Identità mutanti" è una rete di contaminazioni tra universi teorici della mutazione: da Ballard a Cronenberg, da Artaud alla Body Art, e ancora Tsukamoto, Stelarc, i Survival Research Laboratories, macchine biologiche, Brazil, Crash, i Mutoid, Serrano, Orlan, Sterbak, Franco B. , Aziz+Cucher, e altro, in un percorso che intreccia tre modalità: la carne, la contaminazione carne/tecnologia, le macchine. Lo spazio del nuovo nomadismo è lo spazio invisibile di una umanità che sta inventando il proprio mondo. Nel libro il tracciato di un'arte che si dispiega fuori dalle costrizioni dell'addestramento culturale, un'arte che già utilizza il prelievo, lo spostamento, il campionamento, il missaggio, il riutilizzo.
per me tre stelle: un po’ matto e ripetitivo, ti trascina in un delirio illuminato con movimento a spirale (a me non piace essere messa nel frullatore); la quarta è per l’assenza di note e rimandi bibliografici curati del tipo f**nculo beccati questo!! stupido schema rigido della presuna scientificità del pensiero bianco occidentale!!nonostante sia un saggio assolutamente bianco e occidentale al suo grado piú interessante di follia. i primi due capitoli (umano e transumano) meglio del terzo (postumano) le parti in cui parla di cinema fumetto letteratura e arti performative tutti allo stesso momento un po’ “noiosi” (anche se lo stile è una scarica di pugni) forse perché non possiedo concettualmente tutti i riferimenti alla cultura anni 90
Un pò pretenzioso in alcune parti ma uno dei pochi libri che traccia una panoramica della 'mutazione' del corpo, sessuale, tecnologica in vari ambiti, dall'arte al cinema alla letteratura.