Dopo lo straordinario successo di Il coraggio di non piacere e Il coraggio di essere felici, Ichiro Kishimi torna con un invito delicato e rivoluzionario a scegliere e coltivare legami che ci permettano di diventare pienamente chi siamo.
Quante volte ci sentiamo intrappolati in una versione di noi che non ci appartiene, schiacciati tra le aspettative degli altri e la paura del giudizio? Perché ci capita di dire di sì anche quando non vorremmo? Come mai è così difficile recidere legami tossici che consumano la nostra autostima? E da dove nasce l'inclinazione a costruire relazioni fondate sulla dipendenza? Sono domande profonde che, prima o poi, ciascuno di noi si trova ad affrontare.
In questo libro Ichiro Kishimi, autore del best-seller mondiale Il coraggio di non piacere, ci accompagna con saggezza e lucidità in un cammino illuminante che parte da un'intuizione tanto semplice quanto non abbiamo davvero compreso che cosa significhi essere connessi. Confondiamo il bisogno con l'amore, l'approvazione con il valore, l'attaccamento con la vicinanza autentica. E così finiamo per vacillare tra rapporti imposti, dinamiche disfunzionali e legami che ci trattengono, incapaci di costruire relazioni fondate sull'empatia, sulla fiducia reciproca e, quindi, sulla libertà.
Conformarsi all'ambiente esterno e alle richieste altrui, sacrificando i propri desideri, può sembrare una via rapida e diplomatica per evitare il conflitto. Ma il prezzo da pagare è la perdita della propria integrità. In famiglia, in amore, nel lavoro, arriva un momento in cui è necessario accettare il rischio di deludere le aspettative altrui, trovare il coraggio di disobbedire e rivendicare la propria indipendenza, il diritto di scegliere, il valore delle proprie decisioni.
Kishimi ci insegna che lasciare andare la dipendenza per fare spazio all'autonomia significa sciogliere ciò che ci trattiene e imparare a stare interconnessi senza annullarsi. Non per allontanarsi dagli altri, ma per ritrovare noi stessi.
Ichiro KISHIMI Philosopher, Adlerian psychologist and translator of English and German languages. Born in 1956.
M.A.in philosophy from Kyoto University. Director of the Japanese Society of Adlerian psychology. Former counselor at Maeda Clinic in Kyoto and has taught philosophy and ancient Greek at various institutions such as Kyoto University of Education and Nara Women's University.
He presently teaches educational psychology and clinical psychology at Meiji School of Oriental Medicine in Suita, Osaka. Kishimi now has his own private counseling office in Kameoka, Kyoto, and devotes his time to giving lectures on Adlerian Psychology and child education.
Statt des erwarteten Werks über menschliche Bindungen, Erziehung und Flucht in die Gemeinschaft bzw. Angst vor dem Alleinsein bekam ich ein unstrukturiertes Buch, das thematisch hin und her springt, ohne einem roten Faden zu folgen, und viel von Politik, Ethik und sogar Religion handelt. Die Stellen über Abhängigkeit sind interessant, aber rar.
Das Buch liefert, was der Titel verspricht. Nicht mehr oder weniger. Wessen Erwartungen hier nicht befriedigt werden, darf sich dahingehend selbst tiefergehend mit Aspekten der Individualpsychologie von Alfred Adler beschäftigen. Denn dieses ursprünglich für eine japanische Leserschaft verfasste Buch ist kein Fachwerk für ein akademisches Fachpublikum, sondern mit angenehm kurzen und verständlichen Essays und Abhandlungen versehene populärwissenschaftliche Literatur. Rückgriffe auf Erich Fromm, auf japanische und koreanische Philosophen und Theologen, sowie ausgewählte biografische Details des Autors enthalten. Schnell gelesen und einige Aha-Momente mitgenommen. Nebenbei Notizen machen empfohlen. Beschäftigung mit Alfred Adler empfohlen. Wem Freud zu verschroben und abgespaced ist, findet bei Adler interessante Konzepte. Over and out.