Dopo vent'anni di guerra e d'avventura, Ulisse torna alla sua casa, nella pietrosa isola di Itaca. Vi torna fingendo d'essere straniero: nessuno deve riconoscerlo. e nessuno lo riconosce, tranne Argo, il suo vecchio cane, che nel vederlo, nel sentirlo, muore d'emozione e di tenerezza. Dal ciglio del duro Ulisse sgorga una lacrima. Perché? Che cosa legava i due, l'uomo e il cane?
Guglielmo Milani detto Mino, anche conosciuto con gli pseudonimi di Stelio Martelli, Eugenio Ventura, Piero Selva, Mungo Graham Alcesti e T. Maggio è un giornalista, scrittore, fumettista e storico italiano.
Tosto, le ultime pagine soprattutto belle toste da mandar giù. La storia di Argo e Ulisse la conosciamo tutti molto bene (spero 😅) ma una cosa che mi ha sempre rammaricato è che Omero nell'Odissea riduca questo rapporto a poche battute, poche righe... strazianti, significative, poetiche e meravigliose come tutta la sua opera, ma molto brevi... Mino Milani ci racconta nel suo breve romanzo, il non detto, reinterpreta la vita di Ulisse concentrandosi sul rapporto con Argo, dandoci quello che nell'Odissea non viene scritto... una reinterpretazione ovviamente (se volete l'originale andate nel testo originale), ma che ho gradito molto, che spiega bene quello che un cane rappresenta e le anime meravigliose che sono, la loro ragione di vita, cioè il loro padrone. Apprezzabile sicuramente da chi ama l'Odissea, comprensibile affondo solo forse da chi possiede o ha avuto cani. Impossibile non commuoversi, a quasi 33 anni (secondo me è un romanzo adatto specialmente agli adulti, non solo ai ragazzi), e lo sconsiglio però a chi ha appena perso un amico peloso a quattro zampe ecco. 5 stelle piene. 🐶
Leggere in una volata per ritrovare l'emozione e l'unicità della guerra di Troia arricchita dal racconto dell' indissolubile di un umano con il suo cane; scritto per i ragazzi ma consiglio a tutti!
Tra i numerosi racconti per ragazzi di Mino Milani (Pavia 1928-2022), “La storia di Ulisse e Argo” occupa un posto speciale nel cuore di almeno due generazioni di alunni delle scuole medie, impegnati nel primo studio dell’Odissea e incalzati dagli insegnanti nelle letture suppletive al poema epico.
L’operazione di Milani è commovente: dire tutto quello che Omero non ha detto del rapporto fra Ulisse, re di Itaca e ideatore dell’inganno del cavallo di legno, e Argo, il cane che per primo riconosce l’eroe una volta tornato in patria dopo vent’anni trascorsi tra l’assedio di Troia e le successive peregrinazioni.
Ispirato a “Cane e padrone” di Thomas Mann, il racconto fornisce l’antecedente essenziale a comprendere come mai il vecchissimo e malridotto Argo abbia atteso il padrone sino a sfiorare la soglia estrema dell’esistenza, per poi abbandonarsi alla morte appena incrociato lo sguardo in quello di Ulisse, nel giro di pochissimi versi di sublime poesia.
Cane e padrone, per Milani, erano cresciuti insieme. Avviando la storia con l’intuizione di un Ulisse fanciullo che ha timore dei cani, l’autore guadagna l’immedesimazione dei piccoli lettori prima di ripercorrere l’intera vita di Argo dal primo addestramento alla caccia fino al ricongiungimento nel tragico finale, passando per le mille avventure che hanno segnato il corso di due esistenze parallele in seno all’affetto che lega specie diverse. Ulisse e Argo infatti parlano un linguaggio fatto di gesti essenziali e di reciproche dimostrazioni di assoluta fedeltà, e coltivano un’amicizia indimenticabile che vince le distanze del tempo e dello spazio.
“La storia di Ulisse e Argo” è una lettura imperdibile per i ragazzi e anche per gli adulti, per chiunque s’incuriosisca di mitologia e ami gli animali.
Non il migliore Mino Milani, sebbene egli ben racconti a suo modo la genesi del personaggio più emblematico della letteratura occidentale: Ulisse. Lo fa narrrando dell'infanzia dell'eroe e del profondo legame di amicizia tra il re di Itaca e l'amato cane Argo. Un racconto piacevole e veloce, che potrà incontrare il favore sia di chi già conosce l'epica greca, sia dei lettori in erba che potranno appassionarsi alla storia eroica di Ulisse, anche e soprattutto attraverso gli occhi dell'amatissimo cane Argo. Consigliato dai 10 anni (per giovani lettori appassionati) o dagli 11 anni (per chi inizia a studiare l'epica) fino ai 99 anni.
Una storia commovente che ci mostra come il cane sia una creatura fatta di amore e fedeltà, mostra l'intensità, la semplicità e la purezza di queste incredibili creature. E' il libro che da piccolo mi fece sbocciare l'incredibile passione, rispetto ed amore che provo per i cani, quasi 20 anni dopo averlo letto mi ricordo tutt'ora l'interezza della storia e sento le lacrime amare scorrere sia di gioia che di enorme tristezza. Leggetelo, fatelo leggere o raccontatelo ai vostri figli, regalatelo per feste, compleanni; vi assicuro che chiunque lo legga ne potrà cogliere il suo potente messaggio.
ECCEZIONALE. Questa narrazione riesce in qualche modo a far indossare i panni di Ulisse e di Argo. Ti porta all'emozione delle "lagrime" veritiere. Ti porta mostrare una grande forza che forse solo un tempo si poteva avere nel riuscire a star lontano da persone strette. Tutto ciò che oggi si rammenta ma non si riesce più a mettere in atto.
Dettagliato, veloce e pungente nel racconto delle avventure di Ulisse in contrapposizione alla vita di Argo dopo la sua partenze. Da un lato le mille avventure dell'eroe greco e dall'altro l'attesa paziente del fedele amico a quattro zampe. Emozionante
L'ho trovato semplicemente meraviglioso. Adatto a qualsiasi età e a chiunque voglia immergersi nelle imprese di Ulisse vivendo con lui il legame profondo con il suo fedele amico Argo.
Quando un libro ti commuove e ti fa piangere vuol dire che ha toccato qualcosa dentro di sé. Un principio paterno incarnato in Ulisse che ama, si ama ed è amato!