È autunno e al termine di una serata di gala all’interno della splendida Villa Alberti, sul ramo occidentale del lago di Como, a pochi passi dai celebri giardini di Villa Carlotta, una cameriera rinviene il corpo senza vita di una studentessa, Virginia Mantovani. La vittima, una bellissima ventiquattrenne originaria di Bellagio, dove viveva presso un’agiata famiglia, stava lavorando alla propria tesi di laurea, incentrata su un raro manoscritto contenente una partitura inedita di Franz Liszt. Virginia Mantovani è stata strangolata, ma capire chi l’ha uccisa e perché si rivela assai la vita sentimentale della ragazza nasconde scabrose rivelazioni e il documento su cui stava lavorando cela molti misteri. Una sola cosa è Virginia Mantovani è stata uccisa per le folli passioni che suscitava. Stefania Valenti si trova alle prese con un cos’è accaduto alla studentessa? chi è l’assassino? Virginia è stata davvero uccisa a causa della partitura, o c’è qualcosa di più? Nel settimo episodio della saga, il commissario Stefania Valenti si trova coinvolta in un’indagine particolarmente difficile, che si snoda tra rivalità accademiche, feroci passioni, tradimenti e vecchi rancori. Immerso nei suggestivi scenari del lago di Como e delle sue splendide ville, un elegante poliziesco con le caratteristiche del giallo classico e il ritmo di una serie tv americana.
Buona la partenza ma poi Cocco e Magella si perdono. Troppi personaggi, troppi presunti colpevoli e un’indagine che procede a strappi e a tratti in modo improvvisato. Altre indagini mi sono piaciute decisamente di più!
Ennesimo episodio della serie; questa volta un po’ opaco; la storia è un po’ irreale, temperata dagli ingredienti consueti e un po’ pruriginosi: la ragazza viziata, le ambizioni frustrate, il musicista gay, il faccendiere di paese, insomma tutte le piccole storie ignobili della provincia italiana sospesa fra i due millenni. I protagonisti sono tratteggiati con la consueta maestria e l’atmosfera della riva occidentale del Lario, quella sì, emerge con realismo. Risulta romantica persino Como, città banalotta e provinciale quant’altre mai. Aspettiamo fiduciosi il prossimo episodio.
Sono un fan di lunga data dei lavori di Cocco e Magella, purtroppo questa volta sono rimasto un po' deluso... Le descrizioni del Lario sono sempre notevoli, l'impianto dell'indagine anche, però stavolta la risoluzione è stata un po' deludente... Tutto nelle ultime pagine e un po' banale, senza contare che anche le vicende personali e le Interazioni tra i protagonisti questa volta sono rimaste molto sullo sfondo per lasciare spazio alla parte investigativa.