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Il mio corpo mi appartiene

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Un caso internazionale. La lotta per la libertà di una ragazza tunisina nella primavera araba.
La foto di Amina Sboui a seno nudo ha fatto il giro del mondo. Una ragazza tunisina di appena 18 anni si mostra così, con un messaggio tatuato sul ''Il mio corpo mi appartiene''.
È il 1 marzo 2013 e Amina, mettendo la sua immagine in rete, si fa portavoce del pensiero della sua generazione, dei giovani che come lei hanno partecipato attivamente alla Primavera più libertà in un paese ormai in mano agli integralisti islamici.
Questo gesto le costa quasi la prima viene segregata dai suoi stessi genitori, scandalizzati e timorosi che le conseguenze di un atto così eclatante si ripercuotano su tutta la famiglia; poi, dopo l'adesione al movimento delle Femen, finisce in prigione. Anche da dietro le sbarre Amina continua a battersi, in difesa delle detenute, sistematicamente percosse e angariate, e per la libertà di espressione. Ma una volta scarcerata, proprio in ragione della notorietà che la sua figura ha acquisito nel mondo, Amina non è ancora libera. Deve lasciare il suo paese, in Tunisia non le permetteranno di studiare e la famiglia teme ritorsioni.
Così si rifugia a Parigi e da lì decide finalmente di raccontare la sua storia, la storia di una ragazza divenuta simbolo della protesta con- tro ogni forma di dittatura militare o religio- sa, e anche di un sogno infranto, quello di chi, come lei, ha sperato che la Primavera araba portasse la vera democrazia.

160 pages, Kindle Edition

First published February 17, 2014

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Amina Sboui

2 books

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Il Salotto Irriverente - G. Biondi.
141 reviews2 followers
September 17, 2019
“Alcuni approvano il mio modo di manifestare e sono orgogliosi di me. Altri disapprovano la modalità della mia protesta, ma la rispettano e rispettano la mia libertà. Altri ancora sono del tutto contrari. Tra i giovani, c’è chi mi considera un simbolo di libertà, chi una puttana.”

Amina Sboui, nota anche come Amina Tyler è un’attivista tunisina, femminista e blogger di soli 19 anni. Era il 1 Marzo 2013 quando, studentessa di liceo, decise di diffondere su Facebook una sua fotografia a seno nudo accompagnata dallo slogan, quasi fosse un tatuaggio, “il mio corpo mi appartiene”. La foto di Amina, il suo gesto coraggioso e la sua voglia di non voler sottostare alle rigide regole del suo paese fanno il giro del mondo. Amina diventa così la portavoce di una generazione che reclama la libertà in un paese ormai in mano agli integralisti islamici.

La vita di Amina, dal momento in cui ha postato la sua foto su facebook, non è stata alquanto facile. Inizialmente fu segregata in casa dai suoi genitori , scandalizzati e timorosi che un atto eclatante come quello fatto da Amina potesse avere delle ripercussioni sull’intera famiglia. Fu costretta a prendere farmaci antidepressivi e a sottoporsi a sedute di esorcismo al fine di recuperare la fede.
Successivamente, dopo essersi recata nella città santa di Kairouan il 18 maggio 2013, giorno dell’annuale raduno pro Islam, viene arrestata per aver scritto Femen sulla parete del cimitero di fianco alla grande moschea. Un gesto fatto di impulso al quale neanche lei riuscirà a dare una spiegazione. Amina viene così accusata di profanazione di cimitero, detenzione di lacrimogeno , attentato al pudore, formazione di un gruppo finalizzato all’aggressione. Solo le prime due accuse risultano essere vere.
Nonostante la mobilitazione internazionale, trascorre in carcere 75 giorni, durante i quali si batte per denunciare i soprusi del sistema carcerario, le condizioni, le continue percosse e angherie che tutte le detenute sono costrette a subire. Amina radicalizzerà ancora di più il suo pensiero sulle questioni riguardanti la libertà e i diritti delle donne. Una volta fuori dal carcere, la sua “notorietà” la porterà a lasciare la Tunisia, poiché la sua “turbolenza” non è ben accettata e non le viene concesso di ritornare a studiare. Si rifugia così a Parigi, dove attualmente vive.

La storia di questa giovanissima ragazza, che a soli 19 anni rappresenta un simbolo per un’intera generazione è stata raccontata dalla stessa in un libro uscito a Gennaio 2015: Il mio corpo mi appartiene.
“Questo libro è la mia testimonianza. Una testimonianza rivolta alla mia generazione. Perché i giovani capiscano che non tocca solo ai vecchi lottare per cambiare le cose, per affermare che non si è mai troppo giovani per impegnarsi in prima persona.”

Il libro racconta come Amina entrò in contatto con le Femen e il perché del suo abbandono; i motivi che l’hanno portata a compiere un gesto eclatante in un paese che poco tollera l’emancipazione femminile; le violenze subite da piccola; il rapporto conflittuale con la madre; la sua trasgressione adolescenziale, gli amori e le amicizie; le speranze, la paura e la voglia di essere parte attiva del cambiamento; il femminismo e l’agnosticismo; la rivoluzione dei Gelsomini e la disillusione seguita alla restaurazione islamica del partito Ennahda.

Leggendo la sua storia ci si dimentica subito dell’età giovane di Amina, ci si ricorda dei suoi vent’anni solo quando ci si rende conto dell’impulsività che l’ha mossa. La forza, il coraggio, la convinzione con cui porta avanti le sue idee sono scritte nero su bianco sulle pagine del suo libro. Libro che, a primo impatto, può risultare essere scarno, poco dettagliato e superficiale; in realtà, senza inutili fronzoli, racconta le vicende e i sentimenti che hanno animato le azioni di una donna giovane desiderosa di apportare un cambiamento alla società, andando contro tutti anche a costo della propria vita. Un libro che sa essere forte nella sua semplicità, che riesce a lanciare un messaggio al mondo con onestà e sincerità. Un libro assolutamente da leggere!

“Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui non esiste la «nostalgia di casa» perché il mondo intero è la nostra casa. E a questo proposito: ebbene, sì, la Tunisia non mi manca. Mi capita invece di stare male perché delle persone vengono arrestate e io sono del tutto impotente. Sogno un mondo senza razzismo, senza omofobia, senza xenofobia, un mondo d’amore, senza frontiere… un mondo di pace, di musica. Un mondo che abbia per slogan: «Libertà, dignità, giustizia sociale», il mio slogan preferito durante la Rivoluzione tunisina. Innanzitutto perché in Tunisia bisogna ancora gridarlo forte e chiaro, visto che i cittadini non godono né di libertà né di dignità e la giustizia sociale non esiste. Ma anche e soprattutto perché questo slogan è universale e tutti noi possiamo sentirlo come nostro.”
Profile Image for Seli Ombre Angeliche.
351 reviews71 followers
March 4, 2018
Quando si tratta di storie vere io non so proprio resistere, mi affascinano sempre, qualunque sia l'argomento che trattano. Ho quindi ceduto al richiamo di questo breve romanzo, pubblicato poche settimane fa e tanto chiacchierato.. purtroppo non è stata la lettura che avevo immaginato, ma sarà complicato motivare la mia recensione, quindi chiedo scusa fin da subito per eventuali frasi e pensieri senza senso.
Premetto che, prima dell'uscita del libro, non conoscevo la storia di Amina, nonostante sia molto recente e abbia sollevato un gran polverone, quindi non ho seguito in diretta tutti gli eventi. Scopro e conosco per la prima volta Amina così, con questo suo libro.
Delle testimonianze è sempre difficile parlare, perché non ci si può prendere la libertà di giudicare una trama o dei personaggi.. si è semplicemente in balia degli eventi raccontati, punto e basta. E forse il mio errore, da accanita lettrice di storie vere, forti e drammatiche, è stato proprio quello di aspettarmi da queste poche pagine una storia che lasciasse il segno in modo prepotente, come di solito succede con i libri di questo genere.
La storia ha inizio il 1 marzo 2013 quando Amina, blogger tunisina di diciotto anni, pubblica su Facebook una sua fotografia a seno nudo, con poche parole dipinte sulla pelle: 'Fanculo la vostra morale. Come c'era da aspettarsi questo slogan, poco fine ma senz'altro d'impatto, ha avuto ripercussioni molto forti su di lei e sulle persone che le stavano intorno. Da quel momento in poi Amina racconta in che modo è cambiata la sua vita: la segregazione in casa da parte dei famigliari, il collegio, le fughe e, infine, la prigione. Una storia potente, quindi, che mira a sensibilizzare le persone su ciò che ai giorni nostri ancora accade alle donne, vittime di torture e crudeltà e spiega l'importanza di non voltare lo sguardo davanti a questi problemi.

Penso che la religione esista perché ci sono persone che ne hanno bisogno e si sentono rassicurate dall'avere delle regole di vita. Quando si dice a un bambino: se fai una sciocchezza verrai punito, non uscirai per una settimana, non guarderai la televisione.. quelle minacce lo mantengono sulla retta via. Be', la religione è la stessa cosa. I religiosi passano il tempo ad agitare le loro minacce, e la minaccia suprema è quella di finire all'inferno. Io invece penso che ci si debba comportare bene e fare scelte giuste perché ci si è forgiati una morale di vita.

Il problema è che, purtroppo, lo stile di Amina è talmente superficiale e adolescenziale che non ho avuto la sensazione di star leggendo una storia realmente importante.. non emoziona e non coinvolge, uno strano mix tra una cronaca e un tema scritto in classe.
Ho deciso di dargli la sufficienza perché non posso ignorare che l'argomento trattato sia estremamente importante e, soprattutto, quando leggo queste testimonianze cerco sempre di tenere a mente che non si tratta di un'invenzione e che non ho nessun diritto di giudicare una storia vera. È stata Amina a vivere sulla propria pelle tutto quello che racconta e penso che sia giusto portare rispetto per come, quando e con quale stile ha deciso di raccontare la sua storia.
Non posso però negare di esserne rimasta in parte delusa.. ho sentito la mancanza di qualcosa, di spirito e di sentimento forse, e questo non mi ha permesso di lasciarmi emozionare dalle parole di questa giovane femminista.
Non me la sento né di consigliare né tanto meno di sconsigliare questa lettura, credo che davanti ad un argomento del genere sia necessario lasciarsi guidare dal cuore e dall'istinto. Io purtroppo non sono riuscita a lasciarmi trasportare tra le pagine dalle parole di Amina, a volte troppo colorite e spesso eccessivamente infantili. L'ho trovata una lettura poco emozionante, ma innegabilmente interessante, che a modo suo riesce comunque a lanciare le giuste provocazioni in grado di far aprire gli occhi anche a chi non ha mai vissuto sulla propria pelle la paura di essere donna.
Profile Image for Calypso.
97 reviews
May 8, 2023
D'un caractère rebelle et libre, ce livre est à l'image de l'autrice et héroïne. Lieu: Tunisie. Bien qu'Amina n'ait pas toujours choisi le chemin le plus facile, sa vie est une réussite. Plus de gens devraient oser être libres
Bibliothèque d'esch sur alzette
Profile Image for Ily87.
12 reviews
February 3, 2015
Che dire di questo splendido libro se non che dovrebbe essere letto nelle scuole? Amina è una giovanissima tunisina che vive in prima persona gli eventi della Primavera Araba e ne è protagonista perché a soli 19 anni pubblica su Facebook una fotografia che la ritrae a seno scoperto, ma non solo. Sul petto si è scritta l'emblematica frase: Il mio corpo mi appartiene. Sì, perché nel mondo arabo sono in tanti quelli che denigrano la donna, considerata un oggetto alle dipendenze totali di un uomo. Non solo. La religione è vissuta in maniera totale, tutto ruota attorno a essa e chi si comporta in modo libero e indipendente da pregiudizi e dogmi viene condannato.
La coraggiosa Amina, per aver pubblicato quella fotografia, viene prima imprigionata dai propri genitori in casa sua, poi, una volta riuscita a fuggire, viene incarcerata.
Il romanzo-autobiografia di Amina mi è piaciuto moltissimo, ho ammirato il coraggio e l'intraprendenza di questa giovane, convinta delle sue idee di libertà (La Tunisia è un paese libero, le sue donne sono libere) e indipendenza da ogni pregiudizio derivato dai dogmi della religione.
Profile Image for Monica.
77 reviews4 followers
February 17, 2015
Un libro di non molte pagine, ma potente, nel suo messaggio, ci si riesce ad immedesimare in questa ragazza di solo 19 anni.
Un libro forte, che scandisce beh chiaro il suo messaggio al mondo, con onestà, sincerità, semplicità.
Amina, adoelscente tunisina, ragazza ribelle e che va controcorrente, racconta il periodo della sua vita in cui è venuta alla ribalta con alcuni gesti forti, postando una foto su fb, una sua foto a petto nudo con scritto sulla pelle "il mio corpo mi appartiene", un grido verso quella "dittatura" del suo paese, che reprime le libertà personali di tutti, specialmente delle donne.
Un gesto eclatante, che ha suscitato reazioni diverse: chi concorda con lei e si unisce al suo pensiero e alla sua lotta, chi non concorda ma la rispetta e rispetta il suo pensiero e chi non concorda in alcun modo.
In ogni caso una ragazza che ha è riuscita a far sentire al mondo la sua voce, che lotta per un mondo migliore, più giusto, senza dittature e pensieri unici.
Veramente una bella e piacevole lettura.
Consigliato.
Profile Image for Valeria ✨.
78 reviews17 followers
November 29, 2015
Un libro che mi ha insegnato tanto, sia sulla storia contemporanea di un paese che sembra così lontano a livello culturale, sia sulla vita di coloro che in terra tunisina sognano e si ribellano a favore di un futuro di libertà e pari diritti.
La storia di Amina è sorprendente: una persona che con il coraggio, forza di volontà, dei forti ideali e un pizzico di arroganza è riuscita a contribuire al cambiamento del proprio paese e ha dato voce ai problemi legati alla condizione femminile, divenendo uno dei simboli di questa ormai definita "primavera araba". Avendo avuto l'onore d'incontrarla e di stringere con lei un bel legame di amicizia, posso assicurarvi che è una ragazza come tante, che vive di libri, sogni e trasgressioni : non è perciò difficile immedesimarsi nella sua storia e rimanerne completamente affascinati dalla sua audacia.

Un libro che mi sento di consigliare a chiunque, che sia interessato o meno al femminismo, poiché la forza di Amina è un'universale fonte di ispirazione.
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