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Da nessuna parte

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A molti dei lettori che da tempo la seguono piacerebbe sapere qualcosa di più su una scrittrice che in tutti questi anni ha svelato pochissimo di sé, che è rimasta discreta sulla propria intimità e sul proprio passato – e agli intervistatori che tentavano di addentrarsi in quei territori non diceva mai la verità. In questo volume, dove l’autrice stessa ha deciso di riunire i suoi primi libri «di letteratura», quei lettori appassionati scopriranno invece, attraverso brevi, a volte brevissimi, aneddoti, ricordi, riflessioni, confessioni – «fotografie soggettive della vita» –, una Reza pronta a mostrare loro la propria fragilità, la propria «anima messa a nudo»: la struggente tenerezza per i figli, bambini e poi adolescenti, la nostalgia per qualcosa che non tornerà più (il «sorriso sdentato» della piccola Alta, per esempio), gli ultimi giorni di suo padre, la consapevolezza di non appartenere ad alcun luogo, di non avere radici... Ritroveranno anche, distillati in questi frammenti, tutti i temi che ricorrono nelle pièce e nei romanzi – il tempo, l’identità, la memoria, gli affetti, la morte –, ma affrontati da una prospettiva più privata e inattesa. E soprattutto uno sguardo che non somiglia a nessun altro e una scrittura di perfetta, magistrale eleganza.

121 pages, Kindle Edition

Published February 24, 2026

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About the author

Yasmina Reza

56 books624 followers
Yasmina Reza began work as an actress, appearing in several new plays as well as in plays by Molière and Marivaux. In 1987 she wrote Conversations after a Burial, which won the Molière Award for Best Author. Following this, she translated Kafka's Metamorphosis for Roman Polanski and was nominated for a Molière Award for Best Translation. Her second play, Winter Crossing, won the 1990 Molière for Best Fringe Production, and her next play The Unexpected Man, enjoyed successful productions in England, France, Scandinavia, Germany and New York. In 1995, Art premiered in Paris and went on to win the Molière Award for Best Author. Since then it has been produced world-wide and translated into 20 languages. The London production received the 1996-97 Olivier Award and Evening Standard Award. Screenwriting credits include See You Tomorrow, starring Jeanne Moreau and directed by Didier Martiny. In September 1997, her first novel, Hammerklavier, was published.

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17 (16%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,129 reviews663 followers
March 7, 2026
“Prima o poi gli scrittori ritornano alla propria infanzia. Io non ritorno da nessuna parte, non ci sarebbe nessuna parte dove ritornare. Lunghi muri rasentati, lunghe attese, terreni incolti di una periferia recente, senza storia, palazzi che sostituivano le case, blocchi di palazzi che chiamavano residenze.”

Ho avuto il piacere di ascoltare la presentazione del nuovo libro di Yasmina Reza,
“Da nessuna parte”, a Testo (quinta edizione del festival letterario) a Firenze, con l’esilarante Chiara Valerio.

Questo libro è un memoir frammentario e affascinante che riunisce due testi inediti in Italia, “Hammerklavier” (1997) e l’omonimo “Da nessuna parte” (2005), in un unico volume compatto, offrendo uno sguardo intimo e senza filtri sulla vita dell’autrice, finora nota soprattutto per il teatro.

Yasmina Reza, esplorando la sensazione di non appartenere a nessun luogo, quello che dimora “da nessuna parte” esistenziale, attraverso ricordi familiari, ultimi giorni del padre, tenerezza per i figli, nostalgia per momenti irripetibili e scene di vita quotidiana in città come Parigi, Berlino o Budapest.

Con una prosa elegante, tagliente e ironica, Yasmina Reza intreccia aneddoti personali a riflessioni profonde su tempo, memoria, affetti e morte, evitando il sentimentalismo e optando per una distanza narrativa che apre “baratri benefici” sull’anima umana.

“Non conosco le lingue, nessuna lingua, di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né albero, nessun suolo è stato il mio come quando si dice io vengo da lì, non esiste un suolo in cui potrei provare la brutale nostalgia dell’infanzia, né un suolo in cui scrivere chi sono, non so di quale linfa mi sono nutrita, la parola natale non esiste, né la parola esilio, una parola che pure credo di conoscere ma è falso, non conosco musica degli inizi, canzoni, ninnenanne, quando i miei figli erano piccoli li cullavo in una lingua inventata.”

Il libro, pur essendo breve, è molto denso (ho sottolineato quasi tutto!) e procede per vignette e “fotografie soggettive” della vita, rivelando fragilità, rimpianti e contraddizioni borghesi con uno sguardo chirurgico e umanissimo.

I vari capitoli sono pennellate che conferiscono al libro quella connotazione di un’opera ibrida, che mescola confessione e distacco, in cui Yasmina Reza si conferma una maestra nel catturare l’imperfezione della vita quotidiana.

Sono stata colpita da certe frasi lapidarie per la loro esattezza nella brevità, come queste

“Nel lato oscuro dell’amore, il solo in cui ci si possa smarrire, andrò in segreto e nel silenzio, giacché non ci sarà godimento che non sia solitudine né estasi che non sia Dolore.”

“Quello che sapevo in modo confuso mi colpì allora al cuore, che le cose d’amore avrebbero avuto luogo nell’emisfero oscuro e che l’estasi sarebbe stata inseparabile dal dolore.”
Profile Image for Alice Bassi.
5 reviews
March 11, 2026
Ho apprezzato maggiormente il primo dei due libri raccolti qui, sia nella forma che nel contenuto, ma nel complesso soddisfatta. Alcune delle riflessioni nate da questa lettura sono certa le porterò con me a lungo
Profile Image for Chiara.
94 reviews1 follower
April 20, 2026
“Non sono capace di aspettare e non sono capace di aspettare composta. Non sono capace di genuflettermi davanti al tempo. Non voglio. Qualunque cosa faccia deperirò, non riesco ad aspettare tranquillamente quel momento. Non voglio la pace. Non sono pronta. Ho l’età della guerra e voglio il destino delle armi. Non so che farmene della calma, della pazienza, questa molle agonia. Niente viene a suo tempo, mai. Mi sta bene esaurirmi se ho fatto la mia parte. Se la mia folgore, anche una volta soltanto, ha rischiarato il cielo nella battaglia”

Questa raccolta di pensieri è una costante corsa contro il tempo, un elogio alla vita che accade anche quando non ce ne rendiamo conto.
Un libro estremamente dolce, intimo, umano e immensamente malinconico.
Noi siamo tempo e non possiamo sfuggirgli, “eccola la cattiveria del tempo”.
Profile Image for sullemiespalle.
28 reviews
April 4, 2026
«Il dolore è contiguo alla gioia».
A differenza di quanto evoca il titolo qui la dolcezza e la tenerezza sono ovunque. Da tutte la parti: sopra, sotto, a sinistra a destra tutto intorno.
Profile Image for Maddalena Ghiara.
14 reviews
March 5, 2026
Tante piccole riflessioni, come a volte capita di fare a me, completamente sconnesse, ma poi complessivamente sensate. L'ho apprezzato molto perché ormai mi sono affezionata, anche se non uno dei suoi migliori
7 reviews
March 27, 2026
Non mi ricordo chi mi ha fatto scoprire Yasmina Reza (Marco Missiroli? Un libraio della Feltrinelli? Un video su Instagram?), però non posso fare altro che essere riconoscente.

Come scrive bene, che bello leggere Yasmina Reza.
Profile Image for dammydoc.
383 reviews
May 4, 2026
Yasmina Reza: Da nessuna parte. Adelphi ed.

Hanno scritto delle sue origini iraniane, russe, ebree, ungheresi. Parole: lei non le ha mai percepite davvero, le sue origini. Del resto sua madre le ha insegnato a non nutrire nostalgie del passato, a non rimuginare su quel che non può più tornare; proprio la mamma le ha dimostrato quanto davvero credesse in quel precetto: nata in Ungheria, da giovane era stata una violinista, ma il suo violino era rimasto per anni chiuso in un armadio, prima di esser messo in vendita, e infine regalato a un giovane portoghese; non le ha mai parlato della sua terra natia, non le ha mai insegnato alcuna tradizione, né alcun senso di appartenenza. A Budapest, assieme a sua madre, ci sarebbe poi tornata: un breve viaggio, che lei ricorda “serenamente distaccato”…

Ha sognato suo padre. Nel sogno gli ha chiesto se avesse incontrato Beethoven. Lui le ha risposto, contrariato, di sì: quando si è avvicinato al grande compositore e ha provato ad abbracciarlo, si è sentito rispondere che non si sarebbe mai dovuto cimentare con l’Adagio della Sonata Hammerklavier. Lei ricorda che ne avevano parlato anni prima. Avevano discusso sul fatto che, secondo lei, quella sonata era “il capolavoro dei capolavori”…

“Un giorno non ero, un giorno non sarò. Tra questi due attimi di indifferenza del mondo mi sforzo di essere. È un mondo ondeggiante, agitato da marosi, disorientato. Tra queste due assenze andiamo dove ci conducono i nostri passi, calpestiamo il mondo e i suoi luoghi. […] I veri luoghi, quelli che ci generano, quelli che la memoria cattura, sono quelli che ci hanno visti al di fuori di noi stessi, che hanno ospitato la nostra dismisura, la confessione o il terrore dei nostri desideri, tutti quelli che furono teatro di un capovolgimento”.

Yasmina Reza nasce a Parigi nel 1959 da padre iraniano e madre ungherese, entrambi di origine ebraica; studia recitazione presso la prestigiosa École internationale de théâtre Jacques Lecoq. Dopo l’esordio come attrice, debutta come drammaturga con Conversazioni dopo un funerale (Conversations après un enterrement, 1987), con cui si aggiudica il premio Molière. Uno dei suoi testi teatrali più celebri, Il dio del massacro (Le Dieu du carnage, 2006) è stato trasposto sul grande schermo da Roman Polanski con il titolo Carnage.

Il volume raccoglie due testi non teatrali, scritti a circa sei anni di distanza l’uno dall’altro, a forte impronta autobiografica, intimi e correlati.

Il primo, Da nessuna parte(Nulle Part, 2005), è un breve, denso flusso di coscienza incardinato in una cornice essenziale, grazie a una scrittura precisa, netta, assolutamente controllata. Un racconto alimentato da frammenti di immagini, ricordi, divagazioni: istantanee del romanzo familiare della scrittrice da cui prende vita una costellazione di riflessioni sulla solitudine, su un profondo senso di straniamento esistenziale, sulla percepita assenza di radici.

Hammerklavier esce nel 1997: è una galleria di brevi scene all’interno delle quali la scrittrice sembra muoversi a ritroso, lungo il filo del passato, a partire dagli ultimi giorni vissuti dal padre, lasciando germogliare dai ricordi un’articolata riflessione sul tempo nelle sue svariate declinazioni. Reza racconta il tempo dilatato di una confessione d’amore arrivata con trent’anni di ritardo (Dire …sì), del legame indissolubile che unisce istanti e posti in cui riconosciamo un senso all’esistenza (Luoghi e luoghi), fino a rivelare forse l’essenza della materia con cui plasma le sue opere, i suoi personaggi…

Ne scrivo su

https://www.mangialibri.com/da-nessun...
Profile Image for Martina Toraldo.
20 reviews
March 17, 2026
La delusione data da una autrice che ami profondamente è paragonabile a quella che arriva, inaspettatamente, da una cara amica. Si prova a trovare una giustificazione per un comportamento scorretto, per un qualcosa che ci ha fatto rimanere male ma, alla fine, si deve solo fare i conti con la realtà dei fatti. E la realtà dei fatti, in questo caso, è che questo romanzo è una semplice trovata editoriale che vende solo per il fatto che lo scritto provenga da una autrice affermata. Per quanto mi riguarda, infatti, questa raccolta di scritti personalissimi non è in grado di costituire un romanzo, sia perché risultano in sé tutti sconnessi sia perché scendendo nel profondo nella esperienza di vita della autrice rimangono troppo lontani per creare una qualche connessione con lo sguardo terzo del lettore. Due stelle perché lo stile di scrittura è come sempre impeccabile ma per me questa volta non basta.
Profile Image for Sofia Lancia.
13 reviews
March 25, 2026
“Dice, da una parte ci sono i vivi, dall'altra io. Dice, a questo livello di dolore, l'essere si dissolve. Non riconosco in me la persona che ha perso ogni speranza. Chi è colei che resta ed è ancora capace di parlare? Non siamo forse tutti in fin dei conti questa persona? Che non ha capito niente del senso della vita? Che non sa più che farsene di tutti gli attributi, del piacere, del sentimento?
Davvero una brutta giornata: non riesco a pensare alla vita. Sono annichilita. Sono senza futuro. Compio tutti i gesti della vita senza essere viva. Questa passeggiata.
L'essere scesa nell'atelier. Anche vederti, non è la vita.
Neanche la morte mi consola. Neanche dirmi molla la presa, me ne infischio.
Dice, in Dio non sono mai riuscita a credere e non sono mai riuscita a non credere.”

Racconto “La brontolona”

“Siamo d’accordo sul libro da portare sull’isola deserta.”

“Potremo sempre lamentarci dei nostri mille e un di-
fetto, condannare la nostra brutalità e le nostre ingiusti-zie, detestare la nostra impazienza e i nostri desideri ol-traggiosi, perlomeno non avremo mai sfiorato, lui e io, il pericolo del benessere, perlomeno lui non mi avrà mai attenuata e io non lo avrò mai sminuito.”

“Al capolinea della pazienza il mondo non è altro che un'unica dimora. lo voglio ancora andare, voglio ancora perdermi. Non so aspettare ciò che desidero così tanto. Non so risolvermi a addomesticarlo nel tempo. Niente viene a suo tempo, mai.”

“Non conosco le lingue, nessuna lingua, di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né albero, nessun suolo è stato il mio come quando si dice io vengo da lì, non esiste un suolo in cui potrei provare la brutale nostalgia dell'infanzia, né un suolo in cui scrivere chi sono, non so di quale linfa mi sono nutrita.”
Profile Image for Annalisa Dea.
31 reviews
April 10, 2026
⭐️⭐️⭐️,5

“Io, che provo tutta la malinconia del mondo al posto suo, vorrei tanto capire dov’è la patria della sua anima.”

Tra queste pagine, stralci, frammenti, brevi racconti che rappresentano fotografie di momenti, riflessioni, sensazioni, scene di vita fissate nella memoria dell’autrice. Appartengono ad un periodo antecedente, ad un passato, durante il quale Yasmina Reza non era ancora la scrittrice e drammaturga conosciuta che, giustamente, è oggi. Di conseguenza, ho trovato una scrittura forse meno matura (ma non meno affilata) rispetto a quella a cui mi ha abituato leggendo le sue dissacranti pièce teatrali o i suoi romanzi.
Quello che mi ha colpito, di quest’opera, invece, è il lato più intimo. L’autrice, si mostra nella sua fragilità, si svela, si mette a nudo parlando della sua famiglia, delle radici, del suo rapporto con i figli o di quello con altre figure che ha incontrato nella sua vita. Una certa malinconia accarezza le pagine. Dalle citazioni di Roland Barthes a proposito del confondere l’approvazione con l’affetto (perché, no, essere più bravi non ci renderà più degni di amore) agli scritti sulla nostalgia per il tempo che scorre, sulla consapevolezza che i momenti che abbiamo vissuto non ci verranno mai più restituiti indietro; e ripensare al sorriso sdentato della propria figlia seienne genera sentimenti di struggente tenerezza. E così finisce che, nel suo svelarsi, Reza svela anche le tue di fragilità perché attraverso le sue parole lei riesce a leggerti, in modo chirurgico e pure un po’ doloroso.
Profile Image for Giorgia Gallerani.
27 reviews1 follower
March 31, 2026
Questo testo ricorda a tratti un diario, anche se non è l’intento diaristico ad aver guidato l’autrice. Yasmina Reza definisce infatti questi frammenti come delle “fotografie soggettive della vita”, perché ciascuno di essi cattura un momento preciso, un’immagine o una sensazione che la memoria ha conservato nel tempo. Attraverso brevi episodi, ricordi e riflessioni personali, l’autrice costruisce una sorta di mosaico della propria esperienza, in cui ogni frammento contribuisce a delineare emozioni, pensieri e momenti significativi della sua vita.

Questo modo di raccontare rende l’opera Da nessuna parte particolarmente intima e suggestiva, perché permette al lettore di entrare gradualmente nel mondo interiore dell’autrice senza seguire una narrazione lineare, ma lasciandosi guidare dalle immagini e dalle sensazioni che emergono dalla memoria.
Profile Image for Silvia legge libri.
35 reviews29 followers
April 13, 2026
"Sono capace di violentissime nostalgie per spazi in cui non sono mai stata"

Se vi aspettate un libro logico, incalzante, con un inizio e una fine, rimarrete delusi.

Se vi rilassa l'idea di avere una lettura da custodire sullo scaffale, consultare negli anni, sfogliare ogni tanto per trovare nuovi spunti su vita e identità, allora non perdetevelo.
Profile Image for Caterina Borini.
37 reviews1 follower
March 16, 2026
È difficile saper mettere l’intimità su carta. Yasmina Reza ci è riuscita. Bellissimo.
Displaying 1 - 17 of 17 reviews