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Crescere, la guerra

Questo libro interroga la poesia nel suo punto piú là dove la lingua non basta piú, ma non può tacere. Ne nasce una scrittura che attraversa la guerra non tanto come evento, bensí come condizione del corpo, della memoria. Dalla Siria all'Afghanistan, dalla Palestina ai campi profughi, ciò che emerge non è una cronaca, ma un'etica dello le voci delle vittime che parlano in queste pagine non chiedono rappresentazione né compassione, chiedono esattezza. Ogni parola è chiamata a misurarsi con ciò che resta quando la casa è perduta, il nome incrinato, il volto reso invisibile. E la memoria non è nostalgia né archivio, ma forza che obbliga a resistere. La poesia diventa allora il luogo in cui il dolore non viene spiegato, ma custodito; non redento, ma assunto come responsabilità. E scrivere significa non mentire, fare spazio all'altro, accettando che la ferita sia parte della forma. Francesca Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolte dalle guerre di cui è stata testimone, e affida alla poesia un compito necessario e tenere aperta la domanda sull'umano, quando indifferenza o facili semplificazioni tendono a ignorarla. Qui la poesia non consola, non assolve, ma chiede al lettore di fare un passo avanti, di prendere posizione, di sostenere lo sguardo dell'altro. Perché ciò che ferisce è ciò che ci mantiene desti.

75 pages, Kindle Edition

Published March 24, 2026

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About the author

Francesca Mannocchi

13 books95 followers
Francesca Mannocchi scrive per «L'Espresso» e collabora da anni con numerose testate, italiane e internazionali, e televisioni. Ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia, Egitto, Afghanistan. Ha vinto vari premi giornalistici tra cui il Premio Ischia, il Premio Giustolisi e il Premiolino 2016.

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Seregnani.
950 reviews48 followers
June 21, 2026
Hanno le ginocchia graffiate,
i denti di latte,
una paura che non sanno nominare.

Uno costruiva aquiloni
per farli salire oltre le case sventrate:
misurava a spanne la distanza del cielo.
Quando è morto, sua madre ha detto:
«Ora è dove voleva essere: piú vicino al paradiso».

Ma io
non voglio il paradiso, per loro.
Voglio una notte in cui i bambini
dormano con le mani abbassate.

Voglio porte senza fori.
Voglio campi dove si semina grano
e non si arano tombe.



5 ⭐️ Sono più che poesie, sono racconti strazianti. Cito dal libro: “Quando dichiarate guerra, ricordate chi aveva chiesto la pace”.
Profile Image for mì .
33 reviews1 follower
April 8, 2026
è lo sguardo che fa il mondo e quello di francesca mannocchi è lo sguardo più autentico che io conosca
Profile Image for Lorena.
19 reviews
July 25, 2026
Che cos’è un uomo quando il mondo decide di non vederlo?

(che mazzata sui denti mi ha dato Francesca Mannocchi mamma mia)
Profile Image for Roberto Marana.
101 reviews2 followers
May 18, 2026
“Non chiediamo al futuro una memoria museale,
ma una memoria viva, sporca.
Che continui a ferire quando serve.
Che non consoli, ma obblighi.”

“Perché
ciò che ferisce
è ciò che ci mantiene desti”.
Profile Image for Gio Pervinca.
216 reviews17 followers
May 19, 2026
Quando pensi che Francesca Mannocchi non possa raccontare il mondo meglio di come già fa in prosa e ti sbagli di grosso perché lo fa in poesia e ti schiaffeggia forte, molto forte.

“Avete chiamato tutto questo
tragedia,
come se non avesse architetti
come se la fame fosse meteorologia
come se la bomba fosse un errore del cielo.”

“Ciò che ho compreso è questo:
le prigioni non servono a punire,
ma a definire l’umano
per sottrazione.”

“IO SONO LA ROSA CHE NON AVETE SAPUTO TOCCARE,
E LA SPINA CHE VI RESTERÀ TRA LE MANI”


Profile Image for eya♡.
91 reviews
July 21, 2026
“La fame non uccide subito:
prima converte le persone in oggetti, poi gli oggetti in colpa, poi la colpa in obbedienza.
Ho visto uomini bollire l'erba dei marciapiedi e chiamarla pasto.
Ho visto madri addestrare i figli a non chiedere.
Ho visto vecchi dormire con un chicco di riso in mano come fosse un sacramento.
Sono stato arrestato anch'io una volta: cinquantotto giorni senza una geografia.
Ti picchiano finché il dolore diventa neutro.
Ti insegnano che la tortura è una forma di linguaggio.”
Profile Image for Silvia.
206 reviews3 followers
June 28, 2026
Sulla forma poetica ho qualche dubbio. Piuttosto prosa che va a capo quando ritiene di doverlo fare. Ma c'è ancora troppa sintassi.

Eppure, in qualche modo, è questa la forma giusta per questi pensieri. Attimi di luminosa consapevolezza nella cieca bestialità delle guerre.

Che cos'è la poesia, se non lingua che reclama attenzione, tempo, interiorizzazione, attraverso lo spazio bianco?
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