Otto racconti, otto percorsi che si illudono di seguire una direzione chiara e finiscono invece per smarrirsi. Un libro di destini che deragliano, di vite che scoprono - troppo presto o troppo tardi - che la precisione è un inganno.
Un bambino di otto anni decide di fuggire attraverso la buca delle ai suoi occhi il mondo, e la scrittura, prendono la forma di un viaggio che si apre sull'ignoto. Un adolescente magro e goffo cerca il riscatto nello sport, dal calcio al canottaggio, e scopre che il corpo non si addestra alla felicità. Un uomo adulto, ipocondriaco e ossessivo, si esercita quotidianamente alla propria fine, scomponendo la paura della morte in frammenti di osservazione e disciplina. E padri e figli, mariti e mogli, insegnanti e allievi si muovono in un paesaggio morale dove ogni buona intenzione si corrompe per eccesso di zelo, e la vita non è mai lineare ma un continuo fraintendersi, una pratica di deviazione. In ogni storia, la «retta via» appare per un istante, come un miraggio, un punto di equilibrio, di grazia, e subito scompare dietro la curva successiva. Con la sensibilità e l'ironia di chi sa osservare la vita da dentro le sue incrinature, Starnone compone un ritratto corale dell'errore come condizione umana, restituendo la vulnerabilità e la luce di esistenze che inciampano e, inciampando, trovano senso.
Domenico Starnone (Saviano, 1943) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano.
Ha collaborato e collabora a numerosi giornali (l'Unità, Il manifesto per cui è stato redattore delle pagine culturali) e riviste di satira (Cuore, Tango, Boxer), con temi generalmente improntati alla sua attività di insegnante di liceo.
Ha scritto con costanza su Linus, negli anni '70-'80.
Ha lavorato anche come sceneggiatore; film come La scuola di Daniele Luchetti, Denti di Gabriele Salvatores e Auguri professore di Riccardo Milani sono ispirati a suoi libri.
Il suo libro maggiormente apprezzato, Via Gemito, ha vinto il Premio Strega nel 2001.