What do you think?


La perfezione dei finali imperfetti
Sarah ha appena compiuto cinquant’anni e vive immersa in una routine di piccoli rituali e gesti di cura, caratterizzata da un’insolita i «compimenti». Nella casa di riposo dove lavora, capita di continuo che un anziano muoia prima di finire un puzzle, un lavoro a maglia o un romanzo giallo. Così, con amorevole premura, è Sarah a comporre le tessere rimanenti, a sferruzzare i punti mancanti o a leggere ad alta voce gli ultimi capitoli davanti alla tomba del defunto. Quei finali sono per lei un atto di generosità, ma forse anche una via di fuga da un passato doloroso, dal rapporto tormentato con il padre, da segreti mai confessati. Come se la necessità di concludere le vite degli altri le servisse a non dare mai inizio alla propria. Eppure adesso qualcosa sta per cambiare. L’incontro con Mehmet, il fiorista del quartiere, apre un primo spiraglio tra il profumo dei fiori, le tazze di tè condivise e strani rituali legati al numero tre, Sarah trova finalmente una connessione umana che non credeva più possibile. E quando la vicina di casa le affida il figlio Bastian per poter restare accanto all’altra figlia malata, la piccola Alberte, in lei nasce una nuova consapevolezza. A differenza degli anziani, infatti, i bambini hanno davanti a sé un’intera esistenza e la loro storia è tutta da scrivere, non da concludere. Forse per Sarah è arrivato il momento di riprendere in mano anche la sua, di vita. Di fare pace con il passato senza pretendere un finale perfetto e di aprirsi alla promessa di nuove gioie ed emozioni, qualunque cosa il futuro le riservi.
Una storia intensa e commovente che parla di perdite e di seconde occasioni, di famiglie sbagliate e di nuove famiglie possibili, e di come la vita – anche quando sembra interrotta – trovi sempre la forza di ricominciare.
Una storia intensa e commovente che parla di perdite e di seconde occasioni, di famiglie sbagliate e di nuove famiglie possibili, e di come la vita – anche quando sembra interrotta – trovi sempre la forza di ricominciare.
298 pages, Kindle Edition
Published April 8, 2026
About the author
Kim Andrea Brofeldt
7 books24 followersKim Andrea Brofeldt debut was Bogen om hjemmefødsel in 2003 and wrote her first novel novel, Afslutninger, in 2023.
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
September 4, 2026
Un romanzo bellissimo, non ho dato 5 stelle perché la scrittura è secondo me un po’ frammentaria, ma la storia ne meriterebbe 6.
Sara ha 50 anni e lavora in una RSA. La sua missione ( personale e segreta) è portare a termine ciò che gli ospiti, morendo, lasciano incompiuto: un libro, un puzzle o anche semplicemente un caffè da bere. Ciò che apparentemente sembra un vezzo o una mania ha invece radici profonde, dato che Sara fin da piccola ha assistito a morti improvvise che hanno tagliato vite importanti, a partire dal suo adorato cane…
Attraverso l’alternanza presente passato si ricostruisce l’esistenza di questa donna segnata da ferite profonde e da un grande spirito combattente.
Figura preferita Memhet, il fioraio che incontra e che la accoglie e Mette, compagna di un padre drogato e alcolista.
Sara ha 50 anni e lavora in una RSA. La sua missione ( personale e segreta) è portare a termine ciò che gli ospiti, morendo, lasciano incompiuto: un libro, un puzzle o anche semplicemente un caffè da bere. Ciò che apparentemente sembra un vezzo o una mania ha invece radici profonde, dato che Sara fin da piccola ha assistito a morti improvvise che hanno tagliato vite importanti, a partire dal suo adorato cane…
Attraverso l’alternanza presente passato si ricostruisce l’esistenza di questa donna segnata da ferite profonde e da un grande spirito combattente.
Figura preferita Memhet, il fioraio che incontra e che la accoglie e Mette, compagna di un padre drogato e alcolista.
May 9, 2026
Il romanzo di una vita devastata che supera la nevrosi in cerca di un riscatto.
Assegno 4 stelle - e non il massimo - semplicemente per la presenza di un finale tronco che avrebbe potuto avere uno sviluppo più narrativo e gradevole per il lettore.
Assegno 4 stelle - e non il massimo - semplicemente per la presenza di un finale tronco che avrebbe potuto avere uno sviluppo più narrativo e gradevole per il lettore.
August 19, 2026
Trama piacevole, con molti risvolti sorprendenti. Non eccezionale la scrittura, un po' banale e poco intensa.
April 23, 2026
Cosa succede quando passiamo la vita a concludere le storie degli altri per non affrontare la nostra?
La perfezione dei finali imperfetti è un romanzo delicato e profondamente umano che conquista fin dalle prime pagine.
La trama ruota attorno a Sarah, una donna che vive in una routine fatta di gesti silenziosi e rituali quasi invisibili, tra cui spiccano i suoi “compimenti”: piccoli atti di cura con cui porta a termine ciò che altri, ormai scomparsi, non hanno potuto finire. Questo elemento originale non è solo narrativamente affascinante, ma diventa anche il cuore simbolico del libro, riflettendo il bisogno di controllo e la difficoltà di affrontare il proprio passato.
I personaggi sono costruiti con grande sensibilità. Sarah è complessa, fragile ma anche capace di una tenerezza disarmante. Mehmet, il fiorista, introduce una luce nuova nella sua vita. Anche i bambini, Bastian e Alberte, portano una dimensione diversa, rappresentando il futuro e la possibilità, contrapponendosi al mondo degli anziani che Sarah è abituata ad accompagnare verso la fine.
Gli ambienti sono intimi e raccolti: la casa di riposo, la casa di Sarah, il negozio di fiori. Luoghi quotidiani che l’autrice trasforma in spazi carichi di significato emotivo, dove ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera calda e malinconica.
Lo stile di scrittura è elegante, fluido e profondamente evocativo. Brofeldt riesce a raccontare il dolore e la speranza con una leggerezza rara, senza mai cadere nel sentimentalismo eccessivo. Le immagini sono vivide, i dialoghi naturali e il ritmo narrativo accompagna il lettore in modo coinvolgente ma mai forzato.
Il messaggio del romanzo è potente e universale: non esistono finali perfetti, ma è proprio nell’imperfezione che si nasconde la bellezza della vita. Imparare a lasciare andare il passato, accettare ciò che non si può controllare e trovare il coraggio di iniziare qualcosa di nuovo sono i temi centrali di una storia che emoziona profondamente.
È un libro che parla al cuore, ideale per chi ama le storie introspettive, i personaggi autentici e le narrazioni che sanno toccare corde intime senza alzare la voce.
La perfezione dei finali imperfetti è un romanzo delicato e profondamente umano che conquista fin dalle prime pagine.
La trama ruota attorno a Sarah, una donna che vive in una routine fatta di gesti silenziosi e rituali quasi invisibili, tra cui spiccano i suoi “compimenti”: piccoli atti di cura con cui porta a termine ciò che altri, ormai scomparsi, non hanno potuto finire. Questo elemento originale non è solo narrativamente affascinante, ma diventa anche il cuore simbolico del libro, riflettendo il bisogno di controllo e la difficoltà di affrontare il proprio passato.
I personaggi sono costruiti con grande sensibilità. Sarah è complessa, fragile ma anche capace di una tenerezza disarmante. Mehmet, il fiorista, introduce una luce nuova nella sua vita. Anche i bambini, Bastian e Alberte, portano una dimensione diversa, rappresentando il futuro e la possibilità, contrapponendosi al mondo degli anziani che Sarah è abituata ad accompagnare verso la fine.
Gli ambienti sono intimi e raccolti: la casa di riposo, la casa di Sarah, il negozio di fiori. Luoghi quotidiani che l’autrice trasforma in spazi carichi di significato emotivo, dove ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera calda e malinconica.
Lo stile di scrittura è elegante, fluido e profondamente evocativo. Brofeldt riesce a raccontare il dolore e la speranza con una leggerezza rara, senza mai cadere nel sentimentalismo eccessivo. Le immagini sono vivide, i dialoghi naturali e il ritmo narrativo accompagna il lettore in modo coinvolgente ma mai forzato.
Il messaggio del romanzo è potente e universale: non esistono finali perfetti, ma è proprio nell’imperfezione che si nasconde la bellezza della vita. Imparare a lasciare andare il passato, accettare ciò che non si può controllare e trovare il coraggio di iniziare qualcosa di nuovo sono i temi centrali di una storia che emoziona profondamente.
È un libro che parla al cuore, ideale per chi ama le storie introspettive, i personaggi autentici e le narrazioni che sanno toccare corde intime senza alzare la voce.
August 25, 2026
Ci sono persone che non sopportano le cose lasciate a metà.
Sarah è una di queste. Quando qualcuno muore nella casa di riposo in cui lavora lasciando un libro aperto, un puzzle incompleto o un lavoro a maglia senza il suo ultimo punto, lei sente di dover intervenire. Di prendere quel filo interrotto e portarlo fino alla fine.
Li chiama compimenti.
Forse perché ogni cosa incompiuta è una piccola assenza. Forse perché terminare ciò che gli altri hanno lasciato sospeso è più semplice che guardare tutto quello che, nella propria vita, non si è mai avuto il coraggio di iniziare.
Sarah ha cinquant’anni, un passato che continua a chiederle conto di ciò che è stato e un presente in cui procede con la cautela di chi non sa bene dove mettere i piedi. Intorno a lei, però, arrivano persone capaci di spostare qualcosa: di regalarle coraggio, possibilità, piccole epifanie.
Perché forse siamo bravissimi a chiudere i cerchi degli altri e molto meno capaci di attraversare le nostre stesse linee spezzate. Rimaniamo sospesi, a metà tra ciò che avremmo voluto essere e ciò che ancora potremmo diventare.
E allora Sarah scopre che non tutto deve necessariamente avere una conclusione perfetta. Che ci sono crepe che non si ricompongono, errori che non si cancellano e passati con cui si può soltanto imparare a convivere. Ma anche che dalle imperfezioni, proprie e altrui, può filtrare qualcosa.
Forse la vita non è fatta per essere completata con ordine, come un puzzle o l’ultima pagina di un romanzo. Forse è fatta per essere ricominciata, ogni volta che troviamo il coraggio di farlo.
Una storia dolce e malinconica, piena di belle immagini e riflessioni, che però non è riuscita a convincermi del tutto.
Sarah è una di queste. Quando qualcuno muore nella casa di riposo in cui lavora lasciando un libro aperto, un puzzle incompleto o un lavoro a maglia senza il suo ultimo punto, lei sente di dover intervenire. Di prendere quel filo interrotto e portarlo fino alla fine.
Li chiama compimenti.
Forse perché ogni cosa incompiuta è una piccola assenza. Forse perché terminare ciò che gli altri hanno lasciato sospeso è più semplice che guardare tutto quello che, nella propria vita, non si è mai avuto il coraggio di iniziare.
Sarah ha cinquant’anni, un passato che continua a chiederle conto di ciò che è stato e un presente in cui procede con la cautela di chi non sa bene dove mettere i piedi. Intorno a lei, però, arrivano persone capaci di spostare qualcosa: di regalarle coraggio, possibilità, piccole epifanie.
Perché forse siamo bravissimi a chiudere i cerchi degli altri e molto meno capaci di attraversare le nostre stesse linee spezzate. Rimaniamo sospesi, a metà tra ciò che avremmo voluto essere e ciò che ancora potremmo diventare.
E allora Sarah scopre che non tutto deve necessariamente avere una conclusione perfetta. Che ci sono crepe che non si ricompongono, errori che non si cancellano e passati con cui si può soltanto imparare a convivere. Ma anche che dalle imperfezioni, proprie e altrui, può filtrare qualcosa.
Forse la vita non è fatta per essere completata con ordine, come un puzzle o l’ultima pagina di un romanzo. Forse è fatta per essere ricominciata, ogni volta che troviamo il coraggio di farlo.
Una storia dolce e malinconica, piena di belle immagini e riflessioni, che però non è riuscita a convincermi del tutto.
September 8, 2026
Autrice: Kim Andrea Brofeldt
Partita a rilento con una protagonista, Sarah, all’inizio fin troppo sfiduciata e ripiegata su se stessa, questa storia sa come far ricredere il lettore. Superato lo scoglio iniziale, il romanzo rivela una profondità rara, scavando a fondo nel peso del senso di colpa, quella zavorra che ci blocca anche per cose che non dipendono da noi. Scritto con una maestria impeccabile, è un libro che fa riflettere ed emozionare. Consigliatissimo!
Voto: 4/5 ⭐
Partita a rilento con una protagonista, Sarah, all’inizio fin troppo sfiduciata e ripiegata su se stessa, questa storia sa come far ricredere il lettore. Superato lo scoglio iniziale, il romanzo rivela una profondità rara, scavando a fondo nel peso del senso di colpa, quella zavorra che ci blocca anche per cose che non dipendono da noi. Scritto con una maestria impeccabile, è un libro che fa riflettere ed emozionare. Consigliatissimo!
Voto: 4/5 ⭐
September 16, 2026
Il meccanismo con cui si intrecciano i piani temporali e le notizie che servono per ricostruire la vita della protagonista è perfetto! Certo poteva non eccedere nelle "imperfezioni" di questa vita storta, che diventa dritta solo da un certo momento in poi (l'imperfezione dello zio demente se la poteva risparmiare e il libro non avrebbe perso il suo valore). Il finale resta un po' fumoso, mentre doveva essere - seguendo il titolo - perfetto!
June 7, 2026
Insapore.
June 18, 2026
Vorrei leggere soltanto libri così che quando leggi l'ultima pagina ti lasciano la nostalgia dei personaggi.
June 21, 2026
Libro molto intenso con una storia originale. Il romanzo si alterna fra passato e presente,si parla di perdite e di seconde occasioni e nella ricerca del finale perfetto!!Complimenti all'autrice.
June 30, 2026
Una bella sorpresa, scorrevole e di piacevole lettura.
July 28, 2026
Spesso le nostre ferite ci costringono e ci limitano, bloccando il naturale e vivo fluire della vita.
Questo libro è un meraviglioso inno a farsi avanti, a non nascondere sotto il tappeto i sassolini (o pietre) ma a romperli, sgretolarli, rendendoli sabbia e permettendoci di far defluire la vita nelle nostre vene.
Questo libro è un meraviglioso inno a farsi avanti, a non nascondere sotto il tappeto i sassolini (o pietre) ma a romperli, sgretolarli, rendendoli sabbia e permettendoci di far defluire la vita nelle nostre vene.
May 7, 2026
Narrazione intrecciata tra presente e passato. I legami familiari complicati di una donna sin dalla tenera infanzia, si svelano le cose non dette, i perché di alcune scelte. Trama avvincente e originale. Lettura estremamente piacevole e godibile.
October 12, 2026
Impossibile non innamorarsi della protagonista.
La delicatezza del racconto e la sua prorompenza escono dalle righe e entrano nel cuore.
La delicatezza del racconto e la sua prorompenza escono dalle righe e entrano nel cuore.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews






