Pensierosa, Libera spense la tivù e sali in camera a cambiarsi. Nonostante stesse cercando di tenere Iole lontana dal caso, non poteva negare di essere a sua volta interessata, e non per semplice curiosità. Quella donna, Mimma Arrigoni, faceva ormai parte della sua vita, che lei lo volesse o meno.
Lavorava fianco a fianco con Gabriele.
Aveva cercato di dividerla da lui.
Chissà che cosa provava il commissario, sapendola in pericolo? Non le era sfuggito il suo sguardo cupo ripreso dalle telecamere.
Stretta nell'accappatoio, i capelli bagnati, Libera sedette sul letto e afferrò il cellulare. Avrebbe avuto tanto da dirgli, ma faticava a trovare le parole. A volte, davanti a lui, si sentiva timida come un'adolescente al primo appuntamento. Scrisse e cancellò almeno cinque volte il messaggio prima di inviarglielo: «Ti va di cenare da te, stasera? Ti preparo qualcosa di caldo.»
L'amore, per lei, era sempre passato dalla cucina.
Dovunque fosse, il commissario le rispose nel giro di pochi istanti, con un «sì» senza aggiunte né commenti.
«Ma ce la farai a liberarti?»
«Per te, sempre.»
3,5 ⭐️ I casi dei delitti del casello con la Miss Marple del Giambellino ormai sono pane per i miei denti. Questo è l’undicesimo della serie, devo dire carino ma non così azzeccato come il penultimo. Surprise verso la fine , come sempre, per lasciare il lettore in suspense fino al prossimo…