arance tarocco e delle veline.
Altro argomento clou del libro è l’attività imprenditoriale di una donna molto avanti per la sua epoca, Concetta Campione, purtroppo non conosciuta dai più.
Sullo sfondo non mancano i riferimenti storici, le condizioni di vita e le meravigliosi descrizioni delle Sicilia, soprattutto dei campi di agrumi in primavera.
Finale aperto, forse fin troppo.
Profile Image for Mapi.
252 reviews4 followers
April 8, 2026
«Si chiede se la vera forza abbia bisogno di clamore quotidiano o se non sia come la brace sotto la cenere che con il vento, alzato dal dolore e disperazione, si trasforma in fiamme e arde tutto ciò che trova»

Questa storia profuma di casa. Siamo a Catania di inizio 900 e seguiremo la nostra protagonista, Rosetta, destreggiarsi tra sorprese e drammi della vita. C'è il forte sentore di disperazione che invade le pagine, una sciagura dopo l'altra che annichiliscono i personaggi
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La penna dell'autrice è fresca e capace, emoziona in modo chiaro senza dover ricercare eccessi. Ci porta a vivere una Catania misteriosa e tradizionale, che si riempie del vociare dei mercati e dei colori vivaci dei suoi quartieri.
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Nella storia si muovono diversi personaggi: Concetta, proprietaria della tipografia che da opportunità alle donne di lavorare. Michele, che sta provando un nuovo innesto per le arance e spera faccia successo. Rosetta che vive la sua giovinezza quieta ma turbamenti appaiono all'orizzonte: la perdita del lavoro, il padre costretto a lavorare il zolfo per un tozzo di pane, la miseria che scava con brutalità. E poi... La violenza, l'orrore feroce.
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Momenti incerti che fanno barcollare con forza irruente e lavano via l'ingenuità.
La narrazione qui si incrina sbeccandosi e ci fa avvertire il disagio, la nostalgia, la condanna e il bisogno d'amore. Scelte difficili si aprono.
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E poi l'idea della carta oleata che riveste le arance prende piede in un bellissimo singulto di speranza condivisa.
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Nel libro quelle che spiccano sono le donne: Elisa con il destino tragico bloccato nel suo status sociale da nobile. Usata come merce di scambio per poter dare soddisfazione ad una nobiltà frivola.
Concetta, rappresenta la nuova borghesia piena di idee innovative e un pensiero meno rigido.
Rosetta e Pina, due popolane che si legano fortemente forse proprio per la bruttezza di certi eventi e una commovente solidarietà.
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Un libro assai piacevole che sa di agrumi, forza e dignità.
Profile Image for Manuela Rotasperti.
582 reviews19 followers
June 22, 2026
"𝗦𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲. È 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗔 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗶 𝗯𝘂𝗶 𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗼𝘀𝗶. 𝗘 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘃𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗶 𝗲 𝗴𝗼𝗱𝘂𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗮𝗿𝗹𝗶."

Rosetta, figlia unica, vive a Catania con i genitori e lavora al mercato vendendo olive. Conosce poi #concettacampione , proprietaria di una tipografia, e scopre il mondo delle veline decorate usate per avvolgere le arance. Tra affetti, difficoltà e segreti di famiglia, Rosetta dovrà trovare il coraggio di costruire il proprio destino in una società che lascia poco spazio alle donne.

È un romanzo storico che intreccia realtà e finzione, riportando alla luce la figura di Concetta Campione, realmente esistita e nota per aver gestito insieme al marito una tipografia e una stamperia di veline decorative per gli agrumi e di tarocchi siciliani. Nel romanzo emerge come una donna forte, determinata e intraprendente, capace di sostenere altre donne in un'epoca in cui il loro ruolo era ancora fortemente marginalizzato. La storia, però, non ruota solo attorno a lei. Le protagoniste sono tre donne appartenenti a mondi sociali diversi: Concetta, Rosetta, una giovane siciliana di umili origini costretta a guadagnarsi da vivere con le proprie forze, e una ragazza dell'aristocrazia. Attraverso i loro punti di vista, Barbara Bellomo racconta la Sicilia di inizio Novecento, mettendo a confronto destini, aspirazioni e condizioni sociali differenti. La narrazione è prevalentemente lineare, con alcuni flashback che approfondiscono il passato dei personaggi. Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la capacità dell'autrice di trasportare il lettore nella sua Sicilia. Le descrizioni sono vivide e restituiscono colori, profumi, tradizioni e prodotti tipici come arance, olive e pesce fresco. Da ogni pagina emerge tutto l'amore di Barbara Bellomo per la sua terra, un legame rafforzato anche dall'uso del dialetto siciliano. Una scelta che dona autenticità al racconto ma che, personalmente, ha rallentato un po' la lettura: alcuni termini erano intuibili, altri meno, e avrei apprezzato qualche nota di traduzione. Interessanti anche i riferimenti al contesto storico, economico e sociale dell'epoca, con il desiderio di valorizzare i prodotti del territorio, la condizione femminile e i matrimoni combinati, spesso dettati da interessi economici più che dall'amore. Ho apprezzato inoltre le leggende popolari, come quella sull'origine del nome dell'arancia Tarocco, e le citazioni letterarie disseminate nel romanzo.
Da amante dei gatti, mi è piaciuta molto la loro presenza accanto a Rosetta nei momenti più difficili. Ho interpretato questa scelta come un richiamo al potere terapeutico che questi animali possono avere, grazie alla loro capacità di offrire conforto e compagnia. La scrittura di Barbara Bellomo è elegante e molto descrittiva. L'unico aspetto che mi ha convinta meno è il ritmo: nella prima metà il romanzo procede lentamente e in alcuni punti mi è sembrato un po' ripetitivo, mentre dalla seconda parte acquista maggiore slancio e coinvolgimento.
Nel complesso è stata una lettura che ho apprezzato. Oltre a farmi conoscere una figura femminile che non conoscevo, mi ha permesso di scoprire tradizioni e mestieri della Sicilia di inizio Novecento. Il valore più grande di questo romanzo è proprio quello di restituire voce a una donna dimenticata e di custodire la memoria di un patrimonio culturale che merita di essere riscoperto. Un tempo si incartavano le arance per proteggerle durante il viaggio. Barbara Bellomo fa lo stesso con la memoria: la custodisce tra le pagine di questo romanzo, perché possa arrivare intatta fino a noi.
Profile Image for Denise Borghesi.
78 reviews1 follower
July 1, 2026
"Le basta evitare di soffrire oltre, gioire per singoli episodi e stare chiusa nel suo bozzolo."


Ci troviamo a Catania nel 1906.

La protagonista, Rosetta, ha sedici anni e vive sola col padre, dopo la morte della mamma.

Lei lavora al mercato del pesce e partecipa così al sostentamento familiare.

Ma Rosetta sogna un futuro più roseo, sogna un lavoro migliore, che osa confessare solo all'amico Michele, per il quale nutre un debole.

Lui è un contadino e le parla sempre delle sue arance e di come vorrebbe iniziare a incartarle, con una carta speciale in grado di conservarle più a lungo.

Rosetta, come un gioco del destino, conoscerà Concetta Campione, una donna forte, una pioniera, un'imprenditrice, titolare di una tipografia in cui ha assunto solamente donne.

Rimane affascinata dalla sicurezza di questa donna e da un macchinario in grado di creare stampe su carta velina.

Rosetta intravede gia un futuro per le arance di Michele, il successo, attraverso questo speciale involucro.

E lei sogna anche di lavorare lì e incartare quelle arance.

Ma se il destino alcune volte aiuta, altre volte invece rema contro.

Basta una sera, una notte, e tutto cambia.

Rosetta cambia.

In seguito a un fatto molto particolare, il padre della ragazza è costretto a lasciare la città e rifugiarsi negli Stati Uniti.

Rosetta rimarrà sola, con le sue fragilità, la sua forza e la consapevolezza di dover contare solo su stessa e dover lasciare perdere Michele.

Lei soffrirà, ma a testa alta, continuerà a credere in se stessa, nelle proprie idee e a combattere per raggiungere i suoi obiettivi.

Vorrà cercare anche di scoprire un segreto legato alla sua famiglia.

Non sarà affatto facile per Rosetta, riuscirà ad andare avanti da sola senza perdersi?

Ho amato questo romanzo.

L'autrice, tramite la sua penna molto scorrevole e incisiva, ci regala un bellissimo scorcio di una Catania di inizio secolo.

Ci regala la vita di una ragazza che cerca il suo posto nel mondo.


Ma per Rosetta non sarà solo questo, per lei sarà una dura lotta a sopravvivere da sola, in un ambiente prevalentemente maschilista e una società che voleva le donne sposate e destinate a fare figli e occuparsi del ruolo domestico.


L'autrice però ci delinea e definisce alla perfezione numerosi personaggi, alcuni dei quali realmente esistiti.


lo ne sono rimasta totalmente affascinata.


L'autrice è riuscita a creare una storia veritiera, con personaggi reali, con avvenimenti veri, mescolati a finzione e immaginazione.

Troviamo nomi e personaggi illustri, troviamo la storia, seppur romanzata, della nascita di una varietà di arance tra le più note, troviamo una parte di storia di un'epoca ormai tanto lontana,

ma della quale vengono messi in risalto aspetti in qualche modo ancora attuali.

Tutto questo però fa da sfondo alla storia di una ragazza, costretta a diventare donna molto in fretta e alla sua evoluzione, non tanto per crescere, ma per trovare il suo io interiore, per trovare se stessa.

La Bellomo non ci narra la storia di un'eroina, ma la storia di una ragazza che ha scavato dentro di sé, che non si è arresa, che ha lottato per non soccombere agli altri e a un sistema sessista e discriminatorio.

E una storia straordinaria, anche molto cruda, fatta di sdegno, di sacrificio, di dura lotta, ma anche di coraggio, riscatto e rinascita.

L'esempio di Concetta Campione è stato per

Rosetta fortemente d'aiuto e illuminante.

Una storia coinvolgente, potente ed emozionante, che narra, che descrive, che accompagna nei luoghi e nelle ambientazioni, ne fa percepire i colori, gli odori e i profumi, a partire dalle arance, che divengono così tanto protagoniste nella storia.
Author 2 books3 followers
July 12, 2026
Ci sono libri che scegli per curiosità e altri che senti tuoi ancora prima di aprirli. L’incartatrice di arance rientra decisamente nella seconda categoria.

Due i motivi che mi hanno spinto alla lettura dell’ultimo romanzo di Barbara Bellomo. Il primo è una stima ormai consolidata: negli anni l’autrice ha dimostrato una versatilità rara, capace di rendere viva la storia senza mai appesantirla. Il secondo è personale: da catanese e da produttore di arance, non potevo ignorare un romanzo che affonda le radici nella mia terra.

Quando la storia incontra l’economia reale

Uno degli aspetti più riusciti del libro è la ricostruzione della filiera agrumicola. Bellomo non si limita a raccontare una storia, ma entra nel dettaglio di un sistema produttivo che ha segnato un’epoca.

Dall’introduzione dei primi imballaggi al trasporto ferroviario, fino a una curiosità che farà sorridere chi conosce il settore: l’unità di misura delle arance era (ed è, in parte) il “vagone”. Un dettaglio che restituisce autenticità e radicamento.

Interessante anche la ricostruzione della nascita dell’arancia Tarocco, tra intuizioni commerciali e suggestioni culturali legate ai tarocchi siciliani. Qui il romanzo trova una delle sue intuizioni più affascinanti: trasformare un prodotto agricolo in racconto identitario.

Un romanzo di donne (senza retorica)

Se però c’è un cuore pulsante nel libro, è quello femminile.

Rosetta e Concetta Campione sono due facce della stessa lotta: quella per affermarsi in una società patriarcale. Accanto a loro si muovono figure come Comare Pina, simbolo di ribellione concreta, ed Elisa Villardita, prigioniera di una nobiltà ormai in declino.

Bellomo costruisce un microcosmo credibile, mai idealizzato, dove le donne non sono eroine perfette ma persone che sbagliano, resistono e, soprattutto, scelgono.

Catania come protagonista silenziosa

Sul fondo, ma neanche troppo, c’è Catania. Una città viva, contraddittoria, sospesa tra tradizione e cambiamento.

Dalla Pescheria ai palazzi della borghesia emergente, il romanzo racconta un passaggio storico preciso: la fine delle vecchie gerarchie e la nascita di un nuovo modello economico e sociale. Ed è proprio qui che il libro trova la sua forza visiva.

Un finale che corre troppo

Se devo trovare un limite, lo trovo nel finale.

Dopo una costruzione narrativa ricca e stratificata, la chiusura appare un po’ accelerata. Le linee narrative, tante e ben sviluppate, sembrano convergere troppo rapidamente, lasciando la sensazione che alcune dinamiche meritassero più respiro.

Non è un difetto che compromette la lettura, ma si percepisce.

Conclusione

L’incartatrice di arance è, in fondo, una carta d’identità narrativa di Catania.

Un romanzo che profuma di agrumi, di lavoro e di riscatto. Una storia che parla di identità, di radici e di futuro, capace di coinvolgere sia chi conosce questo mondo sia chi lo scopre per la prima volta.

Barbara Bellomo firma un libro caldo, accessibile e pieno di vita. Anche con un finale un po’ frettoloso, resta una lettura consigliata.

E sì, alla fine viene voglia di mangiarsi un Tarocco. Magari giocando a carte.
Profile Image for Anto_s1977.
849 reviews36 followers
July 1, 2026
“L’incartatrice di arance” è un romanzo di Barbara Bellomo, edito dalla casa editrice Garzanti nel 2026.

La vicenda è ambientata a Catania a partire dal 1906 e tratta della vita di Rosetta, una ragazza di umili origini che deve sopravvivere nella miseria e destreggiarsi tra i capricci del destino e la violenza. Non è del tutto analfabeta: sa leggere e far di conto.
La lettura rappresenta per lei un rifugio perfetto. Grazie al professore Anselmi ha la possibilità di conoscere storie a lei contemporanee, come la novella Rosso Malpelo del conterraneo Giovanni Verga. Il noto autore verista riporta nei suoi scritti la vita degli umili, per cui le pagine che Rosetta legge agiscono da specchio della propria condizione e di quella delle persone che le stanno attorno.
La protagonista è orfana di madre, è corteggiata da Ciccio, ma lei è segretamente innamorata di Michele, un produttore di agrumi che sta per immettere sul mercato una nuova varietà di arance. La ragazza, appena quindicenne, custodisce, inoltre, un segreto che la madre le ha svelato in punto di morte.
Quando perde il lavoro al mercato, viene assunta alla tipografia Campione e passa sotto l’ala protettiva di Concetta, proprietaria dell’attività, una figura storica che ha saputo affermarsi alla fine dell’Ottocento, grazie alle proprie qualità professionali.
Improvvisamente, un fatto tragico costringe a ricominciare da capo.

Il romanzo di Barbara Bellomo fa percepire in modo netto l’atmosfera dei luoghi nei quali si muovono i personaggi: il mercato, il porto, le cupe case degli umili che trasudano miseria e le campagne con gli estesi agrumeti che profumano l’aria di zagare.
Lo stile è curato ed elegante, ricco di dialoghi impreziositi da espressioni dialettali che conferiscono verosimiglianza al testo e un effetto immersivo nella Sicilia del primo Novecento.
L’autrice tratta il tema dell’emancipazione femminile, non solo in ambito lavorativo. Se è vero che Concetta e Rosetta dimostrano capacità organizzativa, competenza e idee brillanti, ci sono altre donne del libro che si riscattano dalla sottomissione maschile compiendo una scelta non per forza etica, ma senz’altro risoluta e senza provare rimpianto.
È un romanzo che affronta inoltre i temi delle convenzioni sociali, dell’opportunismo e delle prevaricazioni dei potenti sui più deboli.
Il ritmo può apparire all’inizio lento, ma il suo scopo è quello di presentare e contestualizzare la vicenda; dal punto di svolta in poi, invece, gli eventi subiscono un’accelerazione che coinvolge e invoglia a proseguire nella lettura.
È un romanzo gradevole e interessante, poiché fornisce molti particolari sul lavoro alla stamperia e sulle difficoltà tecniche. Barbara Bellomo usa la fiction, che le è congeniale, anche per riportare alla luce una figura femminile dimenticata. Tuttavia, a mio giudizio, l'happy ending garantito a tutti i personaggi buoni toglie un po' di spontaneità e credibilità alla storia.
Consigliato a chi ama i romanzi storici, le figure femminili volitive e le storie siciliane.
Profile Image for Alessandra Brignola.
769 reviews8 followers
July 18, 2026
L’incartatrice di arance è un romanzo storico ambientato nella Catania dei primi del Novecento, una città sospesa tra miseria e progresso, dove la nascita di una nuova industria legata agli agrumi si intreccia con le vicende di tre donne molto diverse tra loro.
Rosetta è una giovane figlia di pescatore che sogna un futuro diverso da quello che il destino sembra averle riservato; Elisa appartiene a una famiglia aristocratica ormai in declino ed è prigioniera delle convenzioni del suo ceto; Concetta Campione, personaggio realmente esistito, è invece una donna straordinariamente moderna, imprenditrice e tipografa, che decide di offrire lavoro e indipendenza ad altre donne in difficoltà. Le loro storie si incontrano dando vita a un racconto che parla di emancipazione femminile, povertà, violenza, solidarietà e riscatto.
Barbara Bellomo restituisce una Catania viva, fatta di mercati, agrumeti, tipografie e contrasti sociali. Si percepisce il grande lavoro di ricerca storica, così come è interessante la scelta di raccontare una figura poco conosciuta come Concetta Campione e la nascita delle veline per incartare le arance, inserendo il tutto nel contesto della rivoluzione agraria che porterà alla diffusione del tarocco.
È un romanzo che affronta temi importanti e che restituisce un’immagine della Sicilia lontana dagli stereotipi, mettendo al centro donne che, in modi diversi, cercano di conquistare la libertà in una società che le vorrebbe silenziose e sottomesse.
Una lettura piacevole e ben documentata, che lascia il profumo degli agrumeti e il rumore del mare più impresso della trama stessa, ricordandoci che, a volte, sono i luoghi e le persone dimenticate dalla Storia a custodire i racconti più preziosi.
Profile Image for Rifugi.di.lettura .
18 reviews6 followers
May 18, 2026
Ci sono libri che intrattengono e libri che ti entrano dentro piano, con delicatezza.
L’incartatrice di arance di per me è stato proprio questo.

È il primo romanzo che leggo dell’autrice e ora mi chiedo sinceramente perché abbia aspettato così tanto. Perché questa storia ha tutto ciò che amo: donne forti, una Sicilia viva e autentica, segreti, dolore, riscatto e quella malinconia dolce che resta addosso anche dopo l’ultima pagina.

L’ambientazione nella Sicilia dei primi del ’900 è resa benissimo: si percepiscono i profumi, le fatiche, il peso delle convenzioni e delle ingiustizie dell’epoca. Ho apprezzato molto anche i richiami storici inseriti nel romanzo, che rendono la lettura ancora più interessante e immersiva.

La Signora Campione è uno di quei personaggi che non si dimenticano facilmente: forte, determinata, caparbia. Una donna che lotta in silenzio ma con una forza incredibile. E accanto a lei, la storia di Rosetta si intreccia con dolcezza e amarezza, raccontando una realtà che, purtroppo, per molte donne di quegli anni era fin troppo comune.

La scrittura è scorrevole, elegante e coinvolgente. Persino le espressioni in siciliano — alcune le ho dovute cercare — hanno reso tutto più autentico e vero.

Un romanzo intenso ma delicato, che parla di donne, sacrifici, coraggio e speranza.
E sì, assolutamente nelle mie corde.
Profile Image for mdl.
23 reviews2 followers
April 22, 2026
| avvolgere i frutti, in questo caso le arance, con la carta oleata è importante per evitare che la muffa di una si espanda sulle altre |

Il nuovo romanzo di Barbara Bellomo ci conduce nella Catania del 1906 dove la storia vera di Concetta Campione, la donna che ha diretto una stamperia in città dalla fine dell’Ottocento fino al 1951, si intreccia alla quotidianità della giovane Rosetta, sedicenne da poco orfana di madre e dalle origini ora più che mai velate.
È proprio tra le tante donne che Concetta Campione ha aiutato che figurano, dapprima Angela, ai tempi la giovane madre di Rosetta, e poi Rosetta stessa, vittima di una violenza travolgente che sarà a un passo dal piegarla.
Ho apprezzato tanto questa storia e la caratterizzazione dei personaggi principali, anime buone, devote alla famiglia e all’amicizia.

“Quel giorno ha visto che il destino non risparmia nessuno, ma ha anche imparato che alcune persone vanno avanti nonostante tutti gli impedimenti.”
Profile Image for Massimo Carcano.
540 reviews8 followers
June 2, 2026
Una storia di donne, che si sviluppa nella Catania di inizio Novecento. Rosetta, una donna non ancora donna ma già di una forza e di una resilienza straordinarie, assecondata e assistita dalla tostissima Pina. E poi Concetta Campione, una visionaria in un mondo che piano piano si sta evolvendo ma nel quale a comandare sono ancora gli uomini. Disgrazie su disgrazie, colpi tremendi che si succedono e che farebbero crollare chiunque ma non queste due donne, legate da un filo invisibile e destinate alla fine al meritato successo. Toccante e struggente, dalla prima all’ultima pagina e da leggere tutto d’un fiato.
Profile Image for SensationDaria.
350 reviews5 followers
July 3, 2026
Avevo moltissime aspettative per questa storia, soprattutto avendola sentita raccontare dalla stessa autrice, ma in parte sono state deluse dalla lettura.
Trovo che la trama e la ricerca dei personaggi storici che compaiono nel romanzo siano molto interessanti; purtroppo il punto debole, nella mia esperienza, è stata la scrittura in quanto ho percepito lo stile dell’autrice pedante e molto accademico, inoltre i risvolti delle storie dei protagonisti sono stati intuibili fin dall’inizio.
Profile Image for Francesca.
44 reviews
May 17, 2026
La trama prometteva molto bene ma, alla fine, l'ho trovato lento, noioso e troppo lungo (potevano essere tolte alcune parti).
I pezzi in dialetto poi mi hanno ricordato "la femminanza", uno dei libri peggiori che io abbia mai letto.. quindi purtroppo, non di mio gusto.
Profile Image for Daniela Torrisi.
149 reviews1 follower
August 11, 2026
"Rosetta si chiede così se la vera forza abbia bisogno di clamore quotidiano o se non sia come la brace sotto la cenere che con il vento, alzato dal dolore e dalla disperazione, si trasforma in fiamme e arde tutto ciò che trova"
Profile Image for evss_pookie.
220 reviews5 followers
June 23, 2026
Oggi, pensando al libro che ho letto e del quale vi voglio raccontare, mi tornano in mente i pomeriggi nei quali nonno tornava a casa con cassette di frutta e verdura, ed una volta mi sono messa a giocare con quella carta sottile e colorata che raffigurava una figura - ma è simile alle carte! avevo esclamato - delle arance.
Nonno mi aveva guardata e sorridendomi rispose che era la carta delle arance Tarocco, serviva a mantenerle “sane”.
Ma voi conoscevate la loro storia?

Rosetta ha tra i suoi capelli scuri una ciocca bianca, “la ciocca del dispiacere” come la chiama sua papa, ciocca comparsa dopo la scomparsa della mamma. Rosetta è grande per i suoi sedici anni, fatica dalla mattina alla sera al mercato e non sempre riesce a metter un pasto in tavola. E la situazione peggiora ancora di più quando si ritroverà da sola.
Ma l’incontro con Concetta Campione - donna presente anche nel passato della mamma - le farà trovare la via del riscatto.

“E questa la vita alla pescheria di Catania. All'alba i […] venditori iniziano ad alzare la voce per avvisare dell'apertura del mercato. La piazza si riempie di un odore salmastro e si anima di vita e di rumore.”

Al suo fianco, anche se non sempre c’è Michele, quel ragazzo che per lei è irraggiungibile, ma che con la sua sola presenza riesce a riscaldarle il cuore. Michele che ha anche una fidanzata e un’attività agricola da mandare avanti.

«perché sai, Rosetta, per essere felici non serve tanto spazio, ma solo buon carattere, comprensione e stima».

E sarà proprio Rosetta, che aiuterà Michele, ma si aiuteranno a vicenda com le idee che riescono a metter su, e soprattutto con l’aiuto della signora Campione che riusciranno a far sì che i dolori della vita, in qualche modo, nonostante le assenze e mancanze, possano diventare sorrisi.

«Ma tu lo sai che significa questa carta?»
«Che stiamo diventando poveri.»
Rosetta gli sorride e nega con la testa: «No, solo che dobbiamo praticare l'arte di arrangiarci, un'arte in cui noi qui in pescheria siamo bravissimi. Credimi, in questo non ci batte nessuno».

Un libro di vita, forza, rinascita, voglia di mordere e combattere per ciò che si è.
Indipendenza, forza, e solidarietà femminile, sono solo i primi dei tanti ingredienti presenti nel libro!
Ed io vi invito caldamente a leggerlo!
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