Sulla soglia di questo saggio, denso di fatti e rapido di passo, Arrigo Petacco ha posto un esergo: "Quando comincia una guerra la prima vittima è sempre la verità. Quando la guerra finisce le bugie dei vinti sono smascherate, quelle dei vincitori diventano Storia". È quasi un'epigrafe, un memento utile per chi si appresta ad attraversare leggendo anni tumultuosi e a volte confusi, coperti prima dal segreto militare e poi, nel dopoguerra, dalla cortina fumogena della "versione ufficiale". Il secondo conflitto mondiale, scoccato all'insegna della guerra-lampo (Mussolini disse a un timoroso Badoglio: "La guerra finirà in fretta. Io ho solo bisogno di un certo numero di morti per sedere al tavolo della pace"), si sarebbe invece trascinato per anni, scatenando in Italia quella che ormai viene quasi da tutti considerata una guerra civile. Ma, ci ricorda Petacco, bisogna evitare ogni ricostruzione consolatoria: gli italiani non furono vittime innocenti, gettate nel tritacarne bellico da un megalomane Duce. Ci fu un'intera classe politica, militare, economica e intellettuale che prima acclamò Mussolini e poi, una volta prossimi alla fine, lo spacciò come unico responsabile del disastro; e anche il popolo minuto, gli operosi cittadini del fascio, furono parte attiva di questa epopea e di questa disfatta.
Lo avevo già letto moltissimi anni fa, l'ho riletto ora - comprato come regalo. E' un'ottima sintesi, generale ma ben ragionata e ricca di particolari, del fatidico periodo 1940-45 e illustra in maniera più che sufficiente per il pubblico generalista la catastrofica gestione della guerra da parte del regime fascista, l'assoluta impreparazione generale, l'invasione alleata, la caduta del fascismo e la guerra civile.
Continuo a essere convinto che, senza la catastrofica decisione di portare il paese del tutto impreparato nel carnaio della guerra, Mussolini e il suo codazzo sarebbero rimasti al potere per svariati decenni - come i franchisti in Spagna. E che la leggerezza con cui l'Italia fu buttata al massacro in una guerra mondiale sia stata la più vergognosa, canagliesca e idiota azione fatta dal fascismo e da Mussolini - fra le tante che in quei decenni vennero fatte - e che debba ricadere come sitgma incancellabile su tutti i fascisti di ieri e su quelli di oggi quale segno di impresentabilità, stupidità e in generale somma derisione.
I centinaia di migliaia di italiani morti, militari e civili, a seguito di una scelta dettata dalla vanità e dal calcolo politico (completamente sbagliato) di un uomo e dal silenzio accondiscendente di molti altri, ricadono tutti sulle loro spalle nonché sulle teste di tutti i loro sciocchi e ignoranti estimatori, di allora e di oggi (ahimè, diversi, anche al governo, anche in ruoli istituzionali di primissimo livello).
Petacco è stato un ottimo divulgatore storico, generalmente equilibrato e dalla penna molto chiara e scorrevole. Lettura molto piacevole.