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Il male. Storia naturale e sociale della sofferenza

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Fonte di preoccupazione, di angoscia, di interrogativi insolubili, il male da sempre occupa la mente dell'uomo. Si insinua ovunque, nelle pieghe dell'esistenza quotidiana, nelle ferite fisiche e morali che tentiamo di rimarginare invocando la presenza del bene. Il male è la malattia, la paura dell'ignoto, il desiderio inappagato, l'infermità, la cattiveria, l'invidia. Edoardo Boncinelli ci aiuta a fare chiarezza spiegandoci in primo luogo che male e bene non hanno nessuna ragione d'essere naturale. Sono le due facce di una stessa medaglia, i due modi di pensare che l'uomo coltiva spinto dall'illusione di colmare un divario: quello tra la realtà così com'è e la realtà come si vorrebbe che fosse. Dalla ricerca di Boncinelli sul significato del male nella nostra vita emerge la condizione unica nella quale vive l'animale uomo, un animale straordinario, con una coscienza di sé e un linguaggio articolato: la sola creatura in grado di dare al proprio mondo un senso e un valore.

258 pages, Hardcover

First published March 27, 2007

31 people want to read

About the author

Edoardo Boncinelli

93 books21 followers
Scopritore di una famiglia di geni che controllano il corretto sviluppo corporeo nell'uomo, Edoardo Boncinelli è uno scienziato di fama internazionale, fisico di formazione, filosofo per vocazione, e letterato per passione.

Edoardo Boncinelli is full professor of Biology and Genetics at the University Vita-Salute in Milan. He has been Director of SISSA-ISAS International School for Advanced Studies in Trieste and Head of the Laboratory of Molecular Biology of Development at the Scientific Institute San Raffaele in Milan. A physicist by training, he worked in the field of genetics and molecular biology of higher animals and man, first in Naples, at the International Institute of Genetics and Biophysics (IIGB) of CNR, where he progressed through most of his scientific career, and subsequently in Milan. He is a member of Academia Europaea and EMBO, the European Molecular Biology Organisation, and a past-president of the Italian Society of Biophysics and Molecular Biology. In 2005 he received the EMBO Award for Communication in the Life Sciences.
His research interests, all revolving around embryonic development of Vertebrates, range from the very early determination of body axis to the formation and subdivision of the cerebral cortex. His personal interests have progressively drifted toward the study of mind and higher mental functions. He wrote some popular books on biology: "A caccia di geni" (Di Renzo Editore), "I nostri geni" (Einaudi) and "Il cervello, la mente e l'anima" (Mondadori). In 2000 he wrote “Le Forme della Vita” (Einaudi), and three debate-books with Umberto Galimberti (Einaudi), Aldo Carotenuto (Bompiani) and Umberto Bottazzini (Cortina). In 2001 he published "Prima lezione di biologia" (Laterza) and "Genoma: Il grande libro dell'uomo" (Mondadori); in 2002 "Io sono tu sei" (Mondadori); nel 2003 "Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell'anima" (Laterza); in 2004 "Il posto della scienza" (Mondadori). In 2005 he published "Verso l'immortalita'?" (Cortina) with Galeazzo Sciarretta, "Sani per scelta" (Corriere della Sera) and "Prodigi quotidiani" (Boroli). In 2006 "L'anima della tecnica" (Rizzoli), "La magia della scienza" (Archinto) and "Idee per diventare genetista" (Zanichelli). In 2007 "Il male" (Mondadori). In 2008 "L'etica della vita" (Rizzoli) and "Dialogo su etica e scienza" with Emanuele Severino (Editrice San Raffaele). Currently a columnist for Le Scienze, the italian edition of Scientific American, and Il Corriere della Sera.

Edoardo Boncinelli has significantly contributed to our understanding of biological mechanisms of embryonic development in higher animals and man. In 1985, he was among the first to grasp the significance of the novel discoveries on the genetic control of drosophila development and to try and apply them to the study of human beings. His group identified and characterised a gene family, the 39 HOX homeogenes, controlling the correct development of the trunk, from neck to tail. These findings are recognised as landmarks of the biology of this time, if not of everytime. From 1991, he undertook the study of the developing brain and cerebral cortex, identifying a couple of additional homeogene families playing a major role in the underlying processes, in health and disease.

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Profile Image for Yupa.
783 reviews128 followers
December 31, 2019
Una mezza delusione. A partire dal titolo: il libro non racconta affatto la Storia del suo tema, ma fa una ricognizione basata quasi unicamente sulle riflessioni dell'autore.
Dichiaro sùbito il poco che ho apprezzato, ossia l'approccio naturalistico e esplicitiamente a-metafisico dell'autore: il "male" del titolo è quasi sempre inteso come frutto del conflitto tra la materia bruta che tende al disordine e gli organismi viventi che cercano (disperatamente) di mantenere il proprio ordine interno (cioè di mantenersi vivi).
Ma delle poche pagine del libro (poche per il grande tema che vorrebbe affrontare) l'autore riesce a sprecarne tante in digressioni che faticano a incastrarsi in un discorso organico (vedi ad es. tutta la parte sulle emozioni in senso generico nella sezione dedicata al dolore psichico o le elucubrazioni sul concetto di causa nella sezione sul male "naturale"). Soprattutto, nel complesso il libro fatica a scavare sotto la superficie, restando appeso a un semplice descrittivismo a metà strada tra lo scientifico e il fenomenologico e disperdendosi, oltre che nelle già citate digressioni, in un nozionismo da elenco pesante e pedante che non dice nulla di nuovo (vedi ad es. tutta la descrizione delle malattie più diffuse: ce n'era bisogno?).
La seconda parte, quella sui mali non "naturali", cioè i mali dovuti al vivere dell'uomo in società, è già molto migliore rispetto alla prima. Ed è anche più corta, guarda caso. Qui l'autore illustra come si formano valori e convinzioni nell'individuo, frutto dell'arbitrarietà delle diverse culture (o sistemi religiosi), e adombra persino, in alcune righe, un grande problema (o, secondo me: il problema) della violenza sociale organizzata, ovvero il fatto che sia facile da percepire dall'esterno (ad es. se situata nel passato) ma difficile da percepire quando in atto. È il problema dell'opacità della violenza collettiva, specie se istituzionalmente organizzata, problema che ne gioca un gran ruolo a mio avviso nell'impedirne la soluzione.
Tuttavia, nonostante questi accenni, la trattazione dell'autore continua a sembrare superficiale e scarsamente ficcante. Come già detto, spiega in maniera anche articolata il formarsi di valori e convinzioni, ma non perché questi tendano così spesso a farsi tanto rigidi e a trasformarsi in un'intolleranza dei valori altrui che spesso non vieen nemmeno percepita come tale.
Ovvero, manca una riflessione (che personalmente trovo dovrebbe essere fondamentale) sulla curiosa capacità umana, sulla tendenza umana a selezionare quando percepire o quando restare letteralmente cieca di fronte al dolore altrui e di come questa tendenza venga modellata dalle potenti forze della cultura e del conformismo sociale, che decidono quasi arbitrariamente come e quando gli interruttori dell'empatia vadano attivati o debbano restare spenti; e di come, soprattutto, questa tendenza abbia generato, a mio avviso, le peggiori tragedie nella storia dell'homo sapiens, vuoi per i conflitti spesso sanguinosi sorti tra le diverse configurazioni della percezione dell'empatia, vuoi per le persecuzioni volte contro le minoranze sociali e culturali, persecuzioni rese possibili non da un'ipotetica cattiveria dei persecutori, ma proprio dalla suddetta configurazione di cui sopra.
Si tratta di un "male", questo, di una produzione storicamente abbondante di sofferenza, che ancora richiede spiegazioni approfondite e definitive. Il libro in esame, ahimé, non fornisce grandi contributi al riguardo.
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