La bellezza dei Fae è una menzogna. La loro eternità, un parassita. La Corte dell’Oblio Dorato regna su un equilibrio innaturale, alimentato da un ciclo di linfa umana che non può essere interrotto. Mentre un’antica maledizione stringe il tempo, e il sovrano esige ciò che gli è dovuto, il sangue ha bagnato la terra nello stesso momento per due anime diverse. Un battito sincronizzato che ha incrinato le fondamenta di un ordine secolare. Soraya, segnata da cicatrici. Tristan, un Lord ignaro della propria, difettosa, natura fatata. Un furto la rende sua serva. Ma è un vincolo profondo quanto le radici a legarli.
Perito chimico ma solo su carta, perché alla tavola periodica ho sempre preferito quella rotonda di Re Artù.
Con qualche misurino di pazienza, quantità elevate di perseveranza, il tutto mescolato all'ingrediente base: La forza di volontà, l'esperimento meglio riuscito è stato sicuramente la realizzazione di un romanzo.
Quanto può pesare il giudizio degli altri sul modo in cui impariamo a guardarci allo specchio? 𝘋𝘢𝘭 𝘴𝘢𝘯𝘨𝘶𝘦 𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 di Serena Palombo è un dark fantasy con elementi romantasy che costruisce la propria forza su atmosfera, identità e trasformazione.
La storia segue Soraya, una ragazza cresciuta lontano dai privilegi, ai margini di un mondo che sembra aver già deciso chi lei debba essere. Convive con cicatrici che non sono soltanto fisiche, ma anche emotive: segni che la rendono diversa agli occhi degli altri e che finiscono per condizionare anche il modo in cui lei stessa si percepisce. La sua esistenza cambia quando una verità inattesa incrina tutto ciò che credeva di sapere: dietro la sua vita semplice si nasconde infatti un legame antico con una stirpe dimenticata, con una magia che scorre nel sangue e con un potere che altri sono pronti a reclamare. Da qui si apre un intreccio fatto di mistero, eredità e destino, dove il confine tra il mondo umano e quello soprannaturale si fa sempre più sottile.
Soraya è una protagonista che colpisce proprio per la sua complessità. È forte ma fragile, fiera ma segnata da insicurezze profonde. All’inizio tende a nascondersi, quasi a proteggersi da uno sguardo esterno che l’ha sempre fatta sentire sbagliata, ma il suo percorso narrativo la porta lentamente a uscire dall’ombra e a confrontarsi con il peso della verità, delle scelte e di ciò che porta dentro di sé.
Accanto a lei emerge Tristan, figura che introduce una componente romantica costruita soprattutto sulla tensione emotiva, sulla diffidenza e su un’attrazione che cresce in modo graduale. Il loro rapporto si sviluppa lentamente e si intreccia bene con la componente fantasy, senza mai sovrastarla.
Ciò che rende interessante questo romanzo è proprio il modo in cui mescola suggestioni fiabesche, elementi dark e introspezione. L’atmosfera è cupa, simbolica, a tratti quasi sospesa, e la narrazione insiste molto sulle emozioni, sulle ferite e sul peso delle eredità familiari.
Alla fine resta una domanda sottile ma potente: quando scopri che il tuo destino è già scritto nel sangue, sei disposto ad accettarlo… o a combatterlo?
“Dal sangue e dalla terra” è una lettura che si muove soprattutto sull’atmosfera e sull’evoluzione emotiva dei personaggi più che su una sequenza continua di azione. Il ritmo iniziale è piuttosto graduale e costruito attraverso descrizioni ricche e suggestioni simboliche, una scelta narrativa che permette al mondo del romanzo di emergere lentamente, quasi stratificandosi pagina dopo pagina. All’inizio richiede un po’ di immersione, ma proprio questo approccio rende l’ambientazione più solida e coinvolgente. Una volta entrati nella storia, infatti, diventa difficile smettere di leggere perché il mistero e le rivelazioni iniziano ad intrecciarsi sempre di più, creando una tensione narrativa che cresce con naturalezza.
È una lettura che probabilmente piacerà soprattutto a chi ama i fantasy con una forte componente psicologica e relazionale. Il romanzo non punta soltanto sulla costruzione del mondo o sull’azione, ma dedica molto spazio alla crescita della protagonista e al modo in cui il suo passato, le sue paure e le sue scelte influenzano tutto ciò che accade intorno a lei. L’evoluzione di Soraya diventa così il vero centro emotivo della storia, accompagnando il lettore lungo tutto il romanzo in un percorso di scoperta e trasformazione.
Anche le dinamiche tra i personaggi sono costruite con una certa gradualità. Il rapporto con Tristan, in particolare, si sviluppa attraverso piccoli gesti, tensioni sottili e momenti di silenzio che rendono la relazione più credibile e meno immediata rispetto a molti romance fantasy. Proprio questa costruzione lenta contribuisce a creare una tensione emotiva costante che accompagna la trama principale.
Dal punto di vista stilistico Serena Palumbo utilizza una scrittura molto visiva e ricca di dettagli, capace di evocare immagini precise e atmosfere dense. Le ambientazioni non sono semplicemente uno sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione e spesso assumono un valore quasi simbolico. Questo contribuisce a creare un’atmosfera dark e fiabesca che richiama alcune suggestioni delle fiabe più cupe, reinterpretate però in una chiave fantasy contemporanea.
La presenza di più punti di vista rende la narrazione più dinamica e permette al lettore di comprendere meglio le motivazioni dei diversi personaggi. Questo aiuta anche a costruire una rete di relazioni e conflitti che rende il mondo narrativo più sfaccettato. I personaggi secondari non restano sullo sfondo, ma contribuiscono attivamente alla crescita dei protagonisti e all’evoluzione della storia.
Personalmente l’ho trovato un libro coinvolgente, capace di mescolare fiaba oscura, magia e crescita personale in modo interessante, lasciando spazio a temi come identità, appartenenza e sacrificio.
Dopo aver letto in beta reading "Una Voce nel Regno del Silenzio", non vedevo l'ora di leggere il nuovo Romantasy dell'autrice.
Qui abbiamo sì, una profezia e sì, una maledizione, ma con un twist Disneyano, concedetemi il termine.
Soraya è rimasta nel quadrato di terra di suo padre Eldrich, severo ma giusto, con la dolce compagnia del loro fidato cane.
Ma alla ragazza quel poco esplorare non le va stretto, visto che sta per raggiungere la maggiore età; così un giorno decide di intrufolarsi a un ballo, travestendosi per non essere riconosciuta, e là, sotto la luna splendente, ha potuto ballare con l'uomo più affascinante e peculiare mai visto in vita sua.
Peccato che i fili del fato vadano contro questo idillio, e portino i destini sia di Soraya che del ormai svelato principino viziato Tristan Ashbourne a scontrarsi. Quel fuoco che aleggia nelle vene della fanciulla è lì, pronto ad esplodere pur di non restare intrappolata in un'altra prigione - dorata, nulla da dire - ma che la vede costretta a non poter tornare alla sua vita precedente, con le persone a cui vuole un mondo di bene.
Dentro le mura della tenuta, nuova casa/reclusione, apprende informazioni che mai sarebbero dovute entrare in suo possesso, che porta alla domanda più cruciale: ⁉️ Perché risiedono nell'abitazione di uno sconosciuto, e perché suo padre non le ha detto nulla della sua storia familiare?
Una storia di intrecci, intrighi politici e soprattutto di segreti che possono ferire più di un pugnale. E credetemi, qui dentro il dolore non mancherà a mostrarsi🔥
Non vedo l'ora di leggere altro di Serena, e spero vivamente mi faccia sclerare come i suoi ultimi due lavori✨
Dovete sapere che La Bella e la Bestia è il mio film Disney preferito, quindi non potevo assolutamente lasciarmi scappare questo retelling.
Ma non aspettatevi la solita storia.
Qui la “bestia” è lei, e il tutto è reso ancora più affascinante da un mondo fantasy, con personaggi magici e da un destino segnato fin dalla nascita dei due protagonisti.
Posso solo dire che mi è piaciuto moltissimo. Mi ha tenuta incollata alle pagine e l’ho finito in due giorni.
La storia tra i protagonisti si sviluppa lentamente: all’inizio è quasi odio, tensione pura… ma tranquilli, lui cede abbastanza infetta. Lei, invece, è l’osso duro.
Come sempre, Serena scrive con quel tocco fiabesco che mi fa impazzire. E la cura delle edizioni? Semplicemente sublime.
La storia che Serena ci racconta è una versione dark e inversa della bella e la bestia, con alcuni elementi aggiuntivi che la rendono più interessante ancora. Abbiamo una maledizione di cui i protagonisti non sanno nulla e ne vengono a conoscenza piano piano, abbiamo un personaggio femminile deciso e coraggioso la cui bellezza viene deturpata da terribili cicatrici, uno maschile che vive la sua vita ignaro di cosa si nasconda sotto la sua pelle e un tocco importante di dark che caratterizza il tutto. Lo svolgimento della trama è ben calibrato, le informazioni sono ben gestite e rilasciate mano a mano permettendo al lettore di entrarci senza essere subissato di informazioni. Alcuni dettagli vengono inseriti casualmente e senza avere un riflettore puntato sopra, facendo poi la sua comparsa più avanti rivelandosi importanti. Ho amato molto come l’alchimia in alcuni punti sia stata fondamentale e che alcuni legami con fiori, piante e la natura in generale sia stata molto ben integrata e che ha reso alcune parti molto interessanti. I personaggi sono ben descritti e hanno una crescita calibrata e intrigante. Purtroppo però non ho empatizzato molto con quasi nessuno di loro – tranne il cane di Soraya, che mi ha fatto prendere certi infarti – ma posso dire che le loro storie e i loro caratteri si intrecciano bene, creando alcune scene molto belle, ma non solo, anche con innovazione sotto alcuni punti di vista, creando una storia che richiama la bella e la bestia, ma che appare comunque originale nel suo intento. Alcuni colpi di scena riferiti ad alcuni personaggi, più che ad eventi, mi hanno colpita molto, anche se qualche ridondanza ha depotenziato alcuni di loro, ma solo perché già utilizzati – un vero peccato. Un viaggio in una versione diversa di una storia classica, tra intrighi, scoperte e oscurità. Recensione estesa sul blog sakuraribooks.it, anche su instagram e tiktok
Serena Palombo firma un retelling della Bella e la Bestia che scava nel profondo. La scelta di rendere la protagonista, Elowen, una figura segnata da cicatrici fisiche e dal segreto del suo sangue Fae, è magistrale. Il trope dei Fated Mates qui viene elevato dal legame temporale (nati lo stesso giorno), creando una connessione che va oltre il semplice romance: è una necessità della trama stessa. Le ambientazioni sono descritte con una precisione quasi sensoriale: sembra di percepire il freddo delle foreste e l'odore della terra. Un libro perfetto per chi cerca un fantasy romance adulto, atmosferico e capace di ribaltare i cliché del genere. Consigliatissimo!