Tra lampi di tenerezza e improvvisi scatti di crudeltà, un romanzo singolare e malinconico che si fa cronaca fedele e struggente dell’adolescenza con le sue turbolenze emotive, la violenza, i timori e la rabbia, la folgorante comparsa del sesso e il peso insostenibile delle responsabilità.
«Secondo te ha pensato a noi, in quel momento?». «Secondo me non ha pensato a un bel niente, soltanto a respirare, anzi, neanche ce l'avrà avuto il tempo di pensare, qualche gemito così ed era tutto finito». «Dev'essere come addormentarsi però, un momento sei sveglio e un attimo dopo finisci dentro uno scenario diverso, senza rendertene conto». «E io che ne so?». «È che quando guardo il cielo io mi sento protetto». «Per me invece non c'è proprio niente lì, quando guardo il cielo vedo solo dei pezzettoni di pietra alla deriva nel buio, e non ci credo affatto alla tua resurrezione dei morti, ti immagini che sovraffollamento? no guarda, preferisco pensare che non ci sia niente lassù, credimi». «Secondo me non si sta così stretti, qualcosa c'è di sicuro, la gente si rincontra in cielo». «Allora avremmo dovuto ricevere qualche segno da un bel pezzo, non credi?». «Io ne ricevo continuamente di segni, basta saperli cercare».
3 ⭐️ La storia secondo me poteva essere più bella se fosse andata più a fondo. Difatti ho apprezzato l’inizio e la fine. È stato preferito soffermarsi di più sulla vita di uno dei due figli, invece che raccontare i sentimenti post incidente della mamma. Non so ma io avrei argomentato diversamente anche se molto apprezzati i riferimenti storici veritieri presenti nel testo.
Un romanzo breve, secco, pieno di violenza, rapporti disfunzionali, che mi ha disturbato nella lettura per la sintassi franta, la punteggiatura impressionistica e la riproduzione del linguaggio da semi alfabeta di “babuska”. Centro del romanzo è la relazione tra due orfani, Nicolas e Leonard, accolti in un collegio svizzero, l’istituto Rocher: nelle 200 pagine circa seguiamo i prodigi musicali del primo, vittima di bullismo e portatore di un visione sognante del mondo, a cui fa da contraltare il nichilismo di Leonard, la sua iniziazione al sesso, le sue perversioni e paure. Conclusa la lettura, si ha la sensazione di un romanzo incompiuto, specie per il finale. In soldoni: ci bastava “Il giovane Holden” come romanzo sull’adolescenza.