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La carità carnale

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Dopo il folgorante esordio con Uvaspina, Monica Acito si conferma una voce unica, capace di plasmare sulla pagina personaggi, luoghi, sentimenti con una scrittura immaginifica, piena di colori e di vita.

Marianeve ha i capelli bianchissimi ma trascorre le sue giornate nella penombra del retrobottega di suo padre Sarchiapone, che gestisce una pizzicheria nel cuore del Cilento. Marianeve è disprezzata dalle compagne per via del mestiere di suo padre, ma lo ama di un amore purissimo che lui ricambia come se quella figlia speciale fosse un dono del cielo.

Marianeve cresce tra la luce e l'ombra, fino al momento di trasferirsi per l'università: sarà Napoli, meravigliosa e fatiscente, a metterla di fronte a sé stessa come uno specchio rivelatore. Proprio qui, infatti, si consumò l'esistenza terrena di suor Giulia Di Marco, protagonista di un grande scandalo all'inizio Seicento. E come suor Giulia predicava "in lode della carità carnale", così Marianeve scoprirà le virtù segrete del proprio stesso corpo e dovrà decidere cosa fare del suo immenso, impudico potere...

La carità carnale è la storia del legame tra un padre e una figlia, più forte di ogni peccato e di ogni silenzio; è il romanzo di formazione di una ragazza di provincia che diventa donna in una città grandiosa e conturbante.

452 pages, Kindle Edition

Published February 25, 2026

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Monica Acito

3 books14 followers

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Pietro Martinetti.
22 reviews2 followers
April 21, 2026
Leggendo questo romanzo di una prodigiosa nuova scrittrice è facile abbandonarsi a una semplice e impegnativa conclusione: Monica Acito scrive il realismo magico contemporaneo. Facile perché Napoli, nel suo ventre di fuochi, santi e una bottiglia di sugo rotta, è la città più sudamericana d’Italia, la perla dentro a una conchiglia infinita di storie e leggende. Facile perché su Robinson, Monica scrive di qualsiasi opera di lettere che provenga da un mondo ispanico, iberico o sudamericano. La famiglia, i legami, la vergogna e la fede nelle relazioni di sangue, i miracoli, le superstizioni e la santità, la terra, gli insetti, la città e il sudore dei corpi, delle inimicizie, i sussurri e le grida del vicinato, l’odore del cibo. Il fardello è impegnativo per Acito, ma la storia di Marianeve e della fessa sacra come il sangue di Sangennaro è una parabola letteraria stupefacente e geometricamente perfetta. È Napoli, come in tanta letteratura italiana recente e contemporanea (Domenico Starnone, Antonio Franchini, Elena Ferrante..), e il napoletano, una lingua che si impara leggendo e suona giusta, e oltre gli scuorni e lo sperpetuo, è colta e arricchisce l’italiano. Perché Acito scrive di una vicenda di oggi, ma che potrebbe succedere nel 1600, al tempo di Giulia Di Marco, la santa che guariva le ferite allo stesso modo di Marianeve. “In quei giorni a Napoli si stavano diffondendo due scarogne: una era la carestia, l’altra era lei stessa. Lei era l’ennesima scarogna di Napoli; Giulia Di Marco era nata con le stimmate, ma non ce le aveva sul palmo della mano, sulla fronte o sulle dita come tutti gli altri santi, lei ce le aveva in luogo che non si poteva neanche nominare”. Nel romanzo, manca il ridere e forse il lettore turista di Napoli, a cui viene da fotografare la bottiglia di sugo che si rompe per terra nel vicolo, se lo aspetterebbe. Ma la carità carnale è una storia di santità, di ferite medicate e di altre che non si possono medicare, della fatica della provincia dove un padre perde la bellezza per trasformare sua figlia in un’artista.
Profile Image for Silvia Pevato.
150 reviews1 follower
March 19, 2026
Monica Acito ha una scrittura talmente bella che le 450 pagine di questo suo nuovo romanzo si percepiscono appena: tutto scorre via non veloce ma con passione e calore.
La storia di «La carità carnale» è quella di Marianeve, giovane ragazza degli anni Dieci del secondo millennio che vive tra l’entroterra del Cilento e Napoli, tra l’infanzia da cui è uscita da poco e l’inizio dell’età adulta, tra la famiglia povera e ignorante ma piena di amore in cui è nata e la sua strada di presupposta gloria da giovane studiosa.
Ma soprattutto è la storia della scoperta della carità carnale che la caratterizza: Marianeve riesce a guarire le persone, a fare i miracoli, attraverso gli effluvi e gli umori della propria vulva, come fossero delle insolite stimmate. E diventa così una nuova Giulia Di Marco, santa del popolo, vissuta nel Seicento, che aveva la stessa particolare caratteristica.
Il romanzo ha una trama molto ricca, piena di sfumature e di personaggi, piena di colpi di scena e di crescita. Ma soprattutto è un libro con una lingua meravigliosa che fa vivere sulla pelle la bellezza della vita, in tutta la sua potente violenza.
Profile Image for Alessandra.
118 reviews3 followers
Did Not Finish
March 17, 2026
90/452

Collezionato il primo DNF del 2026.

È il primo titolo scelto per un gruppo di lettura in presenza a cui non vedevo l'ora di partecipare, quindi lo mollo con particolare amarezza ma la vita è davvero troppo breve per forzarsi pure con i libri che non ci piacciono.
Ho letto poco meno di cento pagine quindi posso dare un giudizio solo parziale, ma tanto mi è bastato per farmi un'idea e non proseguire oltre.
Intuisco quali possano essere i caratteri che sanciscono il successo di un libro del genere, immagino nemmeno troppo lontani da quelli che hanno consacrato titoli come l'Amica geniale (che non ho letto), ma non è proprio la mia tazza di tè. Trovo tutto estremamente stucchevole: l'immaginario di un Meridione fermo nel tempo, farcito di luoghi comuni francamente anacronistici (e lo dico da calabrese che vive e soffre alcune consuetudini della propria terra) e di un linguaggio ingenuo e artificioso con cui si esprimono personaggi poco credibili.
Non so se riesco a tradurre con parole coerenti e comprensibili un'idea che si è consolidata nella mia testa di lettrice, ma ci provo: per me un libro funziona quando vive di vita propria, e leggendolo non si ha l'impressione che sia stato scritto per chi lo legge. Come una finestra sul mondo che se ne infischia di noi, come una sala al cinema che proietta una storia sempre nuova e in cui il lettore si intrufola senza un vero invito, ma come una spia o un guardone.
A volte con lo stesso grado di morbosa curiosità di un guardone.
Qui invece mi sembra che tutto sia costruito ad hoc per chi legge, dallo stile poetico ed evocativo in cui mai nessuna parola sembra fuori posto, alle immagini che sembrano confezionate per il prossimo film di Tornatore. Mi sembra tutto un estenuante esercizio di stile da scuola di scrittura.
Non fa per me.
Profile Image for Ester De Tommaso.
100 reviews1 follower
March 24, 2026
Immaginate di essere una ragazzina di un piccolo paese del Cilento, un luogo in cui la vita ha ancora il ritmo lento della fatica e delle mani sporche di terra, dove i valori non si insegnano ma si respirano. E immaginate di sentire, dentro di voi, di avere un dono. Qualcosa di inspiegabile, potente, di unico, senza però averlo mai davvero compreso né coltivato.

La “carità carnale” parte da Giulia Di Marco per sfociare poi nella santa dei giorni nostri, Marianeve. Prima bambina, che nello sgabuzzino del negozio del papà muove fili invisibili e gioca con quel dono che percepisce ma non comprende fino in fondo, e poi ragazza, pronta a proseguire gli studi perché lei è brava assai e papà suo la sostiene, la innalza, le dà coraggio perché lei “è un’artista”.

Arriva a Napoli e si sente profondamente sola. La città le si presenta come un’ostrica: dura da aprire, da scalfire, ma succulenta.
Napoli diventa scoperta, identità, ma anche contraddizione. Qui Marianeve scopre se stessa ma anche con conflitto profondo, perché crescere significa spesso imparare a convivere con due verità opposte: l’amore viscerale per la propria famiglia, per suo padre in particolare e, allo stesso tempo, una sottile vergogna per ciò da cui si proviene, sentimento difficile da confessare ma che l’accompagna sin da bambina, nel profumo di salami e mozzarelle.

Il cuore del romanzo si rivela quando Marianeve prende coscienza del suo dono: la capacità di guarire gli altri attraverso una forma di intimità fisica, una “carità carnale” tanto potente quanto destabilizzante , una carità che è insieme miracolo e condanna, una carità che rompe ogni schema, che mette anche a disagio, che obbliga a ripensare a tutto.
Così Marianeve incontra la storia di Giulia Di Marco, una santa del Seicento che aveva vissuto lo stesso destino. Un dono, la carità carnale, che non viene mai semplificato. Non è mai solo grazia. È peso, è scelta, è rinuncia. Marianeve inizialmente lo teme, lo nasconde. Ma poi, inevitabilmente, decide di abbracciarlo. E in quel momento accetta anche tutto ciò che comporta. Diventa, in qualche modo, madre di molti, proprio come prima di lei fece Giulia Di Marco.

Eppure come tutte le figure che si avvicinano al sacro resta qualcosa di profondamente umano: il limite. Il momento in cui ci si scontra con l’impossibilità di salvare chi si ama davvero. Ed è lì che il romanzo colpisce più forte, perché ci ricorda che non esiste dono che possa proteggerci completamente dal dolore.

Questo romanzo è molto più di una storia “paradossale” ed estrema nella sua idea di fondo. È un racconto profondamente umano sulla scoperta di sé, del proprio corpo e della propria sessualità. È un viaggio dentro l’identità, ma anche dentro le radici.
Accanto alla dimensione più intima e personale, emerge con forza anche il legame con la terra: il Cilento, le aree interne, lo spopolamento e quella verità amara che spesso accompagna chi parte: non sempre altrove si trova davvero casa.

Ma ciò che più resta è il filo emotivo che attraversa tutto il libro: il legame familiare. L’amore tra padre e figlia è qualcosa di potente, viscerale, indimenticabile. Un amore totale, concreto, fatto di presenza e dedizione. Un amore che commuove, che protegge, che non si risparmia, che si dona senza misura. Accanto a questo, più difficile da cogliere ma altrettanto intenso, c’è l’amore della madre: silenzioso, distante, quasi nascosto tra le righe. Un amore che non si impone, ma che va cercato e compreso lentamente, fino a coglierne tutta la complessità e il dolore nascosto.

La scrittura è uno degli elementi più autentici. Monica ha una voce viva, diretta, quasi confidenziale. È come sedersi a un tavolino e ascoltare una storia raccontata a voce, con naturalezza, con ironia, con incursioni nel dialetto che rendono tutto più concreto, più vero.
Se si è amato il precedente romanzo dell’autrice, è importante avvicinarsi a questo libro senza aspettative di somiglianza. Le due storie sono diverse, come lo sono due figli: uniche, autonome, ma entrambe capaci di lasciare un segno profondo.

Non è un libro comodo. Non è una storia che cerca di piacere a tutti. È un libro che chiede di essere accolto ma se lo si accetta, restituisce moltissimo.
Marianeve, con la sua storia, ci insegna che diventare se stessi non significa trovare risposte, ma avere il coraggio di restare dentro quelle domande, fino in fondo.
Profile Image for Bruno.
20 reviews
March 26, 2026
Purtroppo quando si parla di Sud Italia in questi termini sono debole, vengono colpite delle corde che mi accartocciano il cuore. È un libro che in molti punti mi ha fatto soffrire, perché quelle emozioni, quelle sensazioni, quelle vite ed esperienze le ho viste vivere, in parte le ho vissute, ed è stato come mettersi a nudo, come se Acito mi avesse letto dentro e trascritto tutto, disarmandomi.
Mi ha trascinato tantissimo a livello emotivo, non posso non farne una recensione positiva.
Ciò detto, mi chiedo se avessi avuto lo stesso trasporto se il contesto sociale e l'ambientazione fossero stati differenti. È un libro eccessivamente pieno di metafore, estremamente ripetitivo, in alcuni punti mi sembrava solo un esercizio di stile apatico e artificioso. In altri, invece, mi travolgeva.
In sostanza penso che il fatto che mi sia piaciuto sia frutto principalmente della mia sensibilità al tema, che mi rende meno critico nei confronti dei possibili difetti del libro.
Profile Image for Valentina Matilde De Carlo.
14 reviews1 follower
March 29, 2026
Questo romanzo non si legge: si mangia, si annusa, si divora in ogni sua minuscola particella e in ogni sua sillaba. Tra la campagna del Cilento, che odora di terre secca e bestie sudate, il mare di Napoli, che pullula di oscurità e coralli, e le stradine della città, che ti risucchiano nei suoi mille rivoli di prelibatezze, seguiamo due donne carnali, due ragazze libere e incatenate. Due sante. Giulia Di Marco e Marianeve Pulizzo. Due corpi che sanno di primavera e di fragole. E assieme a loro ci addentriamo in una storia di formazione, di nuove scoperte e di vecchie verità. La carità carnale le avvinghia e noi siamo lì con loro, destinati a guardarle e a scorgere i loro abissi (i nostri?). E poi c’è Sarchiapone, il papà del sud che parla la lingua dell’amore attraverso le buste piene di verdura del suo orto che ti manda, che sa parlare solo attraverso sguardi e gesti.
La carità carnale è materia viva che brucia nel mare, è carne e sangue dell’umanità intera. È nu babba che ti mangi con la smania di assaporare l’eternità.
Profile Image for Manuela.
28 reviews1 follower
April 30, 2026
Questo è il romanzo di un battesimo e una sconsacrazione nell’acqua salata del golfo di Napoli e nella lava del Vesuvio. È la contrazione in Acito degli opposti che convivono ma senza pacificazione, una lotta intestina di ossimori. La visione di Acito è benedetta dalla spuma del mare e condannata al tormento eterno nella bocca del vulcano, perché è nata dall’amore viscerale per una terra che trema di paura, eppure incanta e innamora. Una miscela di sangue e acqua santa al profumo di fragola inonda come un fiume in piena ogni pagina di questo gioiello, forgiato dalla penna di Monica Acito. Il lettore rimane con il fiato sospeso per tutte le quattrocentocinquanta pagine, e beve, senza mai dissetarsi, ogni parola che si posa come magma nella gola, scende fino allo stomaco e risveglia l’istinto bestiale, che giace assopito nel corpo dell’uomo dimentico della sua natura. Per me questa è la voce di Acito: l’urlo primitivo del mare, che parla dritto alla sete di divino della bestia umana.
Profile Image for engi.
19 reviews1 follower
April 9, 2026
una fine che lascia dignità e chiude molte porte rimaste aperte durante la narrazione. lo stile più di tutto porta avanti il romanzo, e ammiro profondamente la capacità dell’autrice di navigarsi nella scrittura senza perdersi.
molto spesso la protagonista mi ha fatta infuriare, ma trovo che significhi solo che la scrittura è riuscita: il suo immobilismo stonava con la sua giovinezza, la sua arrendevolezza mi faceva venir voglia di entrare nelle pagine e scuoterla per farla svegliare. quando i libri mi suscitano queste emozioni apprezzo anche se la storia non mi risuona (e questa, purtroppo, non ha risuonato in me), perché l’intento è chiaro e l’emozione arriva dritta.
menzione d’onore ai dialoghi, che ho trovato essere costruiti benissimo.
Profile Image for Marina Fabiano.
252 reviews2 followers
May 3, 2026
Esagggerato! Come direbbero a Napoli, città dí ambientazione del romanzo e lingua che percorre incessantemente tutta la storia. Troppo napoletano, troppo descrittivo, troppo ossessivo. A fatica sono arrivata a metà, a tratti annoiandomi molto. Peccato, perché il romanzo precedente di Monica Acito - Uva Spina - mi era piaciuto molto. In questa storia ho sentito un desiderio esagerato (appunto!) di stupire il lettore, di sconvolgerlo, di metterci troppo di tutto, anche usando ad arte scene di sesso singolo. Imbarazzante.
4 reviews
March 25, 2026
Dopo Uvaspina credo che la Acito si sia superata con questo romanzo. Mi ha commossa in tanti punti, di una intensità rara. I personaggi sembrano reali, la descrizione della figura del padre è magistrale, da brividi. Un rapporto padre figlia in tutte le sue sfumature di amore e dolore. Indimenticabile, intenso.
Raro trovare storie simili nel panorama editoriale odierno,
una lettura che consiglio vivamente a tutti.
Profile Image for Rossella Mastropaolo.
77 reviews2 followers
March 19, 2026
La scrittura di Monica Acito sembra rispondere a un richiamo ancestrale. Le sue parole sono vibrazioni e percosse profonde. Si riconferma il talento che aveva già trovato espressione in Uvaspina. Brava!
13 reviews
March 30, 2026
Sarà che l'argomento è uno dei miei punti deboli, ma ho trovato questo libro magnificamente scritto.
Lo stile può essere un po' prolisso, è vero, ma non l'ho trovato un difetto quanto uno stile estremamente riconoscibile e ben riuscito.

Complimenti all'autrice!
Profile Image for Vincenzo.
Author 14 books
March 24, 2026
Un'esperimento di scrittura non riuscito su una storia alla monaca di Monza. Riprovaci Monica.
Profile Image for Lisa incipitmania (profilo lettura).
266 reviews14 followers
Read
May 8, 2026
“la carità non si merita, la carità è paziente e benigna, la carità non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia, la carità tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.”
(Citazione)
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