Per molti lagnarsi è più che un vezzo, una difesa: è ciò che sanno fare meglio perché lo hanno imparato fin dall'infanzia. Combattere questo atteggiamento vuol dire elaborare una nuova grammatica quotidiana, avviare una piccola rivoluzione cui Paolo Crepet dà il suo contributo in queste pagine. E dimostra come educare alla felicità, quella autentica - da non confondere con la gioia effimera - dovrebbe essere il compito primario di ogni adulto e di ogni insegnante. Così i bambini cresceranno più forti e meno ricattabili, e i ragazzi saranno più liberi.
Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, è un esperto nel campo della ricerca sul tentato suicidio, dell’epidemiologia psichiatrica e della psichiatria sociale.
Il libro è un polpettone di pensieri e argomenti, spesso anche sconnessi tra loro, che a volte lasciano un po' perplesso per quanto repentinamente si abbandoni un argomento per aprirne uno nuovo. Tuttavia mi sento di consigliarlo perché comunque gli spunti sono interessanti e aprono a riflessioni molto utili.
Imparare ad essere felici non è facile, per nulla. Riconoscere i propri limiti e capire cosa ci piace davvero, cosa vogliamo realizzare e impegnarci è il punto di partenza. Questo libro prova ad affrontare questi argomenti, lancia dei suggerimenti. Piacevole e discorsivo, un saggio ben scritto.
Lettura sicuramente interessante, ottimo spunto per riflessioni sulla vita e sulla morale. In alcuni punti il lettore troverà l'autore un po' presuntuoso e saccente, ma non deve dare peso alle sue (forse) provocazioni. Questo risulterà essere un esercizio di ascolto di opinioni diverse o atteggiamenti non condivisi. Consiglio il libro a chi ha voglia di mettersi in discussione.
Ho apprezzato molto questo libro, stimo molto Paolo Crepet, mi è sono piaciuti molto i capitoli brevi e con un lessico semplice, ti fa entrare subito e capire per bene il concetto anche sulla base di sue esperienze. Lo consiglio, mi è stato molto utile soprattutto perché anch'io sto cercando la mia felicità.
E che cosa è la felicità se non una parola che contiene in sé l'idea del sogno, del coaching, dell'utopia,dell'orizzonte? Ovvero nulla che assomiglia al quieto vivere o, peggio, alla rassegnazione. #quote