"Come si conserva l’amore, quando non c’è più nulla da salvare?"
4 voci: il dottorone, Patrizia, Raffaele e quella dei protagonisti reali di questa storia.
Avevo già letto "uno sguardo delicato sul mondo" e avuto modo quindi di conoscere Salvatore. Qui non abbiamo delicatezza, perché non c'è nulla di tenero nella scelta che si pone a Patrizia e Raffaele, se poi a farti la domanda è un dottore cinico, insensibile e prossimo alla pensione.
Schiaffi in faccia alla vita, alla scelta della vita che dovrà affrontare il mondo.
Poche pagine per metterci davanti alla bellezza dell'esistenza, quella che non abbiamo scelto, ma che possiamo scegliere di continuare a vivere.
Raffaele e Patrizia sono due giovani ragazzi che attendono la nascita di due gemelli, Vincenzo e Salvatore. Durante la gestazione sono super attenti, periodicamente effettuano una visita ginecologica privata presso un ospedale pubblico, che il ginecologo si fa pagare profumatamente, nonostante non li riceva nel suo studio privato. Per di più, avvicinandosi il giorno del parto, il medico deve dare loro una tremenda notizia: a causa di una rara complicanza, un feto riceve più sangue a discapito del fratello, dunque i genitori dovranno scegliere se porre in essere una terapia che quasi certamente porterà alla sopravvivenza di uno solo dei nascituri.
Nell'affrontare questo momento difficilissimo i protagonisti, compreso il medico, vivono alcuni momenti della propria vita. Per ciò che concerne la sinossi devo per forza fermarmi qui altrimenti farei degli spoiler indesiderati.
Questo racconto mi è stato proposto direttamente da Salvatore Claudio D'Ambrosio e non ho potuto esimermi dall'accettare la collaborazione, nonché il blog di Marika che sempre ospita le mie recensioni. Infatti, il primissimo libro che avevo recensito ormai due anni fa, era proprio frutto della penna di Salvatore. In quel caso, si trattava di una raccolta di racconti dal titolo Uno sguardo dedicato sul mondo e, leggendo questa storia breve, ho avuto come l'impressione che si trattasse di un proseguio di quel libro. Ho rintracciato, infatti, la stessa delicatezza e profondità nel trattare temi dedicati, appartenenti alla quotidianità di ciascuno di noi, senza ricorrere ad orpelli inutili o ad approfondimenti che avrebbero solamente diminuito la mia attenzione. L'autore mi piace davvero molto perché arriva sempre dritto al punto, fa tremare il lettore con la sua capacità di descrivere la realtà dei fatti nella sua crudezza e difficoltà. È un'opera, questa, in cui è assai difficile trovare un messaggio di speranza, ciononostante, complici il numero sparuto di pagine e di personaggi, e approfonditi i background dei protagonisti, ci si può immedesimare nel loro vissuto ipotizzando come noi lettori potremmo comportarci qualora ci trovassimo nella medesima situazione. L'intreccio, piuttosto lineare ma con dei flashback sul passato dei due futuri genitori spazia, appunto, dai punti di vista di Raffaele e Patrizia a quelli del dottore. Con i due giovani sono entrato in empatia, ho percepito tutta la loro sofferenza dovuta all'ennesima batosta che la vita gli ha posto davanti. Al contrario ho mal digerito la presenza del medico, così per come il suo personaggio è stato costruito. Certo è che anch'egli, proprio così com'è, rappresenta purtroppo qualche professionista che ciascuno di noi può avere incontrato sul proprio percorso, dunque è da apprezzare in ogni caso la sua presenza.
Ho terminato in pochi minuti questa lettura poiché consta di circa 47 pagine, prive di particolari colpi di scena, fino all'ultimo ho sperato in un miracolo o in qualcosa che vi si potesse avvicinare. Leggendo scoprirete se e in che maniera le mie speranze, che diventeranno le vostre, siano state accolte. Se cercate un racconto breve, crudo, che ben fotografa il culmine di una gravidanza a rischio, Lo stato di conservazione delle cose fa al caso vostro. Certamente lo consiglio ma è bene che venga letto da un pubblico consapevole della delicatezza dei temi trattati. In attesa di leggere un'altra opera di Salvatore Claudio D'Ambrosio, non posso far altro che assegnare cinque stelle piene.
📚 Esistono storie che non si leggono soltanto, ma che si depositano addosso come polvere sottile, impossibile da scuotere via. "Lo stato di conservazione delle cose" di Salvatore Claudio D'Ambrosio è esattamente questo: un racconto lungo, essenziale e ferocemente autentico.
🩵 Il cuore della narrazione batte in un "tempo sospeso". È quell'istante preciso in cui un equilibrio si spezza e ogni gesto diventa memoria prima ancora di accadere. La trama ruota attorno a una situazione estrema: una gravidanza gemellare complicata che impone una scelta atroce, una di quelle decisioni che dividono la vita in un "prima" e un "dopo".
📚 D’Ambrosio si concentra sulla cronaca lucida e quasi sacrale di un addio, attraverso tre diversi punti di vista: Patrizia che esprime la forza di chi affronta il dolore senza nascondersi, Raffaele che rivela il peso invisibile di una responsabilità che schiaccia e il Dottorone, un professore cinico che esprime l’indifferenza di un mondo che se ne frega dei drammi dei singoli. A queste voci si aggiunge una prospettiva delicatissima dall'interno della placenta, i gemelli ignari del destino che li attende, ma ugualmente protagonisti.
🖋️ Lo stile di D’Ambrosio è chirurgico, caratterizzato da una prosa rarefatta, carica di silenzi che pesano più delle parole, in cui l’uso di brevi espressioni in napoletano restituisce un realismo che dona autenticità e carne ai personaggi. Non ci sono eroi, né finali edulcorati; c'è solo la realtà, dura e difficile, l'unica però che i protagonisti sono chiamati ad accettare.
"Non offre consolazioni facili. Non sistema le cose. Le guarda. Le espone."
📚 "Lo stato di conservazione delle cose" è un libro breve che si legge in poco tempo ma richiede una lunga digestione. Non ci attraversa soltanto ma permane a lungo. Consigliatissimo.
Questo racconto è davvero autentico e sentito, dove la parte umana dell'individuo viene messa a dura prova a causa di un avvenimento triste e inaspettato, ma soprattutto sconvolgente, che risucchierà 2 giovani genitori in un vortice di paura e insicurezza a causa di una gravidanza gemellare complicata che impone una scelta atroce e impossibile. La scrittura è scorrevole e semplice e lo stile è asciutto e pieno di silenzi assordanti che inizialmente mi hanno chiusa in una specia di bolla insonorizzata, che si è rotta solo grazie al realismo e all'umanità della coraggiosa coppia costretta ad accettare un atroce destino. I personaggi sono caratterizzati alla perfezione: c'è l'innocente Patrizia con la sua forza di madre incrollabile, Raffaele che sente l'enorme peso del dolore e della responsabilità gravare sulle sue spalle, e infine c'è il Dottorone, cinico e insensibile, ma soprattutto indifferente ai drammi dei suoi pazienti, completamente vuoto rispetto alla drammatica situazione che ha davanti agli occhi. Inoltre, cosa che mi ha molto colpita, i gemelli nell'utero hanno una voce propria, tanto da poter essere considerati i personaggi principali della storia anche se non ancora presenti. Ma ognuno di loro è unico e ricolmo di emozioni e pensieri autentici che formano il nucleo portante della vicenda, infatti l'introspezione è l'anello conduttore tra loro che permette una forte empatizzazione tanto che mi sono immedesimata facilmente coi personaggi. In sintesi, è una storia delicata e sensibile che rimane nel cuore e fa immergere negli avvenimenti scombussolanti e scioccanti descritti, e per ciò rimane una lettura complessa, ma necessaria e impattante.È un romanzo che parla di fragilità senza mai trasformarla in debolezza, dopotutto ogni scelta implica sempre un prezzo da pagare, e spesso si rivela essere molto alto e difficile da accettare. Complimenti all'autore per questo intenso spaccato di vita che consiglio! • ⭐️⭐️⭐️⭐️,5/5
Un racconto breve, riflessivo, dove Salvatore Claudio D'Ambrosio, con la sua scrittura schietta, senza giri di parole, ci pone davanti ad uno spaccato di vita vera. Proprio questa sua capacità di intrattenere il lettore con fatti che possono accadere realmente, ti costringe a immedesimarti nei personaggi e porti delle domande su quali sarebbero le tue scelte in determinate situazioni. Una storia che parla appunto di scelte, quelle che condizionano il corso della vita, dove devi optare su cosa tenere e cosa è meglio lasciare andare. Poche ore dove le vite dei protagonisti interagiscono; un medico cinico prossimo alla pensione con la sua bella maschera da persona per bene che preferirebbe essere altrove anziché in una stanza d'ospedale a fare il suo dovere, privo di sensibilità nel porre dei genitori, che aspettano una coppia di gemelli, davanti ad una scelta che nessuno al mondo vorrebbe e dovrebbe prendere, sacrificarne uno per salvare l'altro, una scelta che nonostante la giovane età peserà per sempre nel cuore di chi resta. E poi c'è il punto di vista dei piccoli, coloro che non hanno voce in questa storia. Chissà cosa direbbero se potessero sentire quello che fuori dal grembo materno,le persone stanno decidendo per loro. Magari si darebbero conforto in quello spazio ristretto, nell'attesa della spada del boia e magari se potessero griderebbero tutta la loro rabbia e chiederebbero a gran voce di rimanere lì dentro per sempre, in quel liquido amniotico che è come l'abbraccio di una madre. Un plauso all'autore che, con la verità e un linguaggio diretto, riesce a coinvolgere il lettore invitandolo a porsi domande, a riflettere e magari trovare anche delle risposte.
Una scelta difficile è il perno della storia, vista da occhi diversi dei protagonisti. Nessuna sdolcinatezza per indorare la pillola, una totale mancanza di empatia da parte di chi dovrebbe sostenere chi è "vittima" di una situazione difficile. Personaggi da cui emerge il carattere, gli aspetti positivi e negativi, conditi dal dialetto napoletano (che purtroppo mi ha rallentato nella lettura non conoscendolo). Non offre consolazioni facili. Non sistema le cose. Le guarda. Le espone. E proprio per questo arriva così in profondità. È un romanzo che parla di fragilità senza mai trasformarla in debolezza, e dà voce a quei silenzi che spesso pesano più delle parole. La storia si racconta attraverso gli occhi di Patrizia, di Raffaele e del Dottorone. Una fugace prospettiva è offerta dai due piccoli ancora nella placenta, ignari della difficile scelta che Patrizia e Raffaele devono prendere. Un prezzo difficile, che lede la persona di entrambi, in modi diversi, sfiorando distrattamente il Dottorone che è concentrato su altro e non sul dolore di una coppia. Quello che traspare da questo racconto sono i sentimenti di coloro che stanno affrontando un lutto, aggrappandosi al loro vissuto e alla crudezza della vita stessa. Una storia che lascia l'amaro in bocca, che costringe a fermarsi e riflettere. Grazie per questo scorcio doloroso che ci impone di fermarci e riflettere sul valore della vita.
Le scelte e le loro conseguenze. Tra personaggi “vivi” costretti a crescere troppo in fretta tra i vicoli e il cemento o a lesinare ogni parola dietro alla professione svolta.
In questo racconto l'autore diventa regista di tre inquadrature differenti. Ci trascina in un corridoio d'ospedale dove la vita non si celebra, ma si negozia. La narrazione si muove su un triplo binario prospettico che mette a nudo le ipocrisie sociali e personali. Da un lato abbiamo il Dottore, un uomo stanco e cinico che vive i suoi ultimi mesi di carriera contando i minuti che lo separano da una cena fuori o da una partita di golf. Per lui, i pazienti sono "poveracci" che puzzano, e la complicazione medica viene ridotta a una brutale "legge del più forte". Poi si sposta su Patrizia e Raffaele che con i loro vissuti dovranno compiere la scelta. Al centro della vicenda brilla la cruda realtà clinica: i bambini nell'acqua, ignari che il loro legame vitale possa diventare una condanna. È qui che si inserisce la riflessione centrale dell'opera: una storia che parla di scelte, quelle che condizionano il resto della vita, dove l’opzione è spietata, contro natura. Cosa tenere e cosa lasciare andare.
Come riesce l’autore a immergerci nella vicenda? Con una semplicità disarmante, con l’uso del dialetto napoletano come lingua della verità ma anche delle ipocrisie.
Se cercate un libro breve ma d’impatto e che porta a sviluppare riflessioni, lo stato di conservazione delle cose fa per voi.
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