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L'invasione: Dal Fentanyl ai nuovi oppiacei: viaggio nel cuore di un'epidemia globale

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L’epidemia di Fentanyl non è una storia americana. O, almeno, non è più soltanto americana. Nata nelle periferie degli Stati Uniti, alimentata da una combinazione letale di avidità farmaceutica, criminalità organizzata e disperazione sociale, la crisi degli oppioidi sta attraversando l’Atlantico in silenzio, insinuandosi in diverse città europee e riproponendo le stesse scene che da tempo si vedono a San Francisco o a Philadelphia. Uomini e donne che camminano piegati su se stessi, corpi sospesi tra veglia e incoscienza, sguardi vuoti. Figure immobili sui marciapiedi, nei parchi, nelle stazioni, diventate parte del paesaggio urbano, tollerate e normalizzate. Oggi la ‘droga degli zombie’ si muove lungo le stesse rotte della globalizzazione, cambia formula chimica, viene chiamata con nomi differenti, viaggia in pacchi postali, più veloce delle leggi. E lentamente sta comparendo anche in Italia, dove continua a essere sottovalutata proprio come accadde con l’eroina all’inizio degli anni Settanta. Con rigore investigativo e una costante ricerca di senso, Biagio Simonetta ricostruisce l’ascesa degli oppioidi sintetici – invisibili, economici, potentissimi – da farmaci miracolosi a sostanze che uccidono in pochi minuti. Attraverso dati, storie e testimonianze, racconta come una crisi sanitaria sia diventata un’emergenza sociale, economica e culturale. Questo non è un racconto lontano. È una mappa per riconoscere i segnali di un’invasione silenziosa che già avanza nelle nostre strade e nei nostri sistemi sanitari. Capire cosa è successo altrove è il primo passo per evitare un errore già pensare che certi disastri riguardino sempre qualcun altro.

208 pages, Kindle Edition

Published March 27, 2026

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Giulia Biletta.
80 reviews1 follower
May 8, 2026
Parliamo di un fenomeno che ci riguarda tutti. Condividiamo
Profile Image for Chiara.
31 reviews1 follower
June 11, 2026
«La dipendenza non è mai solo la sostanza. È piuttosto il modo in cuia sostanza si offre come soluzione a un dolore che non hai imparato a gestire»

Basterebbe questa citazione per esprimere un parere su questo libro.

Avevo già ascoltato il podcast sul Fentanyl di Biagio Simonetta e, facendo volontariato con i senza dimora, mi sono detta: "E se un giorno arrivasse e noi, che siamo il punto di contatto più prossimo con queste persone, sapessimo troppo poco?". Di conseguenza il libro è stata una scelta naturale.
Questo libro ha un grandissimo pregio: resta umano. È un'inchiesta giornalistica di tutto rispetto, ma che non si dimentica che dietro alle persone con tossicodipendenza esiste una famiglia, esistono degli amici, esiste una storia. La droga è l'aspetto più doloroso che viene messo in mostra.
È un'inchiesta che è un viaggio non tanto perché ti porta a muoverti tra diverse parti del mondo, ma perché ti porta dentro le vite delle persone e dentro la vita di Biagio, rendendola più vera.
Oggi di droga si parla spaventosamente poco e i numeri sono spaventosamente alti, si ha sempre la sensazione che sia relegata agli "ultimi", solo a chi vive per strada, a chi ha già problemi. E invece dovrebbe interessarci, metterci la pulce nell'orecchio, ricordarci che nessuno si noi è esente da qualsiasi tipo di fragilità.

La dipendenza non arriva mai come un evento improvviso, ma come una risposta che smette di sembrare una scelta. Ed è proprio per questo che questo libro resta addosso: perché non parla “degli altri”, ma di ciò che potrebbe accadere a chiunque quando il dolore resta senza linguaggio e la società senza ascolto.

Un grazie particolare va a Farid. Buona vita, ragazzo mio ❤️
Profile Image for Chiara.
24 reviews
April 20, 2026
In questa inchiesta sulle dipendenze da Fentanyl, precedenti e successivi, Biagio accende un faro sul dolore fisico, un altro sul fattore analgesico e poi un altro ancora sulla microeconomia sociale, illuminando a giorno certi interessi di settore (e un orizzonte di rischio tutt'altro che remoto) in almeno tre Paesi e altrettante città. Il crescendo stupefacente parla attraverso la spossatezza delle vittime, anche di quelle eccellenti; di quelle meno eccellenti potremmo avere addirittura un ricordo, perché Biagio tiene acceso dall'inizio alla fine un altro faro sui luoghi e sui volti che ci hanno visti adolescenti, e sulla vita vissuta che determina la sensibilità al tema di ciascuno di noi.
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