Ho conosciuto Benedetta a un corso di fotografia. Ci siamo subito trovate e mi ha raccontato delle sue poesie. A fine corso mi ha regalato la sua ultima raccolta. Benedetta scrive poesie facili, che arrivano dritte al punto, dritte al cuore. Con le parole crea immagini tangibili e immediate. Ho letto le sue poesie al mare ed è stato come essere cullata dalle onde.
"Più di metà dell’aurora" è la mia seconda lettura di Benedetta Vale, e dunque conosco già la sua poesia: una scrittura spirituale che non cerca ambiguità né profondità forzate.
In questa raccolta propone poesie molto brevi, quasi fossero momenti fugaci. Personalmente avrei desiderato che fossero più distesi. Tuttavia, questa sembra una scelta stilistica: anche l'immenso spazio bianco contribuisce a creare pause e a lasciare respiro al lettore. Magari è un invito anche alla condivisione e all'interazione con le poesie.
Proprio per questo, le poesie non chiedono una lettura veloce, ma piuttosto lenta e meditata, capace di coglierne le suggestioni e i piccoli spunti di riflessione.
Il linguaggio è semplice, anche se parla del mondo invisibile. Si tratta di una poesia chiaramente intimistica, centrata sull’io e sul rapporto con la natura. Tra testi descrittivi, altri più dichiarativi e altri ancora più lirici, si segue un percorso di autoscoperta e integrazione: per esempio nei temi come l’ombra, il buio e le ferite dell’amore.
Per i temi e il suo lessico, le sue poesie mi risultano come carezze e rivelazioni.
Le poesie preferite sono:
ROSE BLU COLORI DEL TEMPO HO SOGNATO UNA NOTTE DI STELLE AURORA
A chi volesse avvicinarsi alla sua scrittura, consiglierei anche la raccolta d’esordio, "E quel che resta del blu della notte", che ho già recensito qui. Anche per iniziare il suo viaggio poetico dalla notte all'aurora.
Vorrei aggiugere che la sua poesia non urla dolore ma evoca guarigione e fiducia nel processo.
Prima di finire, una citazione:
“la ferita sanguina ancora / non è mai finita”
"Cosa aspettarsi da questo cambiare inspiro il sole, espiro lunare la poesia è bellezza dal dolor procreare infinito donarsi lasciarsi curare."