una vita così perfetta come quella della nostra eryan, in cui avere una famiglia perfetta e l'amore della tua vita a pochi passi di distanza, può mai essere distrutta con un semplice schiocco di dita? è quello che 'il segno dell'ombra', primo di una dilogia fantasy di @books_around_the_shelf - che ringrazio per avermi mandato la copia arc in anteprima per poterlo leggere - che vede al centro della narrazione proprio questo. da una parte eryan si ritroverà a dover subire una realtà politica che sorprende tutti quanti e che la trascinerà in un vortice senza fine, in cui si ritroverà da sola e senza qualcuno che possa starle vicino e, appunto, sopravvivere ad essa. si tratta di un low fantasy politico: riusciamo a vedere tutto quello che ci viene necessario per scoprire di più sulla corte, le cospirazioni e quanta cattiveria si nasconde tra quegli esseri umani che farebbero qualunque cosa pur di raggiungere ciò che desiderano, dimenticandosi del ruolo femminile all'interno della faccenda. allo stesso tempo, devo dire che c'è una componente romantica che secondo me, ad un certo punto, diventa presente all'interno della storia e che - essendo parte della vita di alcuni personaggi - non può non essere rilevante nel corso degli eventi. se devo invece fare una piccola critica, mi sento di dire che ho sentito la mancanza di più elemento 'fantastico': per quanto i magici siano appunto protagonisti della storia, avrei voluto sapere di più su di loro e sui loro poteri in particolare, anche se qualche cenno nel corso della narrazione viene fatto - per me non abbastanza, ma immagino che nel secondo volume vedremo molto di più, visto anche come il romanzo si conclude. d'altronde appunto si tratta di un low fantasy, quindi in realtà è un elemento che avrei dovuto aspettarmi sin dall'inizio. se state cercando un fantasy politico che allo stesso tempo abbia qualche dramma di corte che non porta al riso ma piuttosto al riflettere su dove ci troviamo e cosa stiamo facendo, secondo me il segno dell'ombra potrebbe essere la scelta giusta per voi!
La lettura di questo fantasy è stata un'esperienza positiva, sono stata trasportata un mondo ricco di tensione, lotte politiche e mistero. Devo ammettere che all'inizio ho avuto qualche difficoltà a ricordare tutti i nomi e a collegare correttamente i vari personaggi nelle scene, data la fitta rete di parentele e fazioni politiche tra Delkur, Rialnas e Wormighton. Tuttavia, la consultazione del glossario ("Indice dei nomi") posto all'inizio del libro è stata fondamentale e ha reso la comprensione della trama molto più fluida e immediata.
Il titolo "Il Segno dell'Ombra" è un richiamo multi-livello agli elementi portanti della trama. Si riferisce sia a Eldon, il Sovrano delle Ombre, un'entità magica ancestrale, sia all’oscurità e sia uno strumento di “tortura” diciamo così. Quest’ultima avviene tramite una collana contenente parte di questa oscurità, che agisce come un marchio (il "segno") di sottomissione.
Il regno di Gairton è un mondo segnato da una netta e rigida divisione sociale tra gli Umani (Senza Poteri) e i Magici (Elfi, Fate, Fenici). L'atmosfera è cupa, opprimente e carica di intrighi politici; ho percepito costantemente il senso di pericolo imminente, passando dalle lussuose ma asfissianti sale del castello della Capitale ai boschi teatro di sanguinosi agguati.
I personaggi sono ben caratterizzati, e tra loro hanno dei forti contrasti. Eryan è una protagonista che affronta un percorso di estrema sofferenza, Kieran un antagonista spietato e carismatico, la cui crudeltà non conosce limiti, specialmente nel modo in cui manipola la magia e le persone per i suoi scopi di potere. Gaylen è quello che più di tutti mi ha catturata, perché rappresenta un po’ una bussola morale e per un altro motivo che non dico per evitare spoiler. Adoro le sottotrame romantiche!
Lo stile dell'autrice è dinamico e drammatico, caratterizzato da un uso efficace del cambio di punto di vista tra i vari capitoli (Eryan, Gaylen, Kieran, Anthior, Kalis, Jael). Questa scelta stilistica permette di osservare la medesima tragedia da angolazioni diverse: la brama di potere dei Rialnas, il pregiudizio dei Wormighton e la disperazione dei Delkur.
Consiglio “Il Segno dell'Ombra" è a chi ama i fantasy con una forte componente di intrigo politico e lotte per il potere, cerca storie di riscatto femminile e apprezza le atmosfere "dark" e i cattivi carismatici ma profondamente odiosi.
Il Segno dell’Ombra è il nuovo romanzo fantasy di Elisabetta Rizzi, che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Si tratta di un fantasy politico con intrighi di corte e ambientazione ispirata all’immaginario medievale.
La premessa è molto semplice: nel regno di Gairton, i Magici e i Senza Poteri convivono non senza fatica, anzi odiandosi a vicenda per via di una storia di discriminazioni e guerre. Questa forte ostilità porta due Magici ad architettare un attentato nei confronti della famiglia reale. Il libro si concentra proprio sulle vicende che seguono l’attentato e sugli intrighi della corte. In particolare, sono due famiglie a contendersi il potere: la prima è quella dei Rialnas, mentre la seconda è la famiglia Wormighton.
L’intento dell’autrice era quello di far svolgere le vicende entro un’ambientazione circoscritta, quindi non abbiamo un worldbuilding molto esteso. Ho apprezzato molto l’idea di ambientare la storia nelle stanze del palazzo, fra i corridoi, nei giardini. Il problema che ho riscontrato è che il palazzo dove si svolge la maggior parte delle vicende non è molto caratterizzato.
Il libro si presenta come un low fantasy e non delude di certo le aspettative. Il sistema magico è molto semplice e funzionale: nel regno di Gairton sono presenti quattro razze e ognuna ha un potere diverso, basato sui quattro elementi – non proprio, dato che l’ombra non è un elemento, ma ci siamo quasi. Gli Elfi hanno il potere di manipolare l’aria; le Fate hanno il potere della terra; le Fenici hanno il potere del fuoco; le Ombre hanno il potere dell’oscurità. Come sapete, non sono una fan dei sistemi magici duri e troppo elaborati. Alla Brandon Sanderson, come dico io. Quindi sono rimasta contenta. Tuttavia, questo potrebbe scoraggiare i lettori che cercano qualcosa di più originale.
I personaggi sono tanti e ci sono parecchi POV, quindi non consiglio il libro ai lettori che non amano le narrazioni con multi POV. Inizialmente anche per me è stato un po’ ostico, devo ammetterlo. Districarsi fra le diverse famiglie, i nomi e i gradi di parentela non è stato semplice.
Fra i punti forti troviamo uno stile scorrevole e capitoli corti. Insomma, uno tira l’altro e in men che non si dica arriverete alla fine. Il progetto è sicuramente molto curato, a partire dalla copertina che ha un’illustrazione favolosa. Si vede che è un libro in cui è stato messo il cuore e i libri migliori sono sicuramente questi. Tra i punti deboli, un inizio forse un po’ lento e un finale parecchio brusco. La storia si interrompe proprio sul più bello. Per il resto, Il Segno dell’Ombra è stata una lettura piacevole e ringrazio ancora l’autrice per avermi fornito una copia!
Ammetto che, quando sono stato contattato da Elisabetta per leggere e recensire il suo romanzo ero un po' preoccupato, visto che le collaborazioni passate mi hanno quasi mandato in blocco. Ma ho deciso di dare un'occasione a "Il Segno dell'Ombra", che si è rivelato un'assoluta sorpresa.
Ho trovato molto piacevole la suddivisione in capitoli brevi, che rendono la lettura veloce e mai pesante. Superati i primi capitoli (che ho trovato un po' lenti ma che, giustamente, servono per introdurre i personaggi e dare un'idea del worldbuilding) il libro si lascia leggere molto facilmente, passando da un POV all'altro lasciandoci con la curiosità di sapere come si evolve la storia.
I personaggi sono scritti abbastanza bene, anche se alcuni rimangono più impressi di altri. Ho apprezzato in particolar modo Kieran, il bad boy tenebroso (e un po psicopatico) che ti sta antipatico fin dal primo capitolo, e Kalis, un personaggio femminile molto interessante che spero avrà un ruolo più centrale nel sequel. Menzione d'onore a Gaylen per il nervoso che mi ha fatto venire, l'avrei preso volentieri a sberle più di una volta.
È un romanzo fantasy che, secondo me, vale la pena leggere, sicuramente leggerò anche il secondo libro per vedere come si conclude la storia. Decisamente consigliato a chi vuole lanciarsi su un fantasy italiano di una scrittrice emergente che mostra grande talento.
La partenza del libro è un po' lenta, ma dopo l'evento cardine nel bosco si può dire che il ritmo è ben sostenuto. Molto ben scritto il cattivo principale, che mescola sadismo e pacatezza a livelli sublimi (si spera che qualcuno lo fermi quanto prima uccidendolo tra atroci sofferenze), molto interessanti gli sviluppi di trama finali che fanno ben sperare per un secondo volume ricco di significato. Linguaggio un po' troppo rigido, forzatamente ricco ed elegante, in alcuni passaggi, i vari punti di vista si susseguono facendoci empatizzare con i vari personaggi (tranne quello stronzo del sadico di prima). Come inizio è molto ben scritto e si spera che possa essere l'avvio di una collana di libri che raccontano un mondo che si appresta ad essere molto interessante!
🌹Oggi vi porto tra le pieghe di un dark fantasy tutto italiano.
🌹In un regno già d3vastato dalla divisione tra Umani e Magici, Kieran e Anthior decidono di ribaltare le sorti del regno, cercando di prendere il potere. Il progetto è riportare i Magici sul trono dopo secoli. Ma Kieran, il figlio sad1co di Anthior, non vuole solo governare gli Umani. Vuole di più.
🌹Eryan, invece, ha perso tutto. Tutto ciò che contava qualcosa. L'unico spiraglio rimasto è Gaylen, il ragazzo per il quale prova qualcosa. Ma la vita gli riserverà un piano molto diverso da quello che si aspettava.
🌹Kalis ha perso l'unica persona che contava davvero qualcosa nella sua vita. Ora vuole vendetta. I Magici devono pagare.
🌹Il romanzo è in multipov. All'inizio si fa un po' fatica a entrare nella mente di tutti i personaggi e capire bene la storia, ma pian piano tutto si delinea in un intreccio di segreti e strategie politiche. Impossibile resistere.
🌹Il personaggio riuscito meglio? Kieran senza dubbio: definirlo sad1co è un complimento. Mi piacerebbe sapere di più sulla sua backstory, chissà se l'autrice mi accontenterà nel seguito. Anche gli altri personaggi sono definiti molto bene e vi emozioneranno (non sempre in positivo!).
🌹Se nella prima metà ho trovato il ritmo un po' lento per dar spazio al lato introspettivo dei personaggi, nella seconda metà il ritmo diventa più incalzante, dando spazio a un susseguirsi di eventi che vi terrà incollati alle pagine. Il finale a sorpresa con cliffhanger è la ciliegina sulla torta.
🌹Un romanzo che non risparmia molto in vi0lenza, quindi occhio ai tw prima della lettura, come per ogni dark che si rispetti.
🌹Un romanzo in cui tutto sembra perduto, in cui Magici e Umani dovranno collaborare per riuscire a scovare i traditori. Un romanzo in cui l'amore sembra non vincere e tutto diventa impossibile da raggiungere. Ci sarà un lieto fine❓️
ISDO è un libro sicuramente ambizioso. Mi è piaciuto il fatto che vuole fare una cosa che pochi fantasy, sopratutto di esordio, provano a fare: incentrare il conflitto più su un gioco politico di corte che su un'avventura lineare o più chiaramente definibile. L'ambizione sta anche nel presentare diversi - diversi - punti di vista e personaggi, forse anche eccedendo. Particolari alcuni dei secondari, che a volte eccellono quando sono rappresentati oltre al loro tratto caratteristico - Jael forse il più esemplare.
La prosa mi ha ricordato un po' la mia di qualche tempo fa (e quindi giù con i punti simpatia).
Tuttavia a essere onesti è difficilissimo far affezionare a così tanti punti di vista in uno spazio tutto sommato breve. Non ci riesce spesso Martin, che ha fondato un po' la concezione moderna di fantasy corale. Non ne faccio una colpa a Elisabetta, perché la sfida è inerentemente difficile; col senno del poi però alcuni punti di vista sarebbe stato meglio ridurli, se non toglierli del tutto. Elisabetta dimostra, oltretutto, di essere perfettamente in grado di caratterizzare un personaggio senza dargli un POV, penso per esempio alla figura di Vasa - che riceve un suo pov forse solo per un breve capitoletto - ma è ben presente in tutte le azioni della sua famiglia.
A separarlo da GOT è la componente magica, che è più marcata fin da subito. Credo che il setup di questa parte del libro avesse bisogno di più tempo (organicamente) per risultare credibile.