Roma, pieno agosto. Aurora è senza lavoro, con il conto in rosso e una relazione che scricchiola. Poi arriva la notizia: Andrea, il suo migliore amico di quando viveva in provincia, è morto.
Torna allora per il funerale nel paesino del basso Veneto da cui è scappata anni prima. Due giorni al massimo, si dice. Invece non se ne va più.
Bloccata in mezzo ai campi, immersa nella nebbia insieme fredda e accogliente, in una casa brutta costruita a forza di sacrifici dai genitori e con una madre che non l’ha mai capita, Aurora decide di diventare ciò che ha sempre disprezzato: un ingranaggio nella macchina del profitto.
Ma tornare a casa significa riaprire ferite mai chiuse, fare i conti con gli amici di un tempo e con le vecchie abitudini, e soprattutto con una rabbia antica e con tutte le bugie che si è raccontata per sopravvivere.
Malefica è un romanzo che morde, cattivo e tenero allo stesso tempo. È il ritratto feroce di una generazione sradicata e disadatta, raccontato da una voce letteraria cruda, inedita e indimenticabile.