Laura Pepe smonta e rimonta i racconti sulla città austera e un'immagine da sempre idealizzata o strumentalizzata, soprattutto a partire dalla fine del XVIII secolo. Paolo Mieli, "Corriere della Sera"
L'analisi di Laura Pepe si basa su una profonda conoscenza delle fonti e dei più recenti studi relativi alle istituzioni, ai costumi e alla cultura della celebre città del Peloponneso. Sergio Valzania, "L'Osservatore Romano"
Che cosa sappiamo di Sparta? Città guerriera, popolata di eroi programmati per combattere a difesa della patria senza temere la morte. Società dove il singolo non conta di fronte alla comunità. Soprattutto, Sparta è l'antitesi di se questa è la culla della democrazia, della filosofia, della poesia, della libertà, Sparta è la roccaforte dell'oligarchia, città senza cultura, austera ed essenziale. Ma è davvero così? Questo libro prova ad andare oltre lo stereotipo.
Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene. Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un'altra storia, tutta da raccontare.
Interessante trattazione dei principali tratti della società spartana - quelli per intenderci più resistenti e tramandati dai comuni manuali di storia ma amplificati anche da ulteriori prodotti culturali, quali film, modelli politici, comune parlare, immaginario collettivo - utile per comprendere come la storia, in assenza di fonti materiali, e tramandata inoltre solo attraverso fonti letterarie straniere, produca pericolose mistificazioni. A fine lettura si ha un quadro più equilibrato su educazione, figure femminili, legislazione e partecipazione alla politica, lontano dal fuorviante binomio antitetico Sparta-Atene che tutti ben conosciamo. Impronta didascalica, chiarezza espositiva, accessibile a tanti.
"Sparta”, di Laura Pepe; edizioni Laterza; Isbn 978-88-581-5516-5.
Cosa sappiamo veramente di Sparta? Questa la premessa dalla quale parte questo Saggio.
Esso cerca di dare delle risposte organiche in tal senso, là dove se ne sente un gran bisogno; mentre infatti sappiamo tutto di Atene, non siamo altrettanto informati sulla storia, sulla sorte, la cultura e la società della sua più grande antagonista che, tra l’altro, fu anche quella che fra le due prevalse nella Guerra del Peloponneso (431 – 404 a. C.) segnando la fine della supremazia ateniese a proprio vantaggio e che mantenne fino alla battaglia di Leuttra (371 a.C.) che, a sua volta, sancì il passaggio alla dominazione tebana.
Sparta fu quindi fra le grandi potenze dell’epoca, ma, contrariamente alla sua principale rivale, Atene, per la quale sono disponibili ampie testimonianze culturali ed archeologiche, non ha lasciato evidenti tracce di sé nemmeno nel paesaggio.
A dire il vero, pure sul piano culturale e sociale, seppure Sparta abbia lasciato numerosi aneddoti, indizi, storie e leggende, non esiste un “corpus” rilevante di fonti dirette, ovvero, prodotte da personaggi spartani. Infatti, quasi tutto ciò che si sa di questa gloriosa città è stato riportato e prodotto da terzi, spesso con l’obiettivo esplicito di effettuare confronti e soprattutto contrapposizioni rispetto alla rivale ateniese con il dubbio quindi che risultino piuttosto parziali, Gli spartani invece hanno detto pochissimo di sé; “laconici” fino in fondo quindi!
Il saggio di Laura Pepe è la dimostrazione di come sia possibile mantenere un livello di contenuti accessibile al pubblico non specialista, senza per questo rinunciare al rigore espositivo e metodologico. Con "Sparta", Pepe riesce nel proposito di offrire al grande pubblico un'immagine di Sparta non inquinata da stantii luoghi comuni (che peraltro ridimensiona). Il ricorso costante alle fonti sostiene questo progetto senza per questo gravarlo di derive - pardon - accademico erudite che avrebbero scoraggiato i lettori meno attrezzati. Molto interessante il paragrafo sulla fortuna dell'immaginario spartano nel Novecento che forse avrebbe meritato uno sviluppo più ampio. L'apparato di note è discreto e funzionale, come del resto i rimandi bibliografici.