A Pineta, il paese sul litorale pisano nato dalla fantasia di Marco Malvaldi, i Vecchietti del BarLume sono ormai un’istituzione. Nell’arco di una vita intera, hanno maturato un notevole capitale di arguzia e di intelligenza, e tra risate beffarde, motteggi graffianti e intuizioni investigative sopraffine, sono diventati rappresentazione fantastica di una vera antropologia. Una rappresentazione innestata su una struttura gialla e con un andamento comico, che nei racconti – genere in cui prevalgono i dialoghi, la vitalità della scena e la singolarità della situazione – trova il suo distillato. 'L’uomo vestito di arancione' raccoglie sei racconti gialli usciti nelle antologie a tema. Ognuno presenta una situation comique con crimine.
«È nei racconti che si vede maggiormente il rapporto dei miei protagonisti con il tempo che passa e con i vecchi ricordi che riaffiorano. Ma, soprattutto, è nei racconti che probabilmente si vedono meglio i rapporti umani tra i protagonisti». Marco Malvaldi
«È nei racconti che si vede maggiormente il rapporto dei miei protagonisti con il tempo che passa e con i vecchi ricordi che riaffiorano. Ma, soprattutto, è nei racconti che probabilmente si vedono meglio i rapporti umani tra i protagonisti». Marco Malvaldi
Beh, potremmo dire che ha già detto tutto lui su questa sua raccolta di racconti, sei per l’esattezza, che recuperano il quartetto originario dei vecchietti del barlume e li rispolverano quei dialoghi sagaci, un po’ offensivi, irriverenti, che hanno caratterizzato i primi romanzi del BarLume. C’è molta nostalgia in questi racconti, si percepisce il tempo che passa inesorabilmente e il tentativo, forse un pochino maldestro, di rifugiarsi nel passato per salvarsi dal futuro che incombe.
Di sicuro, la scrittura di malvaldi non delude mai, è scorrevole e leggera senza mai esser banale, ironica e sarcastica senza perdere nulla in simpatia. E tra le pagine lo senti, quell’accento pisano che colora tutto il mondo che vive intorno a Pineta (e non solo).