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Non ti fidare

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Dopo la morte della madre, sulla soglia dei trent'anni Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. La famiglia si è trasferita quando Stella era adolescente e a Buenos Aires non sono più tornati. Insegna geografia alle scuole medie e, come forma di ribellione contro la rigida educazione familiare, nel tempo libero si dedica a incontri a pagamento con pochi, selezionati clienti. Niente sembra poter turbare i suoi piccoli riti, fino al giorno in cui il padre scompare e due poliziotti le chiedono di presentarsi l'indomani in commissariato. La verità di fronte a cui verrà messa la protagonista è quella di molti ragazzi nati negli anni della dittatura militare in Stella è figlia di due giovani oppositori passati per il centro clandestino di tortura dell'Esma, la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada. Serve solo un esame del suo Dna per dimostrare che il colonnello Carnevale non è suo padre. Si può continuare ad amare il padre che ti ha cresciuto ma che ha contribuito alla morte dei tuoi veri genitori? Non ti fidare è un romanzo che affronta a cinquant'anni di distanza la storia dei nipoti di Plaza de Mayo, uomini e donne nella cui identità è scritto un pezzo della storia del continente americano, un romanzo che interroga sulla profondità di emozioni e sentimenti in un tormentato rapporto padre-figlia. "Quando lavoravo in Argentina mi sono imbattuto in una storia simile. Quella ragazza mi io non ripudio nessuno, quest'uomo resta mio padre." Claudio Fava

149 pages, Kindle Edition

Published March 13, 2026

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Claudio Fava

20 books4 followers

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Profile Image for Francesca Minonne.
8 reviews12 followers
April 25, 2026
Non ti fidare racconta una storia potente e dolorosa: quella dei figli dei desaparecidos, strappati alle loro madri durante la dittatura argentina e cresciuti nelle famiglie dei militari, dentro una menzogna totale.

Stella scopre che l’uomo che ha sempre chiamato padre è un criminale. Che la sua identità è stata costruita su una menzogna. Che la sua vita non è quella che credeva.

La scrittura di Fava è scorrevole, il libro si legge velocemente e senza fatica. Però, arrivata alla fine, mi è rimasta una sensazione di vuoto, come se mancasse qualcosa di fondamentale.

Il problema principale, per me, è la semplificazione. Tutto succede troppo in fretta: dall'arresto alla conclusione dell'iter passano in tutto un paio di settimane. Tra l'analisi del DNA, la notifica dei risultati e l'inizio del dibattimento in aula, addirittura pochi giorni, un tempo che nella realtà giudiziaria e scientifica sarebbe impossibile, ma che nel romanzo serve a mantenere un ritmo da thriller. Ma un arco narrativo così compresso rende poco credibile soprattutto la trasformazione emotiva della protagonista.

Davvero si può odiare in pochi giorni chi ti ha cresciuto? Davvero si può accogliere così velocemente una nuova “verità” senza un crollo più profondo?

A questo si aggiunge un’altra cosa che mi ha colpito molto: nessuno dice a Stella se, in tutti quegli anni, qualcuno l’ha mai cercata.

E invece è un punto fondamentale.

Perché Stella non può comprendere davvero cosa significhi essere stata rubata alla nascita se non sa che, da qualche parte, qualcuno ha passato una vita intera a cercarla. Senza questa consapevolezza, la sua storia resta monca, priva di quella dimensione umana e collettiva che dà senso a tutto.

Il mancato riconoscimento per strada tra Stella e la nonna viene presentato come un momento lirico, ma stride con la realtà di donne che hanno passato la vita a studiare ogni dettaglio fisico dei possibili nipoti

In generale, il libro sembra dare per scontato che il lettore conosca già il contesto storico. La dittatura, i desaparecidos, il sistema dei bambini sottratti vengono solo accennati, senza un vero approfondimento. Anche il riferimento ai movimenti di ricerca delle famiglie resta vago, quasi sullo sfondo, quando invece è una parte centrale di questa storia.

Va detto che, però, il finale è coerente con la mia sensazione, la ribellione di Stella a un sistema che ha fretta di fare giustizia ma non di capire è credibile ma non basta a colmare quella sensazione di incompiuto.

Non ti fidare è un libro che potrebbe essere importante per il tema che affronta, ma che resta un passo indietro rispetto alle sue potenzialità.
Si legge, coinvolge, ma non scava davvero fino in fondo dove dovrebbe.

Per chi fosse interessato al tema, altri libri da leggere sono Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel, I vent'anni di Luz, Il Mio Nome E' Victoria, Argentina 1976-2001. Filmare la violenza sotterranea. Con due sceneggiature scritte con Lara Frender: Garage Olimpo e Figli/Hijos
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