Escono dalle quinte per poche, folgoranti battute. A volte condensano in pillole il significato del dramma. Soprattutto affermano una nuova visione del mondo, svincolata dal codice cavalleresco. Sono i personaggi minori di Shakespeare, di cui Nadia Fusini ci offre qui una rassegna originale e indimenticabile. Una ricca galleria di ritratti che ci permette di ammirare lo straordinario universo shakespeariano da una prospettiva inedita, quella della gente comune. Per poi capire che tutti, protagonisti e figure minori, sono mossi in ugual misura dalla mancanza che è al cuore dell'esperienza umana.
In Misura per misura il delinquente Bernardino si ribella al boia che lo vuole impiccare. Ha bevuto tutta la notte e non è pronto, non morirà quel giorno. A poco valgono le parole del frate (in realtà il duca Vincenzo), che lo giudica inadatto sia a vivere che a morire, lui vuole vivere e basta, e in una manciata di battute rivendica il diritto all'habeas corpus, in barba a qualunque codice d'onore. Similmente, in Tutto è bene quel che finisce bene, Parolles, al servizio di Bertram, il conte di Roussillon, lo tradisce senza pensarci due volte, pur di avere salva la vita. La gloria e il servizio non gli interessano. Con il suo voltafaccia segnala che i valori del mondo cavalleresco stanno tramontando per sempre, non solo per lui. Anche Angelica, la balia di Giulietta, ha le idee molto chiare, non sulla morte ma sull'amore, che per lei è una questione di corpi e di posizioni. C'è chi sta sopra e chi sta sotto. Chi comanda e chi obbedisce. Ma a volte l'ordine prestabilito si può sovvertire, e infatti, per aiutare la sua protetta, Angelica non esiterà a spadroneggiare sul padrone. Idee altrettanto nette su quali siano le cose importanti e su come funzioni il mondo le esprimono il portiere del castello di Macbeth, la cameriera di Desdemona nell'Otello, il giardiniere del Riccardo II e tutti gli altri personaggi minori che in queste pagine Nadia Fusini presenta al lettore con grande vivezza e incisività. Sono i cittadini moderni, uomini e donne nuovi, né buoni né cattivi, né eroici né nobili, tutti impegnati nella lotta per la sopravvivenza, che per qualche battuta rubano la scena agli aristocratici protagonisti e di lí a poco piú di un secolo saliranno alla ribalta letteraria, diventando i personaggi principali nella nuova forma di il romanzo. Ma intanto, nel teatro di Shakespeare, hanno un ruolo di apertura, sono l'elemento imprevisto, inatteso, che sospende l'azione per un intermezzo comico o meditativo e in pochi versi suggerisce un'alternativa, un'altra visione del mondo e della vita.
Scrittrice, critica letteraria e traduttrice italiana (n. Orbetello 1946). Laureata in Lettere Moderne all'Università di Lettere e Filosofia “La Sapienza” di Roma, successivamente ha approfondito i suoi studi sulla letteratura americana all'Università di Harvard, e sul teatro elisabettiano e Shakespeare presso lo Shakespeare Institute di Birmingham. Attualmente insegna Letterature comparate presso il Sum, Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, è docente dell'Istituto Freudiano e collabora alle pagine culturali de La Repubblica. Ha tradotto e commentato molti autori, tra cui V. Woolf, J. Keats, Shakespeare, S. Beckett, M. Shelley ed è autrice di diversi romanzi: La bocca più di tutto mi piaceva (1996), Due volte la stessa carezza (1997), L'amor vile (1999), Lo specchio di Elisabetta (2001), L'amore necessario (2008), Vivere nella tempesta (2016). È nota al grande pubblico e alla critica soprattutto per i suoi saggi sui temi del femminile e della sua identità, tra cui: Chi ha ucciso Anna Karenina? Inchiesta sugli omicidi bianchi nei romanzi dell'Ottocento (1974; nuova ed. 2024); Nomi. Dieci scritture femminili (1996), Donne fatali. Ofelia, Desdemona, Cleopatra (2005), Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf (2006), La figlia del sole. Vita ardente di Katherine Mansfield (2012), Hannah e le altre (2013), Una fratellanza inquieta. Donne e uomini di oggi (2018), María (2019), entrambi nel 2021 Maestre d'amore e Il potere o la vita. Tra i suoi lavori più recenti vanno citati, nel 2023, la raccolta di racconti Creature in bilico e il saggio sulla modernità La passione dell'origine.
Si entra nelle opere di Shakespeare un po’ dalla porta di servizio, attraverso personaggi minori che hanno un piccolo spazio, poche battute, magari la funzione di distacco o di intermezzo, ma che rivelano una significativa importanza e Nadia Fusini ha, in questo lavoro appassionato, la grande capacità di spalancare le porte all’intera opera e al pensiero dell’autore e a farci vedere come è ancora in grado di calarsi nel presente.
Un interessante e comodo catalogo che racconta un paio di dozzine di opere di Shakespeare da prospettive non comuni. Ha il sapore di un'amabile conversazione pomeridiana all'ora del tè, calda, interessante e anche un po' pettegola. Mi è piaciuto passare queste ore con la professoressa Fusini!