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Hendiadys. College romance: La poesia che non ho mai scritto (Blackcross Series)

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Astrea Catherine Mcallister è cresciuta tra privilegi economici e un futuro già segnato, almeno fino al giorno in cui si iscrive alla facoltà di lettere invece che a quella di giurisprudenza. Ribellandosi alla sua famiglia e rinunciando a tutto, approda alla Blackcross University, dove per mantenersi diventa l’assistente del responsabile del dormitorio di Cassidy Fionn Kelly, un ragazzo taciturno e scostante, costretto a usare una stampella per muoversi. Avvolto da un’aura di perenne inquietudine, Fionn stabilisce da subito dei confini rigidi per la loro convivenza, ma alla Blackcross le regole sono fatte per essere infrante.
Mentre Astrea cerca di costruirsi una nuova vita, il suo passato reclama spazio. La sorella maggiore Altea, incarnazione di tutto ciò che lei ha rifiutato, resta una presenza ingombrante. I suoi amici d’infanzia, Landon e Isobel, le mostrano il loro lato oscuro, incrinando irrimediabilmente il loro rapporto. Eppure, in mezzo a questa spirale di caos, Fionn rimane paradossalmente l’unico punto fermo, la storia che Astrea non riesce a smettere di leggere, perché, dietro il suo silenzio e le mani sempre sporche d’inchiostro, si nascondono una passione profonda per la poesia e un triste passato che lo tormenta tutt’ora. Più si avvicina a Fionn, più anche Astrea è costretta a fare i conti con le proprie crepe e dovrà capire se, nell’abisso che li separa, può ancora nascere qualcosa.

Poso una mano sopra al cuore di Fionn, in corrispondenza dello spazio bianco che ho già studiato molte volte prima d’ora.
“Perché qui non c’è nessun tatuaggio?”
Lui posa una mano sopra la mia.
“Sto conservando questo spazio per una poesia speciale. La più bella di tutte,” mi spiega, accarezzandomi le nocche. “Ma la sto ancora cercando.”

387 pages, Kindle Edition

Published April 14, 2026

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Flaminia Galeoni

6 books182 followers

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Liberi  Leggendo.
1,123 reviews34 followers
May 28, 2026
Carissimi Book Lovers, si può rinunciare a un impero per ritrovare se stessi tra le mura di un dormitorio universitario? Astrea Catherine Mcallister aveva tutto: il cognome, il lusso, un futuro sicuro in giurisprudenza. Eppure, ha scelto la libertà, le lettere e la povertà pur di non tradire la propria anima. Oggi vi porto alla Blackcross University, in un luogo chiamato Cassidy House, dove il silenzio ha il volto di Fionn Kelly e il passato ha artigli troppo lunghi per essere dimenticati. "Hendiadys" è un viaggio viscerale dentro quel confine sottile che unisce e divide due persone diverse, ma ugualmente spezzate. Una storia che mi ha scosso nel profondo e che mi ha ricordato perché, a volte, l'unico modo per salvarsi è tuffarsi nell'abisso di qualcun altro.
Ho amato fin da subito il coraggio silenzioso di Astrea. Rinunciare ai privilegi della sua famiglia per iscriversi a lettere non è stato solo un atto di ribellione, ma un parto doloroso verso la propria identità. Arrivare alla Blackcross con niente in mano se non la propria voglia di studiare l'ha resa, ai miei occhi, un'eroina moderna e fragilissima. Ma la vera prova per lei non sono stati i soldi mancanti, bensì l'incontro con Fionn Kelly.

Fionn è un personaggio che ti resta addosso. Taciturno, scostante, segnato da una stampella che porta con un'inquietudine perenne, è l'assistente del dormitorio che stabilisce confini invalicabili. Eppure, Astrea riesce a guardare oltre quella barriera, scoprendo le sue mani sporche d'inchiostro e la sua anima intrisa di poesia. Il contrasto tra la durezza esteriore di Fionn e la profondità dei suoi tormenti passati mi ha commossa profondamente; è un uomo che sembra fatto di frammenti di vetro, capace di ferire ma anche di riflettere una luce bellissima.

La presenza ingombrante della sorella Altea e il tradimento degli amici d'infanzia, Landon e Isobel, creano un senso di isolamento che rende il legame tra Astrea e Fionn l'unica vera ancora di salvezza. Mi sono sentita parte della loro convivenza forzata, ho percepito la tensione di ogni regola infranta e la paura di guardarsi dentro.

Mi è piaciuto come l'autrice abbia saputo descrivere l'abisso non come un luogo di morte, ma come uno spazio in cui, se si ha il coraggio di restare, può nascere qualcosa di autentico. Mi ha lasciata con un senso di malinconia dolce, come quando finisci di leggere una poesia che avresti voluto scrivere tu.
Profile Image for Leana Rowl.
Author 3 books5 followers
May 25, 2026
Meraviglia pura. Non so se mi riprenderò...
Adesso ho bisogno di recuperare tutta la produzione di Flaminia asap
Profile Image for lasvamps.
279 reviews164 followers
June 6, 2026
Flaminia è molto cattiva coi suoi personaggi. Se non soffrono non è contenta. La amo
Profile Image for Michela Colacino blogger .
238 reviews10 followers
October 3, 2026
Hendiadys – La poesia che non ho mai scritto di Flaminia Galeoni è un libro che, più che essere semplicemente letto, viene vissuto.

È una storia che entra piano, quasi in punta di piedi, e che poi finisce per lasciare emozioni molto più profonde di quanto ci si aspetti.

Quello che mi ha colpita fin dalle prime pagine è il modo in cui l’autrice riesce a dare spessore ai suoi personaggi.

Astrea e Fionn non sono semplicemente i protagonisti di una storia d’amore: sono due persone con un passato, delle paure, delle aspettative e soprattutto delle ferite che influenzano il modo in cui guardano se stessi e gli altri.

Astrea è una ragazza che sente il bisogno di riprendere in mano la propria vita.

Arrivare alla Blackcross University significa per lei allontanarsi da ciò che gli altri hanno deciso per lei e provare, finalmente, a capire cosa desidera davvero.

Mi è piaciuto molto il suo percorso perché non è quello di una protagonista perfetta che ha sempre la risposta pronta.

Anche lei sbaglia, si mette in discussione, ha paura e a volte non sa quale sia la strada giusta. Ed è proprio questa sua imperfezione a renderla così reale.

Poi c’è Fionn, che è probabilmente il personaggio che più mi ha conquistata. All’apparenza è chiuso, introverso e quasi impossibile da decifrare.

Ma andando avanti nella storia ci si rende conto che dietro quel modo di fare c’è un mondo intero.

La sua sensibilità, il suo rapporto con la poesia e il modo in cui custodisce ciò che prova lo rendono un personaggio che non si può comprendere tutto in una volta. Bisogna conoscerlo lentamente, proprio come fa Astrea.

E credo che sia proprio questo uno degli aspetti più belli della loro relazione: non si innamorano perché improvvisamente tutto diventa semplice. Si avvicinano nonostante le loro difficoltà.

Il loro rapporto è fatto di piccoli passi, di momenti rubati, di incomprensioni, di silenzi che spesso dicono più delle parole e di emozioni che entrambi fanno fatica ad ammettere. Non è un amore perfetto e proprio per questo mi è sembrato autentico.

Mi è piaciuto moltissimo anche il modo in cui viene affrontato il tema delle fragilità.

Il libro ricorda che dietro ogni persona c’è qualcosa che non conosciamo e che, prima di giudicare qualcuno per il suo comportamento, dovremmo provare a capire cosa si porta dentro.

Fionn, soprattutto, è un personaggio che mostra quanto possa essere difficile sentirsi diversi, avere paura di essere guardati attraverso le proprie difficoltà e lasciare che qualcuno si avvicini davvero.

Ma la cosa bella è che Astrea non cerca di “aggiustarlo”. Impara a conoscerlo, ad ascoltarlo e a vedere la persona che c’è oltre quello che gli altri possono notare.

E anche Astrea, a sua volta, ha bisogno di essere vista davvero.

È questo che ho amato della loro storia: non si salvano a vicenda, ma imparano a non sentirsi più soli.

Un altro elemento che ho apprezzato tantissimo è la presenza della poesia.

Non è semplicemente un dettaglio legato al personaggio di Fionn, ma diventa quasi una seconda lingua, un modo per dare voce a sentimenti che altrimenti rimarrebbero inespressi.

Il titolo stesso, La poesia che non ho mai scritto, assume un significato bellissimo man mano che si entra nella storia.

Perché a volte ci sono emozioni che non sappiamo mettere nero su bianco. Persone che non avevamo previsto. Sentimenti che arrivano senza chiedere il permesso e che, improvvisamente, cambiano il significato di tutto.

E penso che sia proprio questo il cuore di Hendiadys: ci sono cose che non sappiamo dire, ma che possiamo comunque sentire con una forza incredibile.

La Blackcross University, inoltre, fa da sfondo perfetto alla storia.

Non è soltanto un luogo in cui i protagonisti studiano e vivono, ma diventa lo spazio in cui possono allontanarsi, almeno per un po’, dalle aspettative che gli altri hanno costruito intorno a loro.

È il luogo delle scelte, delle nuove conoscenze, delle amicizie, degli errori e soprattutto della crescita.

Ho apprezzato anche il fatto che la storia non si concentri esclusivamente sulla relazione sentimentale.

Ci sono momenti in cui il libro porta il lettore a riflettere sull’identità, sulla libertà di scegliere il proprio futuro e sulla difficoltà di liberarsi dalle aspettative degli altri.

La scrittura di Flaminia Galeoni mi è piaciuta proprio per questo: riesce a raccontare emozioni importanti senza trasformare ogni momento in qualcosa di eccessivamente drammatico.

Ci sono scene dolci, momenti divertenti, tensione, dolore e tanta introspezione. Un insieme che rende la lettura scorrevole ma, allo stesso tempo, lascia spazio alle emozioni.

E poi ci sono quei piccoli momenti tra Astrea e Fionn che, personalmente, ho trovato ancora più belli delle grandi dichiarazioni.

Uno sguardo, una conversazione, un gesto apparentemente insignificante possono dire molto più di un lungo discorso. È lì che secondo me la loro relazione dà il meglio di sé.

Durante la lettura mi sono ritrovata più volte a sorridere per loro, a preoccuparmi per loro e, in alcuni momenti, anche a voler entrare direttamente nelle pagine per scuoterli e dire: “Parlatevi!” 😂

Ma forse è proprio questo il bello di affezionarsi ai personaggi: a un certo punto smettono di sembrare semplicemente personaggi di un libro e inizi a sentirli vicini.

E arrivata alla fine, la sensazione più forte è stata proprio quella di non essere pronta a lasciarli andare.

Hendiadys è una storia d’amore, sì, ma secondo me è soprattutto una storia di crescita.

Di persone che cercano di capire chi sono, che imparano a confrontarsi con il proprio passato e che scoprono quanto possa essere difficile, ma anche liberatorio, scegliere per se stessi.

È una storia che parla di libertà, aspettative, vulnerabilità, seconde possibilità e amore, ma senza dimenticare che prima di poter stare bene con qualcun altro bisogna imparare, almeno un po’, a stare bene con se stessi.

E Fionn e Astrea mi hanno ricordato proprio questo: che non abbiamo bisogno di qualcuno che ci renda completi, ma di qualcuno davanti al quale possiamo finalmente essere noi stessi, anche nelle parti che vorremmo nascondere.

Ci sono libri che ti fanno passare qualche ora piacevole e poi dimentichi.

E poi ci sono quelli che, una volta finiti, continuano a tornarti in mente. Per me, Hendiadys appartiene alla seconda categoria.

Perché alcune storie non finiscono davvero quando arrivi all’ultima pagina.

Rimangono nei pensieri, nelle frasi sottolineate, nelle scene che continui a ripensare e soprattutto nei personaggi ai quali, senza rendertene conto, hai lasciato un pezzetto di cuore.

Astrea e Fionn sono sicuramente una di quelle coppie che difficilmente dimenticherò.

Una storia intensa, delicata e piena di emozioni, capace di ricordare quanto possa essere bello trovare qualcuno che riesca a vedere ciò che noi stessi facciamo fatica a mostrare.

E forse, alla fine, è proprio questo che significa trovare la propria hendiadys: scoprire qualcuno che diventa la poesia che non avevamo mai saputo scrivere.
Profile Image for Leggi&Sogna By.
883 reviews20 followers
June 8, 2026
BookLover, oggi vi parlo di Hendiadys e spero che le mie parole arrivino a spiegare quanto questo libro mi abbia coinvolta emotivamente.

Sono partita pensando di leggere un university romance e mi sono ritrovata tra le mani una storia molto più profonda, che parla di identità, famiglia, aspettative, ferite invisibili e della ricerca di un posto da chiamare casa.

Astrea è una protagonista che ho amato fin da subito. La sua scelta di allontanarsi dal percorso che la sua famiglia aveva già deciso per lei e inseguire il proprio amore per la letteratura racconta perfettamente cosa significhi lottare per essere sé stessi, anche quando il prezzo da pagare è altissimo.

Fionn Kelly ,invece, è uno di quei personaggi che quando entrano in scena catturano immediatamente l’attenzione. Taciturno, spigoloso, apparentemente inaccessibile, con le mani sporche d’inchiostro e il corpo ricoperto di parole, è molto più di un semplice protagonista maschile tormentato. Dietro la sua durezza si nascondono fragilità, paure e un dolore che viene svelato poco alla volta, rendendolo incredibilmente umano.

Uno degli aspetti più belli del romanzo per me è il rapporto tra Astrea e Fionn.Non una semplice storia d’amore costruita su attrazioni immediate o colpi di scena forzati, ma un percorso lento, fatto di fiducia conquistata giorno dopo giorno, silenzi che valgono più di mille parole, gesti minuscoli che finiscono per avere un peso enorme.

Li ho visti avvicinarsi poco alla volta, imparare a conoscersi, a sostenersi e a trovare nell’altro un rifugio quando il resto del mondo sembrava crollare. Non si salvano a vicenda nel senso più classico del termine, ma si insegnano che è possibile lasciarsi amare anche quando si pensa di non meritarlo.

Ho adorato l’atmosfera della Blackcross University, i dormitori, le lezioni, la passione per la letteratura e soprattutto il ruolo che la poesia assume all’interno della storia. Le parole diventano un linguaggio alternativo, un ponte tra emozioni che spesso i personaggi non riescono a esprimere ad alta voce.

La scrittura dell’autrice è delicata e intensa allo stesso tempo. Una penna capace di alternare momenti di dolcezza, ironia e dolore con naturalezza, costruendo personaggi complessi e relazioni che sembrano vere.

Hendiadys è stata una lettura che difficilmente dimenticherò.

⁉️Anche voi , come me , vi affezionate sempre ai personaggi che parlano poco ma riescono comunque a dirvi tutto?
80 reviews1 follower
April 29, 2026
5⭐️/5
Di nuovo Flaminia è stata in grado non solo di creare una storia d'amore che ti tocca il cuore, ma in primo luogo una protagonista che ti entra nell'anima.
Io e Astrea siamo più simili di quanto mi piaccia ammettere. Non solo per lo stesso amore che nutriamo verso i libri, la letteratura, la Scozia, ma anche –anzi, soprattutto– per il metodo di gestione delle proprie emozioni, dei sentimenti che proviamo. Mi sono rivista così tanto in lei.
Hendiadys è l'esempio di romance che non è solo un romance. Il rapporto di Astrea con la propria famiglia è complicato, lei decide di allontanarsene per inseguire i propri sogni, di lasciare il nido disfunzionale che l'ha cresciuta. Flaminia è riuscita a gestire, a mio parere, in modo magistrale il tema dei rapporti familiari difficili, senza cadere nel banale.
P.S. una menzione d'onore va a Fionn, che ho amato
Profile Image for sofii.
11 reviews
July 28, 2026
la penna di flaminia è sempre una garanzia 🤍 l’avevo letto su wattpad e fin dalle prime pagine me ne ero subito innamorata 🤍 la storia di Astrea e Fionn rimarrà sempre nel mio cuore 🤍 122
Profile Image for Alessia.
320 reviews3 followers
April 21, 2026
Quando ti innamori di una storia al punto da prenotare un viaggio di quattro giorni nel luogo in cui è ambientata, è ovvio che non appena esce il suo seguito tu debba immediatamente leggerlo. "Hendiadys" non solo ci riporta tra le atmosfere nebbiose della Scozia, ma ci apre ancora una volta le porte dei corridoi della Blackross University-
Ciò che forse un po' mi terrorizzava di questo secondo volume era il fatto che fosse proprio ambientato negli stessi luoghi e nello stesso lasso di tempo del primo; la paura che potesse quindi rivelarsi una copia identica di "Redamancy" c'era, ma Flaminia è riuscita in qualcosa che forse ritenevo quasi impossibile: darci due personaggi, ed una storia, del tutto originali.
Se "Redamancy" poneva il suo focus sulla letteratura e tutto ciò che la circonda, qui è la poesia il vero fulcro della storia; infondo non sono i poeti gli esseri meglio indicati per parlare d'amore? Nonostante anche questa volta il modo in cui questo libro viene venduto su carta è sotto la dicitura "romance", continuo a stupirmi di quanto ciò di cui davvero parli sia altro.
Più che la storia d'amore, qui è la famiglia ciò che dobbiamo sviscerare. Astrea è una ragazza alla quale hanno insegnato che tutto deve essere perfetto, a partire da lei; e crescendo in una famiglia del genere era inevitabile che la sua persona venisse soffocata. Forse è quando perdi tutto che inizi a conoscere davvero te stesso, o almeno è quello che questa ragazza scozzese mi ha insegnato. Ad Astrea, emblema di quello che dovrebbe essere la perfezione, si contrappone Fionn, un personaggio all'apparenza "rotto" , con la poesia tatuata addosso ed un passato travagliato. Astrea e Fionn non capiscono di amarsi in un momento catartico, non abbiamo questa grande dichiarazione dei loro sentimenti, quanto piuttosto si ritrovano a scivolare l'uno dentro l'altra pagina dopo pagina, senza neanche accorgersene. Due personaggi che imparano a conoscere se stessi grazie all'altro, in grado di accettare il lato facile quanto quello più difficile di una persona.
Forse nulla raggiungerà mai i livelli di "Redamancy'", ma se questo è ciò che Flaminia può ancora offrire al mondo di Blackross, allora io sono già pronta per il prossimo volume e per tutti gli easter egg che sceglierà di inserirvi.
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