Una storia d'orrore soprannaturale, d'amicizia e d'amore travolgente, ambientata tra le barricate della Parigi comunarda e le fabbriche della Londra vittoriana. Un protagonista fuori dal comune, Karl Marx, nel pieno d'una depressione esistenziale dovuta al fallimento della rivoluzione europea del 1848 e alle miserie dell'esilio. Un giovane in cerca di verità sulle orme del padre suicida e una ragazza anticonformista che si batte per l'emancipazione della donna. Sono questi gli ingredienti principali di "Sangue e plusvalore", una storia incredibile che s'incastra perfettamente tra gli eventi storici noti colmandone gli interstizi ignoti. Il verificarsi di incidenti raccapriccianti e di fenomeni anomali in uno stabilimento produttivo spingono il filosofo e il suo giovane segretario a intraprendere un'avventura fatta di travestimenti, sopralluoghi notturni, scioperi, agguati, morti violente e fughe precipitose. Nel fuoco della lotta contro creature da incubo, Marx mette a dura prova le sue stesse teorie in un contesto straniante dove in gioco sono la vita e la morte.
Una introduzione a Karl Marx incredibile, sul serio. Divertente. Originale. Acuta. A malincuore, però, fatico a definirlo un bel romanzo. È lo script di un filmaccio horror di serie B. "Gore" è un aggettivo che troppo di rado riesco ad usare ma che qui calza a pennello. Tutte queste caratteristiche messe insieme lo rendono un libro difficilmente consigliabile ma che personalmente me lo ha fatto piacere da impazzire.
Che meravigliosa cavolata! Dopo aver visitato la tomba di Marx a Londra e aver scoperto che il filosofo è diventato anche protagonista involontario di molte opere di finzione letteraria sto cercando di recuperarle. Qui smettiamo per un attimo di combattere il capitalismo . Lasciata però da parte la trama fantastica ci troviamo in un'ambientazione storica ben circostanziata, che ammicca alla classe operaia e all'emancipazione femminile., come testimonia l'interessante bibliografia finale.
Parte bene ma finisce così così, prendendo dopo metà libro una piega splatter che non mi è piaciuta. Lo stile è piacevole ma qualche dialogo (penso per esempio ad alcune esclamazioni soprattutto di Marx) mi sono sembrate troppo moderne per gli anni attorno al 1850.