Un autore tormentato dai versi di Dante, il cui segreto insegue da tutta la vita. Un amore che diventa ossessione, e lo spinge ad attraversare l'Europa sulle tracce del Poeta. In un remoto borgo dell'Alta Baviera, dopo anni di studi e riletture febbrili, sente il bisogno di raccontare: scrive dei thriller, scopre il successo e il grande pubblico. Ma l'ossessione continua. E lui decide di alzare la posta, lanciandosi nella sfida più difficile che un autore possa affrontare: riscrivere il più grande capolavoro della nostra letteratura, presentandolo ai lettori come un romanzo contemporaneo. Una sfida che attraversa sette secoli, un'avventura nella vita dell'uomo Dante e nei misteri della sua opera, che continua ad affascinare per la sua straordinaria modernità. Con l'energia e la raffinatezza di un narratore esperto, Francesco Fioretti ci conduce nell'Inferno dantesco come nel viaggio più incredibile di tutti i tempi, un viaggio che ha per destinazione il Male assoluto. Girone dopo girone, cerchio dopo cerchio, l'Inferno si dischiude con i suoi enigmi e le sue profondità, in un'ambiziosa operazione letteraria che racconta il Capolavoro dantesco mostrandolo ai lettori di oggi in tutta la sua spettacolare potenza.
È siciliano e apulotoscano d’origine, si è laureato in Lettere a Firenze e ha insegnato in Lombardia e nelle Marche. Ha collaborato per dieci anni con un editore scolastico milanese e attualmente approfondisce gli studi danteschi presso l’Università di Eichstätt in Germania. Ha pubblicato saggi critici e antologie scolastiche. Il libro segreto di Dante (edizioni Newton Compton 2011) è il suo primo romanzo.
Dante, quale opera immensa e incredibile ci hai lasciato? Ogni volta che entro a contatto con la tua magistralitá mi commuovo. Mi rendo conto che l'autore non ha scelto un soggetto semplice e sconosciuto, da poter manovrare a suo pro e facendone ciò che avrebbe voluto: Dante e, soprattutto, il suo Inferno sono, credo, una delle opere italiane più conosciute e studiate al mondo. Ma devo dire che questo suo esperimento mi è piaciuto moltissimo! Ha tentato di fare una specie di prologo alla cantica, contestualizzando la Storia e facendo parlare direttamente Dante ed adattando tutto al romanzo contemporaneo Col primo capitolo è partita la Commedia vera e propria, e mantenendosi molto fedele all'originale ed aggiustando solamente il ritmo e il lessico alla prosa, è riuscito a rendere l'Inferno molto più semplice di quello che realmente è ed adatto anche a chi vuole approcciarsi all'opera senza dover studiare o sforzarsi più di tanto di avere una conoscenza di base. Mi è piaciuto, sinceramente mi ha aiutato ad amare ancora di più questo monumentale lavoro, questa opera magistrale e immortale aggiungendo due o tre paragoni moderni per rendere meglio l'idea, ma che non hanno guastato la lettura né l'originale.
Per chi, come la sottoscritta, adora letteralmente l’Inferno di Dante Alighieri della Divina Commedia, non potete perdervi questo romanzo. L’autore ha saputo narrare la discesa del prode poeta fiorentino nell’abisso oscuro con grande maestria. Con un linguaggio semplice e uno stile fluido ha reso così accessibile una delle più grandi opere italiane a chiunque, infatti sappiamo bene che la Divina Commedia non è proprio semplice da leggere, grazie anche alle (a mio modesto parere meravigliose) allegorie e figure retoriche, nonché alla sintassi di un tempo. Con questo romanzo potete invece conoscere i vari gironi dell’Inferno con i suoi aguzzini e i vari dannati senza difficoltà. Aiutati dal fedele Virgilio si assiste alle varie pene inflitte ai condannati, e grazie alla narrazione perfetta dell’autore si scopre anche l’attualizzazione del “peccato”. Infatti come ho sempre pensato Dante ha scritto un vero capolavoro (miscelando anche personaggi realmente esistiti a quelli della mitologia greca), come se avesse predetto il futuro o forse come si dice la storia si ripete e l’umanità non ha ancora compreso i suoi errori, ripetendoli in ogni generazione. In ogni caso Francesco Fioretti ha saputo trasmettere proprio questo significato, nonché l’emozionante avventura di Dante. Spero che riscriva anche il Purgatorio e il Paradiso (mantenendo questo stile), nonostante l’Inferno sia la cantica che preferisco dell’intera Commedia.
Anche la lettura di questo romanzo ha avuto la stessa genesi di "Francesca". Un'interessante narrazione dell'Inferno, di cui ho adorato leggere soprattutto quei capitoli riferiti ai canti studiati... Gli altri, in verità, ho fatto un po' fatica a seguirli. Interessantissima la postfazione, che attualizza l'Inferno dantesco e il significato che esso assume ai giorni nostri.
"Così dunque ha immaginato l'Inferno, un luogo statico d'eterna pena: puoi aver compiuto nella vita tutti i peccati del mondo, ma è solo uno quello che ti danna, un girone d'Inferno fissa per sempre il luogo in cui ti sei fermato. Perché puoi aver sbagliato in mille modi, ma è solo una la tappa che hai scambiato per la destinazione finale, solo uno il piccolo piacere su cui ti sei gettato come se fosse tutto, la porzione di bene che hai preso per l'assoluto, il luogo della Terra in cui hai perduto quella che lui chiama la «speranza dell'altezza». Il bene fittizio e transitorio che hai scambiato per il sommo bene e in cui hai parcheggiato la tua vita: quello è il tuo inferno."
Devo ammettere di essere partito abbastanza diffidente nei confronti di fioretti, ho letto un suo romanzo e non ero rimasto per niente soddisfatto. La Divina Commedia, specialmente i canti sull'inferno sono stati versi capaci di ispirare chiunque li abbia letti nei ultimi 700 anni anche se, si sa benissimo la difficoltà che si incontra a leggerlo. Fioretti mosso da un intento che viene poi chiarito nella post-fazione, ha cercato di rendere accessibili i canti sull'inferno anche a tutti i lettori che non sono attirati dai testi classici. In definitiva si può dire che questo sia un remake romanzato della divina commedia, che lascia secondo me, solo in parte il grande messaggio che Dante voleva trasmetterci. Il libro è fatto abbastanza bene e non me la sento di condannare Fioretti, poiché personalmente penso che abbia fatto un buon lavoro nonostante fosse un impresa molto difficile.