Oltre che uno dei naturalisti più originali del Novecento, Gerald Durrell è stato uno scrittore unico per grazia e sapienza stilistica – qualità che hanno decretato il successo di un capolavoro come «La mia famiglia e altri animali» e che ritroviamo intatte nei suoi scritti postumi, di recente riemersi come un dono inaspettato. Un mosaico di materiali eterogenei, dove si intrecciano le molte identità (e i molti talenti) di Durrell e le decine di luoghi da lui abitati e un abbozzo di «memoir», in cui risaltano gli anni trascorsi nella nativa India coloniale; una serie di «reportages» che spaziano dall’Africa subsahariana all’intera Oceania, restituita nella lettera alla madre sulla Nuova Zelanda e nel taccuino del lungo viaggio australiano, incentrato sulla Grande barriera corallina; e una successione di carrellate etologiche, come quella sull’abominevole uomo delle nevi himalayano, che gli offre il destro per passare in rassegna altri animali leggendari. Pagine appassionanti, percorse da un incessante memento – ora implicito, ora dichiarato – sulla crisi della biodiversità e le relative responsabilità perché per Durrell lasciare che una specie animale cada nell’oblio è qualcosa di semplicemente impensabile, «come bruciare un Rembrandt, trasformare la Cappella Sistina in una discoteca o demolire l’Acropoli di Atene per costruirci un Hilton».
Gerald "Gerry" Malcolm Durrell was born in India in 1925. His elder siblings are Lawrence Durrell, Leslie Durrell, and Margaret Durrell. His family settled on Corfu when Gerald was a boy and he spent his time studying its wildlife. He relates these experiences in the trilogy beginning with My Family And Other Animals, and continuing with Birds, Beasts, And Relatives and The Garden Of The Gods. In his books he writes with wry humour and great perception about both the humans and the animals he meets.
On leaving Corfu he returned to England to work on the staff of Whipsnade Park as a student keeper. His adventures there are told with characteristic energy in Beasts In My Belfry. A few years later, Gerald began organising his own animal-collecting expeditions. The first, to the Cameroons, was followed by expeditions to Paraguay, Argentina and Sierra Leone. He recounts these experiences in a number of books, including The Drunken Forest. Gerald also visited many countries while shooting various television series, including An Amateur Naturalist. In 1958 Gerald Durrell realised a lifelong dream when he set up the Jersey Zoological Park, followed a few years later by the Jersey Wildlife Preservation Trust.
Il mondo è delicato e complesso come una ragnatela e, come una ragnatela, quando si tocca un filo si fanno vibrare tutti. […] Conservare significa preservare la vita del mondo intero, che si tratti di alberi, piante o dell’uomo stesso.