Un romanzo di narrativa contemporanea, familiare e introspettivo ma soprattutto profondamente sensoriale, in cui memoria, famiglia, identità, radici e rinascita si intrecciano a una storia ricca di sentimenti e segreti del passato. Una storia che parla del bisogno di conoscere le proprie radici per comprendere meglio chi siamo e trovare, talvolta, la forza per ricominciare L’ atmosfera creata riesce a coinvolgere il lettore pagina dopo pagina. Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è sicuramente l’ambientazione. Bellissime le descrizioni, l’autrice riesce a ricostruire il piccolo paese siciliano in maniera così vivida da dare quasi l’impressione di camminare realmente tra le sue strade. I muri screpolati, il canto delle cicale, lo scirocco che porta nei vicoli l’odore del mare e il profumo del pane appena sfornato contribuiscono a creare un’atmosfera calda, avvolgente e sospesa nel tempo. Ma il luogo più affascinante rimane sicuramente l’Antica Drogheria Campisi, che diventa quasi un personaggio della storia. Tra chiodi di garofano, cannella e altre spezie, ogni profumo sembra custodire un ricordo e riportare alla luce qualcosa che appartiene al passato. Le descrizioni sono talmente evocative che sembra quasi possibile percepire profumi e sapori insieme ai protagonisti. I personaggi sono ben caratterizzati, Felice rappresenta il legame con la memoria e le tradizioni del paese, mentre il forestiero, arrivato per scoprire la storia della madre, intraprende un viaggio alla ricerca delle proprie origini. Le verità che scoprirà lo aiuteranno a comprendere meglio sé stesso e a guardare con occhi nuovi al futuro. Il testo è suddiviso in capitoli dove i dialoghi non sono molti ma prevale la parte narrata che dà ampio spazio alle descrizioni, senza però rendere la narrazione pesante o eccessivamente lenta Lo stile dell’autrice è poetico, elegante ma allo stesso tempo semplice e scorrevole..
RECENSIONE COMPLETA SUL MIO PROFILO INSTAGRAM @bookstagrammer24