Al di là dell’Atlantico, dove Colombo è sparito senza mai tornare, c’è un nuovo la Terra Murata. Un continente coperto da un unico, infinito labirinto di Stanze.
Anno 1528. Durante il rientro dall’ultima missione tra le infinite Stanze della Terra Murata, la Compagnia della Rondine viene attaccata e dispersa. Il Capitano Bartolomeo Surian deve trovare un modo per rintracciare Giovanna, rapita da un misterioso avventuriero, e Diego, che si è smarrito nelle Cantine. Ma le porte sono ostili, i sentieri innumerevoli, e il viaggio verso Sud si riempie sempre più di insidie, maraviglie e pericoli.
Tra predatori colossali, Miracoli, Figure in processione, pellegrini, pagani e cavalieri, nella Terra Murata si tesse una ragnatela che rischia di stritolare Bartolomeo e i suoi compagni, intrappolati da un ragno che gioca con le fondamenta stesse del Nuovo Mondo. Per sopravvivere, i tre mercenari saranno costretti ad affrontare le soglie che hanno chiuso dentro se stessi, e trovare il modo di attraversarle.
Perché breve è la vita di chi calca le Case conoscendo ciò che desidera, ma non ciò di cui ha davvero bisogno.
[I romanzi della serie TERRA MURATA sono ambientati in un'ucronia weird fantasy che mescola elementi storici e fantastici, backrooms e religione, dungeon crawler e rinascimento, in un connubio raffinato e perturbante di avventura e speculazione]
Francesco Corigliano, TERRA MURATA - LA SINISTRA DI DIO, Lethal books
La compagnia si separa, questo ci dà modo di seguirli uno per uno e magari di scoprire qualcosa di loro, del passato e dei fantasmi che li tormentano. Bartolomeo, Diego, Giovanna. Presi singolarmente diventano uomini, lottano per la vita, riscoprono sé stessi e non sempre la scoperta è piacevole. Quasi mai, in verità. Una donna abbandonata per cause di forza maggiore, desiderata come unico scopo di vita. Ma non sarà qualcosa di simile a un'ossessione? Un padre burbero da accontentare. Ma la vera natura del mercenario non sarà più venale di quanto si possa pensare? L'incubo di consorelle assassinate. Ma forse anche abbandonate? Tre persone vere ne incontrano altre che le separano, le riuniscono, le mettono a confronto con i lati più bui della loro personalità. Anche i personaggi secondari hanno un fascino inquietante: il Medico (il mio preferito), il francese... Quindi romanzo introspettivo? Magari di formazione? Niente del genere. Azione, avventura, ritmi serrati da togliere il fiato. Tanto che viene il dubbio che l'avventura estrema e fantastica sia l'aspetto più evidente dell'opera, più che il weird o il dark fantasy. Figure, miracoli, Stanze infinite. Ci si può anche disorientare a un certo punto, perché quando si ha l'illusione di conoscere qualcosa della Murata, arriva una nuova stupefacente creatura a ostacolare il cammino e riempire di meraviglia. Forse un po' troppo, lasciatemi fare questa critica, che però è minuscola perché tutto è funzionale a tessere il racconto, che sempre coerente non fugge mai all'attenzione del lettore (ben allenato ed esigente, s'intende). Tre cose mi hanno affascinato più delle altre. Le elenco così, senza descrizioni perché ogni sillaba spoilerata può intaccare il piacere della lettura: il Re dei ratti, la Stanza di San Giuda, San Giovanni Decollato. Corigliano dimostra un'immaginazione senza limiti, ben incanalata da una salda tenuta narrativa che compone un affresco complesso, dai particolari infiniti: una geografia labirintica, personaggi profondi e una storia che, udite udite, non termina qui... La Compagnia della Rondine, per una volta, dovrà collaborare con altri "eroi". Una saga, questa della Murata, che non si può abbandonare. Voglio sapere di Colombo, della costruzione delle Stanze, dei misteri delle creature che le popolano e soprattutto delle figure sacre storpie e mutilate. Terminare questo libro è un po' come arrivare in fondo a un banchetto di matrimonio: sono saturo, esplodo... Però, per il dolce, c'è ancora un posticino.
La Compagnia della Rondine torna in una nuova avventura nella labirintica Terra Murata. Separati in seguito a un'imboscata, Bartolomeo, Diego e Giovanna si trovano persi tra gli infiniti corridoi e stanze del continente, dedalo concreto che fa da specchio a quello mentale, fatto di rimpianti, vizi e traumi mai affrontati, che i tre dovranno affrontare prima di riunirsi.
La maggiore lunghezza del libro rispetto al primo volume fa sì che ci sia molto più spazio per la caratterizzazione e l'introspezione dei protagonisti, e se Le Campane della Salvezza giocava molto più sul sense of wonder, la Sinistra di Dio prende ciò che era già stato consolidato per raccontare una storia dentro la Terra Murata, e non sulla Terra Murata.
Corigliano non delude. Se già il precedente vi era piaciuto, qui troverete il vostro pane.