Per una buona parte degli estimatori di Nick Hornby questo lavoro è stato una delusione.
Io rientro gigioneggiamente tra coloro che a fine lettura hanno alzato entrambi i pollici in segno di esultanza.
Ognuno di noi ha vicini di casa impiccioni.
Mai quanto la madre del giovane Mark: un bel giorno si vede recapitare un film porno, che ha come protagonista proprio il figlio.
La reazione potete intuirla.
Ma avrei potuto fargli osservare che, quando arriva il giorno che ti sconvolge la vita, di solito mica te lo aspettavi. Io ho passato quasi la metà dei miei anni ad aspettarmi il peggio. E non è mai arrivato. Ma il giorno che arriverà, mi lascerà secca lo stesso.
Sbigottimento, incredulità, rabbia.
Tutti si unisce ad una domanda: come affrontare il problema con lui ed il resto della famiglia?
Ed il resto lo lascio alla vostra lettura.
E’ un racconto lungo da gustarsi tutto d’un fiato.
La bellezza di questo lavoro di Hornby è, a mio avviso, proprio nella lunghezza contenuta.
In poche pagine passa ogni tipo di sentimento.
Proprio come succede nelle litigate quotidiane in famiglia: si litiga, magari non ci si parla per qualche ora, e poi si cerca di trovare una soluzione.
Che non è mai immediata.
Perché quando si tenta di sistemare le cose si viene distratti da mille svolazzi laterali, che sembrano arrivare apposta: quasi per legare passato e presente.
Ed è in questo annodare continuo che ci si ferma per un attimo a far raffreddare cervello e pensieri.
Solo allora si può discernere serenamente su quali possano essere i problemi, e quali invece gli incidenti di percorso da lasciarsi alle spalle. Dolorosi o lievi che siano
Con l’età, i ricordi belli e quelli brutti sembrano un po’ la stessa cosa. In fondo sono solo emozioni. E le emozioni fanno sempre piangere.
Per assurdo, vi ritroverete anche a sorridere perché
Se pensi che una cosa, presa per il verso giusto, possa essere divertente, beh, allora prendila per il verso giusto.