Un libro piacevole, scorrevole, ancora un po’ acerbo sotto alcuni punti di vista. Avrei preferito un editing più preciso, in compenso rimane molto buona l’idea del caso (ho risolto sia colpevole che movente che luogo eheh) e l’ambientazione. Il richiamo a Cluedo è efficace e divertente, e Laurie sembra genuinamente tenero nonostante le apparenze. C’è spazio di crescita per l’autrice!
Immaginate il calore che una bella tazza di tè caldo vi darebbe in una freddissima giornata d'inverno, unita al dolce di un bel biscotto al cioccolato. Ecco, per me, Il caso Tudor Hall è stato questo: un grande abbraccio, ma soprattutto, un grande ritorno a tutto quello con cui sono cresciuta, dai gialli di Agatha Christie alle partite a Cluedo insieme a mia mamma.
Cecily Keaton ha chiuso coi misteri. Questo è quello che cerca di ripetersi, almeno fino a che non riceve un invito ad una festa esclusiva organizzata dal signor Black, un rinomato attore, nella sua villa. Attirata dall’enigmatico carisma dell’uomo, Cecily decide di seguire il profumo dei guai… e alla fine sarà il mistero a trovare lei, nelle sembianze di un omicidio e di una fatale partita a Cluedo.
Il punto fortissimo di questo romanzo sono i suoi personaggi. Con la maestria di una vera giallista, Cecilia delinea ciascuno con una particolarità, un dettaglio, che lo rende indimenticabile nella mente del lettore. Per non parlare del rapporto tra Cecily e Jasper: una fiducia che non nasce dal nulla ma che viene costruita pian piano, un equilibrio precario che si trasforma in sintonia solo nel momento in cui entrambi decidono di aprire la propria anima all’altro. Nelle insicurezze di Cecily, nel suo rapporto di odio e amore con il mistero, ho rivisto tanto di me, di quella ragazzina che si sentiva strana quando a scuola apriva “Dieci piccoli indiani” al posto di una qualunque altra storia. Ma Cecilia ha saputo come guarire questo timore con le sue parole. E non riuscirò mai a esprimerle tutta la mia gratitudine per questo.
Cecilia tesse la tela di un mistero, ma allo stesso tempo indaga nel profondo delle contraddizioni dell’umano, con la sua penna moderna e ironica, fedele alla tradizione ma pronta a giocare con i canoni di quest’ultima. “Il caso Tudor Hall” è un inno alla vita e alle scelte di ognuno prima che alla morte, ma soprattutto, è una grande lettera d’amore sincero al genere giallo. E per questo e mille altri motivi, non ho potuto che lasciare che mi parlasse e diventasse, pagina dopo pagina, una delle mie storie del cuore.
Grazie Cecilia. Ti prometto che non smetterò mai di giocare 💌
Mi ero già appassionata alla storia quando ancora il libro era in fase di stesura, ma leggero mi ha fatta innamorare di questa storia. La scrittura è scorrevole, ti immerge completamente tra le pagine del libro, rendendo la lettura coinvolgente dall’inizio alla fine. I protagonisti sono ironici, geniali e intelligenti e queste sono caratteristiche sempre apprezzate che rendono i personaggi ancora più interessanti e piacevoli da seguire. Il mistero sembra inizialmente spiegato e servito su un piatto d'argento, ma più si legge e più si capisce quanto in realtà sia fitto e ingarbugliato. E solo le menti più brillanti saranno in grado di risolverlo. Detto questo, non vi resta che varcare i cancelli di Tudor Hall e lasciarvi trascinare nel mistero!
Un perfetto closed circle mystery che mi ha catturata all’istante con un gruppo di sospettati in una tenuta macabra quanto affascinante, nella piovosa estate scozzese. Avevo un sospetto fin dall’inizio, ma, come direbbe Cecily Keaton, senza tutti gli elementi e il movente non si può davvero dire di aver risolto il caso. Ho apprezzato molto anche il rapporto tra lei e Hargrave, forse avrei voluto qualche momento in più tra loro (i muffin al cioccolato non mi bastano!!) ma capisco anche che avrebbe rischiato di distogliere da quello che è il cuore del libro, cioè il mistero. La scrittura di Cecilia è spontanea e autentica, e si sente tutta la passione dietro questa storia. Non vedo l’ora di leggere la prossima avventura!