Mark Rothko è uno degli artisti piú importanti e amati dello scorso secolo; le sue opere, potenti e misteriose, continuano ad affascinare milioni di persone, che dietro il malinconico segreto di quei colori nudi e impuri intravedono il travaglio esistenziale che agita il cuore di ogni essere umano. È lo stesso travaglio di un'esistenza che ha attraversato il Novecento, impastata coi suoi traumi e le sue conquiste, che in queste pagine Annie Cohen-Solal fa rivivere con il piglio vivace di un grande e avvincente romanzo.
«Un ammirevole sforzo per rinchiudere in una cornice di senso un'esistenza complicata e travagliata». «The Washington Post»
«In un racconto prezioso e dettagliato della vita di Mark Rothko, Annie Cohen-Solal sostiene con convinzione che la migrazione e l'esilio influenzarono l'arte davvero pionieristica del pittore». «Publishers Weekly»
Nato Marcus Rotkovitch a Dvinsk, nell'Impero russo, Mark Rothko emigrò all'età di dieci anni negli Stati Uniti. E nel nuovo mondo portò con sé la propria educazione talmudica e i ricordi dei pogrom visti con gli occhi di bambino. Ma sarebbe poi stata l'esperienza dello sradicamento e dello stigma di immigrato, a diventare il motore della sovversione estetica che l'artista imprimerà nel cuore della società moderna. Celebrato come pioniere dell'astrattismo già negli anni Cinquanta, non si accontentò mai di un punto di arrivo formale. Infatti, non smise mai di cogliere prima e meglio di chiunque altro il senso di spaesamento di un mondo sempre sull'orlo del baratro. Basta pensare all'austerità oscura della Rothko Chapel, forse la sua opera piú maestosa e compiuta, inaugurata nel 1971 a un luogo di meditazione che sembra essere emanazione stessa delle angosce e del bisogno di speranza in un'era cupa. Della ricerca ostinata di Rothko ai confini dell'arte, del suo pensiero politico, del senso del sacro, che cosa rimane nel 2026, se non l'invito dell'artista ad andare avanti, a procedere fra tragedia e speranza, per tentare a ogni costo di riparare il mondo?
Annie Cohen-Solal ci svela in queste pagine tutte le sfaccettature di quella che è forse la personalità artistica piú rilevante del Ventesimo secolo, che fu anche un intellettuale a piú dimensioni, politicamente impegnato, la cui aura spirituale va compresa attraverso le radici profonde della sua storia personale.
Annie Cohen-Solal is an academic and writer. For ever, she has been tracking down interactions between art, literature and society with an intercultural twist. After Sartre: A Life (1987) became an international success, she became French cultural counselor in the US, where she held her position from 1989 to 1992.
In New York, Cohen-Solal’s encounter with Leo Castelli led her to shift her interest to the art world. In the frame of a manyfold project which was to become a social history of the US artist, she published Painting American (2001); Leo Castelli & His Circle (2010); New York-Mid Century (2014), with Paul Goldberger and Robert Gottlieb; Mark Rothko (2013). In 2013, she became special advisor at the Ecole Normale Supérieure for the Nuit Sartre ; in 2014, general curator of Magiciens de la terre 2014 at the Centre Pompidou, publishing Magiciens de la terre : retour sur une exposition légendaire, with Jean-Hubert Martin. As a professor, she has held positions at Tisch School of the Arts (NYU), École des Hautes Études en Sciences Sociales, University of Caen, École Normale Supérieure in Paris, the Freie University of Berlin, and the Hebrew University of Jerusalem. She is working on curating exhibitions for the Rijks Museum in Amsterdam, the Musée Picasso and the Musée de l’Immigration in Paris. She will soon lead, alongside Jeremy Adelman, the “Crossing Boundaries” workshop at the CASBS (Stanford University). Born in Algiers, Annie now lives between Paris and Cortona.