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L'economia della paura: Perché conservando si arretra
Negli ultimi vent'anni, un crollo finanziario sistemico, una pandemia globale senza precedenti e un inasprimento dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno scosso il mondo. L'inizio del secondo mandato di Donald Trump ha reso lo scenario internazionale ancora più instabile, eppure le politiche economiche italiane sembrano andare avanti come se niente fosse. Nonostante l'urgenza, i governi si guardano indietro, seguendo le orme di chi è venuto prima. Nulla viene cambiato. Ma conservare significa ripetere gli errori del passato, soffocare slanci e innovazioni concrete, in altre arretrare. Le sfide che l'Italia deve affrontare sono nuove e richiedono soluzioni coraggiose e inedite, in grado di invertire la rotta della decrescita e sradicare l'immobilismo. Veronica De Romanis mostra che questo circolo vizioso è alimentato dall'economia della paura, una strategia bipartisan che fa leva sui timori della popolazione - la guerra, lo straniero, il cambiamento - per mantenere lo status quo. Nemici, veri o immaginari, si trovano sempre. Le conseguenze sono prevale una «Repubblica delle tribù» dove ognuno guarda al proprio tornaconto e protegge i privilegi di sempre, rinnegando qualsiasi proposta che possa metterli a rischio, anche quando la posta in gioco è molto più alta. A pagare il prezzo sono i giovani. L'economia della paura diventa così un alibi del potere, uno strumento di governo ingannevole che distrae dagli ostacoli che impediscono al nostro Paese di crescere. In questo saggio, con lucidità e schiettezza, Veronica De Romanis ci consegna il ritratto di un Paese immobile, chiamato ad agire in fretta per non collassare sotto il peso del proprio passato. Una lettura indispensabile per chi crede ancora nell'Italia del futuro, e per chi vuole capire da dove iniziare per cambiare le cose.
196 pages, Kindle Edition
Published March 17, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
April 13, 2026
Ho avuto la fortuna di avere la De Romanis come insegnante. La mia idea è che la sua dialettica sia superiore alla maniera di scrivere.
Detto questo, i dati sono dati e come tali vanno trattati. L'Italia è nel baratro e sembrerebbe quasi impossibilitata ad uscirne, per volontà propria.
Una disamina chiara sul perché continuiamo a trascinarci senza evolcerci, non è una lettura piacevole ma è assolutamente necessaria.
Grazie professoressa!
Detto questo, i dati sono dati e come tali vanno trattati. L'Italia è nel baratro e sembrerebbe quasi impossibilitata ad uscirne, per volontà propria.
Una disamina chiara sul perché continuiamo a trascinarci senza evolcerci, non è una lettura piacevole ma è assolutamente necessaria.
Grazie professoressa!
May 14, 2026
Dire state if the Italian economy 2026
Excellent read. Inescapable logic supported by well referenced evidence. De Romanis identifies the marginalized in society, the young, unemployed, women, undereducated, who are governed by politically astute tribes of elderly, wealthy males (like me). This book is a must read for the latter. My only criticism is the lack of proposals for solutions. Perhaps her next book.
Excellent read. Inescapable logic supported by well referenced evidence. De Romanis identifies the marginalized in society, the young, unemployed, women, undereducated, who are governed by politically astute tribes of elderly, wealthy males (like me). This book is a must read for the latter. My only criticism is the lack of proposals for solutions. Perhaps her next book.
July 23, 2026
Essendo io stessa uno dei “cervelli in fuga” che l’autrice menziona, ho apprezzato lo sforzo di riassumere cosa non funziona nel Paese e fare delle proposte per tirarlo fuori dal fosso in cui è rimasto incastrato, e allo stesso tempo non ho potuto far a meno di provare rabbia nel leggere alcuni passaggi. Non posso dire di aver trovato molte soluzioni che non ho già sentito, del resto il problema in questo caso è sempre stata l’inerzia, non la mancanza di idee.
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