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Valhalla: Ascesa (DRAGON'S LEGACY)

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Nel cuore di Asgard, tra le sale del Valhalla, il destino è inciso nella carne e nel sangue.

Lei è una Valchiria, nata da una stirpe divina e cresciuta per combattere. Il suo futuro è già diventare Generale delle Valchirie e giocare un ruolo decisivo in un evento che potrebbe segnare la fine di ogni cosa.



Ma per accedere al suo destino deve accettare ciò che più un legame imposto, un compagno scelto dal fato, un guerriero che vive sulla Terra. Forte, orgogliosa e determinata a dimostrare di non aver bisogno di nessuno, lei è convinta di poter affrontare il proprio cammino da sola.



Il loro incontro dà inizio a un’alleanza forzata che li trascina in un mondo di intrighi divini, prove mortali e combattimenti nelle arene di Asgard, dove ogni errore può costare la vita. Obbligati a restare uniti e a mostrarsi come una coppia davanti agli dèi, i due devono imparare a convivere mentre diffidenza e tensione crescono.



Tra addestramenti estremi, sfide che mettono alla prova corpo e anima e un destino che li spinge l’uno verso l’altra, i protagonisti si trovano coinvolti in una rete di segreti più grande di loro. Perché non tutto ciò che li unisce è frutto del caso… e non tutti giocano una partita leale.



Mentre l’ombra di una guerra imminente si allunga sui mondi e il passato bussa con forza alle porte del presente, una domanda diventa

è possibile scegliere l’amore quando il destino dell’universo pretende obbedienza?

Uno spin-off di Dragon's Legacy leggibile anche in autonomia, che mescola mitologia norrena, epic fantasy, romance e fake relationship, dove nulla è come sembra e ogni scelta ha un prezzo.

835 pages, Kindle Edition

Published February 28, 2026

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Tania Micaela Cordone

8 books7 followers

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63 reviews
March 1, 2026
Recensione del blog martinasbooksrealm.wordpress.com e della pag Insta e TikTok martinas.books.realm

Valhalla - ascesa
☆ ☆ ☆ ☆ ☆/ 5

~«Credo proprio che il mio cuore voglia innamorarsi di te.»~

~«Perché è a te che voglio essere leale. Sei tu la mia compagna, Hnoss. Sei tu la donna con cui dovrò affrontare la morte e, onestamente, dopo averti conosciuta, aver affrontato con te le mie colpe, il sangue e la morte e averti tenuta tra le braccia…» Si protese verso di lei, appoggiandole le mani sul viso. «Non posso e non voglio più resistere. Voglio che siamo compagni. Per davvero.»

~«Dei, sei l’essere più bello che abbia mai visto in tutto l’universo» mormorò senza fato. Hnoss se ne stava lì, con gli occhi che brillavano per la furiae, le ali aperte e il corpo in attesa che il suo uomo le desse il piacere che anelava. Si sentiva selvaggia, potente e bella come mai nella sua esistenza. «Mi trovi bella, compagno?» lo interrogò per soddisfare la sua vanità. «“Bella” non si avvicina nemmeno a quello che penso di te.»~

💙Trama:
Nel Valhalla il destino non si discute.
Si accetta.
O si muore.
Nel cuore di Asgard, Hnoss è cresciuta con una sola certezza: non è nata per scegliere, ma per obbedire.
Figlia di una stirpe divina, forgiata nel ferro e nel sangue, è stata educata per diventare Generale delle Valchirie e guidare le guerriere nel momento più oscuro che i Nove Mondi abbiano mai conosciuto. Il Ragnarök incombe come un’ombra pronta a divorare ogni cosa, e il suo nome è inciso tra coloro che avranno un ruolo decisivo nello scontro finale.
Ma per accedere al suo destino deve piegarsi a una volontà che odia.
Un legame imposto.
Un compagno scelto dagli dèi.
Un guerriero che vive sulla Terra.
Torbjørn appartiene alla stirpe Draconis ed è stato scelto da Odino per guidare i suoi uomini durante il Ragnarök. Non è un eroe perfetto. È un uomo segnato, vincolato da una promessa, gravato da una maledizione divina che lo rende tanto potente quanto pericoloso. Non ha chiesto quel ruolo, non ha chiesto quel destino, e soprattutto non ha chiesto lei.
Il loro incontro non ha nulla di romantico. È uno scontro di volontà, orgoglio e diffidenza.
Hnoss non vuole dipendere da nessuno. È cresciuta per combattere da sola, per dimostrare di non aver bisogno di un compagno per essere forte.
Torbjørn, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di diventare il tassello sacrificabile in un gioco orchestrato dagli dèi.
Eppure, nel Valhalla, il volere divino è legge.
Costretti a fingere di essere una coppia davanti a Odino e alle altre divinità, obbligati a mostrarsi uniti per consolidare un’alleanza che potrebbe decidere le sorti della guerra, Hnoss e Torbjørn si ritrovano legati da qualcosa che va oltre la finzione. Perché se fingere è facile, mentire al proprio cuore è un’altra battaglia.
Tra addestramenti estremi, combattimenti nelle arene di Asgard dove ogni errore può costare la vita, rivalità tra guerrieri e prove mortali che mettono alla prova corpo e anima, il loro legame si stringe sotto la pressione costante del destino.
Ma non tutti giocano una partita leale.
Gli dèi osservano. Manipolano. Muovono pedine.
E mentre la minaccia del Ragnarök si avvicina, segreti antichi emergono, tradimenti incrinano la fiducia e verità sepolte iniziano a reclamare spazio.
Perché ciò che unisce Hnoss e Torbjørn non è solo un ordine divino.
Non è solo strategia.
E forse non è nemmeno un caso.
In un mondo dove l’onore si paga con il sangue e ogni scelta può scatenare una guerra, una domanda diventa inevitabile: è possibile scegliere l’amore quando il destino dell’universo pretende obbedienza assoluta?
Perché nel Valhalla si può sopravvivere alla guerra.
Ma sopravvivere al cuore… è tutta un’altra battaglia.

Valhalla: Ascesa è uno spin-off della trilogia di Dragon’s Legacy, ma è una storia completa, potente e autonoma.
Un epic fantasy romance che intreccia mitologia norrena, fated mates, fake relationship, arena trials e slow burn carico di tensione.

🩵Recensione:
Ci sono storie che parlano di guerra.
E poi ci sono storie che parlano di destino.
Valhalla – Ascesa di Tania Micaela Cordone per me è stato entrambe le cose, ma soprattutto è stato un romanzo che mi ha ricordato quanto possa essere crudele e affascinante l’idea che il futuro sia già scritto… e quanto sia potente provare comunque a cambiarlo.

Torniamo ad Asgard, tra le sale maestose del Valhalla, tra gerarchie divine, addestramenti spietati e arene dove si combatte fino allo stremo. E lo facciamo con una prospettiva nuova, più intima, più feroce.
Hnoss non è solo una Valchiria.
È figlia di Freyja.
È una Prescelta.
È la futura Generale.
È cresciuta con un destino inciso addosso come un marchio: guidare, combattere, sacrificarsi se necessario. Non ha mai avuto spazio per il dubbio, per la fragilità, per il desiderio personale. La sua identità è sempre stata legata al dovere.
E quello che ho amato di lei è proprio questo conflitto costante: Hnoss è forte, orgogliosa, determinata, ma è anche giovane, impulsiva, a tratti ostinata nel voler dimostrare di non aver bisogno di nessuno. Il suo percorso di crescita è reale, graduale, doloroso. Non diventa perfetta. Non diventa “meno forte” per amore. Impara, piuttosto, che la forza non è isolamento.

E poi c’è Torbjørn.
Torb non è l’eroe senza macchia.
È un uomo scelto da Odino, vincolato da una promessa, segnato da una maledizione e da un passato che pesa. Guerriero della stirpe Draconis, guida degli Einherjar, è tanto potente quanto umano. Combatte con la spada, sì, ma soprattutto combatte contro ciò che sente.
La cosa che ho trovato più riuscita è proprio la sua evoluzione emotiva: parte come figura solida, quasi impenetrabile, e lentamente lascia emergere dubbi, paure, vulnerabilità. È moralmente grigio, orgoglioso, a volte irritante… ma quando cade, cade davvero. E quando sbaglia, paga.

La loro dinamica è un campo di battaglia.
Il fake relationship qui non è solo un trope carino da checklist: è un obbligo imposto dagli dèi, un legame che devono accettare per mantenere l’equilibrio e accedere al proprio destino. Devono mostrarsi uniti. Devono fingere. Devono convincere tutti.
Ma il cuore non segue le strategie militari.
Hnoss e Torb si respingono, si provocano, si studiano. L’attrazione è evidente, ma nessuno dei due vuole essere il primo a cedere. È uno slow burn carico di tensione, orgoglio e incomprensioni. E quando il loro equilibrio si spezza, perché si spezza, il dolore è concreto, non addolcito, non risolto in poche pagine.

Ed è lì che il romanzo diventa ancora più potente.
Perché Valhalla non parla solo di amore.
Parla di fiducia.
Parla di manipolazione divina.
Parla di quanto sia difficile scegliere quando gli dèi hanno già deciso per te.

Il worldbuilding è uno dei punti più forti del libro. Si percepisce la ricerca dietro la mitologia norrena, la struttura gerarchica del Valhalla, la sorellanza delle Valchirie, il peso del comando, l’organizzazione degli Einherjar, le arene mortali. Nulla è lasciato al caso. Ogni elemento ha una funzione narrativa e contribuisce a rendere l’ambientazione viva, stratificata, credibile.

E poi c’è la sorellanza.
Le Valchirie non sono comparse decorative. Sono guerriere, sono famiglia scelta, sono competizione e protezione allo stesso tempo. C’è un girl power autentico, fatto di addestramento, disciplina e solidarietà femminile che non scade mai nella superficialità.

Le scene d’azione sono intense, fisiche, sporche. I protagonisti non sono invincibili: si fanno male, sanguinano, perdono. E questo rende ogni scontro più reale, più teso, più coinvolgente.

Ma la vera domanda che attraversa tutto il romanzo resta una:
Siamo davvero schiavi del destino… o possiamo scegliere chi diventare?

È una storia di guerra, sì.
Ma è soprattutto una storia di identità, orgoglio e legami che bruciano sotto la pelle.

Quando ho chiuso l’ultima pagina, la sensazione non è stata quella di aver letto quasi settecento pagine. È stata quella di essere stata trascinata tra le sale del Valhalla… e di non essere del tutto pronta a lasciarle.
E questo, per me, è il segno delle storie che funzionano davvero.

❤️‍🔥I personaggi:
-Hnoss è la Valchiria che non chiede spazio: lo conquista, senza rumore, senza scuse. Cresciuta con il destino cucito addosso come un’armatura impossibile da togliere, ha imparato a muoversi tra gerarchie divine, addestramenti estenuanti e prove mortali senza mostrare mai il peso che sente dentro. In lei convivono contraddizioni magnifiche: la forza che le permette di essere Generale, la determinazione di chi non si arrende mai, e una fragilità che non la rende debole, ma incredibilmente umana. Hnoss è fuoco e disciplina, orgoglio e paura, volontà e vulnerabilità. È la luce che resiste, anche quando tutto intorno minaccia di spegnerla. Ogni sua scelta, ogni gesto, ogni decisione porta con sé il peso del destino, eppure riesce a restare fedele a se stessa e alla sua missione, senza perdere la propria identità.
-Torbjørn è presenza prima ancora che personaggio. Non è l’eroe rassicurante: è un guerriero segnato dal fato e dagli dèi, vincolato da promesse antiche e da un passato che lo accompagna come un’ombra. È forte, orgoglioso, a tratti irritante… eppure incredibilmente umano. La sua complessità è ciò che lo rende reale: lotta con ciò che sente, con ciò che deve fare, con la maledizione che grava sulla sua stirpe. La sua determinazione e il senso del dovere coesistono con una vulnerabilità nascosta, e ogni gesto che compie rivela quanto il cuore possa ribellarsi alle imposizioni del destino.
-E poi c’è la loro dinamica, che è il vero cuore della storia. Hnoss e Torb non si scelgono per amore, ma per obbligo. Devono mostrarsi una coppia davanti agli dèi, affrontare prove mortali, combattere fianco a fianco e mantenere l’equilibrio tra le loro stirpi. Il loro rapporto è un campo di battaglia emotivo: attrazione e tensione si rincorrono, orgoglio e diffidenza creano conflitto costante, ogni silenzio, ogni sguardo, ogni parola non detta è carico di energia. Non c’è fiducia immediata. Non c’è dolcezza scontata. C’è uno slow burn che cresce tra battute pungenti, provocazioni e momenti in cui l’uno vede nell’altro qualcosa che neanche lui conosce.
-Accanto a loro, le Valchirie e gli Einherjar non sono comparse: sono alleati, sorelle e fratelli d’armi, testimoni delle prove e dei sacrifici, portatori di un girl power concreto e di una fratellanza che rende il Valhalla vivo, stratificato e credibile. Ogni personaggio, anche secondario, ha un ruolo preciso, lascia un segno e contribuisce all’equilibrio emotivo della storia.
-Insieme, Hnoss e Torb formano un legame che non è facile né immediato, ma è potente e autentico. È tensione, complicità, attrazione, conflitto e vulnerabilità. È la dimostrazione che alcune connessioni non si costruiscono in modo semplice: si guadagnano, si difendono, si rischiano. E alla fine ti accorgi che non sono solo personaggi: respirano, evolvono, ti trascinano con loro, e restano dentro.

💘La coppia:
Hnoss e Torbjørn non sono una coppia semplice da raccontare. Non ci sono schemi prestabiliti, non ci sono regole. Ci sono scintille che bruciano, silenzi che avvolgono, momenti che confondono, fino a lasciarti con il fiato sospeso e il cuore accelerato.
Tra loro c’è attrazione, ma anche tensione e conflitto costante. Torbjørn è fascino e pericolo allo stato puro: orgoglioso, potente, legato da promesse antiche e maledizioni divine. Un uomo che potrebbe essere evitato, eppure non si può. Non è un eroe senza macchia, non è perfetto: porta con sé il peso del dovere, la responsabilità della sua stirpe e un passato che lo rende complesso e incerto. Eppure, con Hnoss tutto cambia. Non diventa leggero, non perde la sua gravità, eppure vacilla. E vacillare per lui, in questo mondo di dèi e profezie, è già una rivoluzione.
Hnoss è determinazione e disciplina, ma anche fragilità e paura che affiorano nei momenti più inaspettati. È orgogliosa, astuta, pronta a rischiare tutto pur di restare fedele a se stessa e ai valori che la definiscono. Con Torbjørn scopre una parte di sé che non conosceva: la forza che nasce dall’affidarsi, dall’aprirsi anche sapendo che potrebbe far male.

Ogni loro incontro pulsa di tensione. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola non detta accende qualcosa di inaspettato. Hnoss riesce a vedere in Torbjørn ciò che neanche lui riconosce, ciò che va oltre la maschera del guerriero e oltre le imposizioni degli dèi. Il loro è un amore che si costruisce con pazienza, che cresce tra scontri, alleanze forzate e momenti di vulnerabilità condivisa.
Insieme, Hnoss e Torbjørn non sono solo attrazione e desiderio. Sono sfida e complicità, tensione che diventa fiducia, silenzi che raccontano più di mille parole. Ogni passo verso l’altro è un salto nel vuoto, uno di quelli che entrambi scelgono di compiere, perché ciò che provano supera la paura, il destino e le regole divine.
Il loro legame non è facile, non è perfetto, ma è vero. Ogni gesto, ogni sacrificio, ogni incomprensione e ogni intesa crea un ritmo unico, potente, magnetico. E in quell’intreccio di luce e ombra, di forza e vulnerabilità, nasce qualcosa che non si può ignorare: la consapevolezza che scegliere l’altro non è un obbligo, ma un atto di coraggio, passione e fiducia.
Hnoss e Torbjørn non si limitano a sopravvivere accanto l’uno all’altra. Si scoprono, si sfidano, si accendono a vicenda. E mentre il Valhalla, gli dèi e il destino intorno a loro continuano a muoversi, loro costruiscono qualcosa che resiste: un legame che nasce dalla scelta consapevole di restare, di rischiare e di brillare insieme.
In ogni silenzio, in ogni carezza, in ogni scintilla che li attraversa, si percepisce chiaramente che certe storie non si limitano a esistere: si vivono, si sentono, si imprimono nell’anima.
E Hnoss e Torbjørn sono la prova che l’amore più potente non è quello semplice o facile, ma quello che ti scuote, ti sfida e ti trasforma per sempre.

🫶🏻Perché leggerlo?
Perché Valhalla non è solo una storia d’amore.
È un turbine di emozioni, un intreccio di orgoglio, conflitto e desideri nascosti che ti cattura e ti trascina pagina dopo pagina.
È una lettura fatta di scintille improvvise, di sguardi che parlano più di mille parole, di confini invisibili che si infrangono tra guerrieri e dèi, di tensione che ti lascia senza fiato.
Ogni momento tra Hnoss e Torbjørn pulsa di energia, di attrazione, di rischi che non avresti mai pensato di poter correre accanto a loro.
Eppure, in mezzo a tutto questo, emerge una verità chiara: alcune emozioni non si possono ignorare.
Alcuni legami sono inevitabili.

Valhalla – Ascesa è per chi vuole lasciarsi travolgere da:
-un’ambientazione epica e mitologica, dove ogni sala del Valhalla, ogni prova nelle arene e ogni dettaglio di Asgard sembrano respirare e prendere vita;
-una scrittura avvolgente, intensa, capace di far sorridere, sospirare e trattenere il respiro nello stesso istante;
-una tensione romantica costruita con gradualità, potente e irresistibile, mai scontata;
-personaggi autentici e complessi, con orgoglio, fragilità e desideri che li rendono incredibilmente reali;
-una storia che mescola guerra, intrighi divini, amicizia, sorellanza e crescita personale, senza mai perdere profondità;
-una storia d’amore che nasce tra obblighi e finti legami, ma diventa inevitabile, travolgente e indimenticabile.

E quando chiuderai l’ultima pagina, ti resteranno addosso i brividi, i sospiri, la voglia di combattere al loro fianco nelle arene di Asgard e la consapevolezza che certe emozioni, certi legami, certe scintille… non si spengono mai.
Un romanzo che ti ricorda perché vale sempre la pena lottare per ciò che il cuore desidera.
E che alcune storie non sono nate per essere lette: sono nate per essere vissute.

✨Nota:
Quando ho iniziato Valhalla – Ascesa, pensavo di sapere cosa aspettarmi.
Pensavo sarebbe stata una lettura epica e affascinante, un romanzo da gustare tra le sale del Valhalla e le sfide delle arene di Asgard.
Ma non ero pronta a tutto il resto.
Non ero pronta a sentire il cuore battere per una storia così intensa, a sospirare per ogni parola non detta, a emozionarmi per la forza e il coraggio di Hnoss, così determinata e al tempo stesso vulnerabile.
Non ero pronta a Torbjørn, alla sua presenza magnetica, al coraggio e al senso del dovere che convivono con la fragilità e il tormento di un uomo legato al fato. Non ero pronta a vedere quanto amore, orgoglio e sacrificio possano intrecciarsi in un solo legame.
E non ero pronta alla chimica tra loro, al lento incendio che nasce dal conflitto, dalla diffidenza e dall’attrazione irresistibile che li lega, rendendo ogni momento insieme una scintilla impossibile da ignorare.

Non ero pronta alla profondità dei legami secondari: le sorelle e compagne guerriere di Hnoss, e tutti i personaggi che popolano Asgard e il Valhalla. Ognuno ha un ruolo preciso, contribuisce a rendere il mondo di Tania vivo, stratificato e indimenticabile.

Tania Micaela Cordone, con Valhalla – Ascesa, mi ha conquistato il cuore.
La sua scrittura è un equilibrio perfetto tra mitologia, tensione, romance e azione, capace di trascinarti senza chiedere permesso. Ogni descrizione, ogni ambientazione, ogni dettaglio è un invito a perdersi tra gli intrighi divini, a vivere un’avventura che ti cattura pagina dopo pagina.

Grazie, Tania, per Hnoss, per Torbjørn, per ogni prova affrontata, ogni sguardo rubato e ogni scintilla che ha acceso il mio cuore.
Valhalla – Ascesa non è solo un libro letto. È un viaggio che resterà dentro di me.
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