Un giardino rigoglioso e selvatico, una casa dalle scale in pietra che profuma di mare, custode di esistenze sconosciute e ormai in completo il posto ideale per Merel, esperta botanica, in cui trovare rifugio e rinascere. Di giorno si butta anima e corpo nei lavori di ristrutturazione, per ridare vita e splendore alla casa e al giardino; poi la sera, malgrado la stanchezza, spinta da un fuoco interiore, scrive a Stan, il suo grande amore perduto. Tra le righe di queste lettere struggenti e mai spedite emerge un passato misterioso, un lontano trauma infantile, un carattere spigoloso e passionale, fragile e ferino. Cosa ha fatto e cosa può ancora fare Merel se viene ferita? Cosa accade quando ciò che si credeva sepolto riaffiora bruscamente e impone di essere affrontato? Sarà l'incontro con la giovane Vikki a spezzare il suo isolamento, costringendola a guardarsi dentro e a ricomporre i frammenti oscuri della propria storia per tentare di venirne a capo. Un romanzo che ha entusiasmato i lettori francesi per la sua scrittura estremamente vivida, capace di descrivere desideri e sentimenti profondi, ma anche il fascino della natura, stupenda, accogliente e al tempo stesso terribile, violenta e pericolosa.
Ammetto di essere stata attratta dalla copertina e dal fatto che questo romanzo è narrato su due binari paralleli, uno dei quali è epistolare.
Una parte della storia ha il colore del thriller, la tensione della scoperta del torbido, mentre si scopre una protagonista irrequieta, incapace di gestire le relazioni e dal passato criminale. Un'altra parte della storia, invece, segue un binario parzialmente differente, in cui la scoperta di sé e delle proprie radici si prende tutta la scena. Nel mezzo, la botanica: le piante e i fiori ora soccorrono, ora riflettono il passato e collegano tutti i mondi di questo libro.
Non leggo thriller quasi mai ma quando incontro queste storie, che mettono insieme più cose attorno a una tramma crime, mi domando sempre perché non lo faccio più spesso.
Questo è un romanzo intimo e profondamente riflessivo, in cui natura e interiorità si intrecciano in modo costante. Merel, botanica, sceglie di rifugiarsi in una casa sul mare circondata da un giardino rigoglioso ma abbandonato. Le sue giornate scorrono tra lavori di ristrutturazione e cura delle piante, in un tentativo concreto di rimettere ordine anche dentro di sé. La sera, invece, scrive lettere mai spedite a Stan, il suo amore perduto: è proprio attraverso queste pagine che emergono un passato segnato da un trauma infantile e una personalità complessa, sospesa tra fragilità e durezza. L’arrivo della giovane Vikki interrompe il suo isolamento e introduce un cambiamento, spingendo Merel a confrontarsi con ciò che ha cercato di seppellire. Il romanzo si sviluppa così come un percorso graduale di consapevolezza e possibile ricomposizione. Una storia delicata e silenziosa, che parla di memoria, ferite e rinascita, dove il giardino diventa specchio dell’anima.
3 ⭐️ libro fuori dalla mia comfort zone ma comunque piacevole. la protagonista mi è piaciuta , mi è piaciuto molto vedere piano piano il suo declino psicologico la scrittura è ottima e come triller non è per nulla male ho amato i riferimenti alla botanica/ ai fiori che si trovavano in mezzo alla storia. tratta di temi forti con rispetto lettura piacevole !