Quando quella mattina, a terapia, Giorgio mi chiese di scrivere, per uscire dal mutismo post traumatico nel quale ero sprofondato, lo presi per matto.
In quel periodo, infatti, era inammissibile il pensiero di lasciare tracce che potessero cadere nelle mani del nemico e dargli nuove informazioni da usare a loro vantaggio contro di noi.
Non che le paranoie di un ragazzo devastato potessero essere di grande aiuto, mentre potevano aiutare molto Giorgio, il mio psicoterapeuta, che non riusciva ad abbattere quel muro insormontabile dietro il quale mi nascondevo con il mio mutismo, sopraffatto dai demoni del passato, che con i loro artigli facevano a brandelli la mia mente vacillante.
Ci vuole coraggio a nascere in una famiglia ingombrante come la mia, e se non ce l'hai ti conviene trovarlo, comprarlo, noleggiarlo, rubarlo o che ne so, basta che te ne procuri abbastanza e in fretta.
Nessuno ti insegna ad essere un Angelo della Morte, nessuno ti chiede se sei pronto o ti si da la scelta di rinunciare. Succede e basta e a un certo punto della tua vita, semplicemente, ti accorgerai di dover stare attento a dove metti le mani, se non vuoi che la morte fluisca attraverso te su qualunque cosa abbia un barlume di vita propria.
Quando arriva il momento, ti verrà affidata un'anima e l'istinto farà il resto.
Avete presente quando un uomo in punto di morte dichiara di vedere una qualche persona a lui cara deceduta prima di lui? Capita spesso, no?
Beh, quell'anima l'ha riportata indietro qualcuno come me, per rendere più gradevole il trapasso, e così come li ho riportati indietro, li ricondurrò tutti insieme dall'Altra Parte.
É questo quello che faccio, è questo quello che sono...un Ancharos, un Nocchiero, e questa è la mia storia.