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Un'ottima famiglia

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"Tore my shirt to stop you bleedin'... Na na na..." La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori "disastrosi" di Giulia, i Costa sono sempre stati un presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. Un'ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.

199 pages, Kindle Edition

Published April 14, 2026

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Stefania Andreoli

14 books96 followers

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5 stars
175 (21%)
4 stars
331 (40%)
3 stars
250 (30%)
2 stars
48 (5%)
1 star
4 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 71 reviews
Profile Image for Francesca.
22 reviews
April 20, 2026
Ammetto di essermi approcciata a questo libro con scetticismo. Nonostante la trama mi intrigasse, credevo che Andreoli stesse facendo un azzardo uscendo dal suo campo e scrivendo un romanzo. La mia opinione è cambiata dopo poche pagine, l'autrice si è rivelata una penna eccellente, ho divorato un capitolo dietro l'altro!
L'esperienza della psicoterapeuta con pazienti adolescenti è evidente in ogni pagina di questa storia e ha fatto sì che venissi catapultata indietro nel tempo, quando ero io una ragazza che guardava con sospetto e a volte anche con "sufficienza" gli adulti che si muovevano in un mondo fatto di apparenze e formalità.
Un'ottima famiglia non è solo un giallo, è un pretesto per riflettere su rapporti, emozioni e come ci muoviamo nel mondo.
Profile Image for Federica Muscaritoli.
7 reviews3 followers
May 20, 2026
It’s a no. Scusa Stefi.

Per me questo romanzo non ha in sé niente di quello che amo di lei: la sua capacità espressiva, il suo estro metaforico, la sua comunicazione sofisticata e popolare allo stesso tempo e sopratutto l’acutezza di ragionamento psicologico - come quando riesce ad annientare domande enormi nel ‘martedì delle parole’ con risposte secche, illuminanti e disarmanti.
Profile Image for Sara Selmi.
141 reviews3 followers
April 26, 2026
3,5
Dopo aver letto diversi saggi scritti dalla Stefi Andreoli, arriva Un’ottima famiglia, primo romanzo dell’autrice.

Racconta di cosa si può nascondere dietro l’illusione di una famiglia perfetta, raccontando di Filippo, Cristian e i loro genitori. Ma anche di Giulia, ed è proprio attraverso la sua voce e il suo punto di vista che seguiamo le vicende della famiglia Costa: all’apparenza una famiglia appunto “perfetta” finché non si iniziano ad analizzare diversi comportamenti e dinamiche in modo più approfondito e ampio, a seguito di una tragedia.

Sviscerando in retrospettiva le abitudini, i modelli educativi e le dinamiche della famiglia Costa, diventa sempre più evidente come il vuoto emotivo che può provare un figlio possa portare a esiti terribili. E spesso quel vuoto è la conseguenza di atteggiamenti all’apparenza banali, ma che banali non sono.

Interessante e agganciante, seppur molto breve.
7 reviews
April 24, 2026
Quattro stelline perché apprezzo sempre Stefania Andreoli e mi farei raccontare da lei anche la lista della spesa, so che avrebbe qualcosa di intelligente da dire al riguardo. Non sono abituata a leggere gialli e sicuramente parte della mia voglia di andare avanti era data dal voler scoprire chi era il colpevole (i miei sospetti si sono rivelati corretti hehe), premesso ciò io l’ho apprezzato. Alla presentazione a cui ho partecipato a Roma ha spiegato che parte del motivo per cui ha scelto il romanzo al posto del saggio era di arrivare a più persone possibili e spero ci riesca, io forse rimango fan del saggio però.
117 reviews
May 17, 2026
Primo romanzo di una psicoterapeuta che seguo abitualmente. Bello. Inquietante. Con un ritmo incalzante che cresce di pagina in pagina, si racconta di Giulia, ragazza di 16 anni, che si trova alla polizia dove viene interrogata come persona informata dei fatti a proposito di un tentato omicidio che si è svolto nella villa dei Costa, di cui lei è amica. Qualcuno, durante una festa, ha barbaramente accolyellato Filippo, il secondogenito di 8 anni, figlio di Alberto e Anna e fratello di Cristian coetaneo di Giulia. Giuli che non ha visto niente sa l’ero tante cose di questa famiglia che lei, figlia di genitori separati, litigiosi, imperfetti, invidia e ama a tal punto da desiderare di farne parte.
La prima parte del libro è l’interrogatorio, poi il processo..,
Scrittura lucida, ritmo serrato, fiato sospeso, altalena di ipotesi.
Bello bello
22 reviews
July 11, 2026
E brava Andreoli. Anch'io, come chi la conosce e la segue, ho iniziato il libro con un misto di curiosità e scetticismo. E invece è stata una lettura scorrevole, piacevole e rilassante, nonostante il fulcro intorno a cui ruota tutto il libro sia un evento tragico e un po' ansiogeno.
Due punti a sfavore: il linguaggio usato vuole essere quello di una ragazza di 17 anni, d'accordo, ma mi hanno dato fastidio i congiuntivi mancati, specie se in altri punti la stessa protagonista usa espressioni come "umore mefitico" e "bias di conferma".
L'altro aspetto è una sorta di "calando" che ho avvertito nell'ultimo capitolo. Come se fossi stata sospesa e desiderosa di continuare per tutto l'evolversi della vicenda e poi, proprio verso la fine, l'interesse sia scemato, è mancata quella tensione positiva che di solito accompagna l'epilogo di ogni romanzo.
Giudizio complessivo però ampiamente positivo.
Profile Image for Michela .
43 reviews1 follower
April 16, 2026
Illuminante, distruttivo e costruttivo: “Era un male che aveva preso le sembianze di un bene rassicurante e banale”.
Andreoli una garanzia, in tutto e per tutto.
Profile Image for Giulia Pirro.
33 reviews1 follower
May 13, 2026
Un libro che fa riflettere. Affronta tematiche e interrogativi attuali. Dott.ssa Andreoli non delude mai
Profile Image for Costy.
13 reviews1 follower
July 19, 2026
Racconta un tema attuale, quello delle "famiglie perfette" , del disagio emotivo e relazionale di alcuni genitori attraverso questa volta un romanzo. Lettura scorrevole e trama interessante.
Profile Image for Giorgia Mason.
1 review
August 7, 2026
Ottimo romanzo generalista, stupenda la prospettiva dell’adolescente
Profile Image for Eleonora.
35 reviews2 followers
April 22, 2026
Didascalico, si legge velocemente che non è sempre un pregio.
19 reviews
July 3, 2026
Scrittura scorrevole, in alcune battute ho ritrovato l’acutezza e l’ironia di Andreoli. A tratti mi è sembrata una lunga seduta dalla psicologa. Per me promosso.
Profile Image for Stefania.
567 reviews10 followers
May 2, 2026
Stimo tanto la dottoressa Stefania Andreoli, per come svolge il suo lavoro, per come parla e per la sua onestà intellettuale. Conoscendola e ascoltandola sempre in radio, quando ho iniziato a leggere questo suo primo romanzo ho immediatamente capito dove volesse arrivare, che questo mondo di genitori immaturi, con un' impeccabile immagine di se stessi fosse un tema importante del libro. L'eloquio della Andreoli è sempre stato fantastico e infatti anche il libro è ben scritto, in più è strutturato in maniera tale da accrescere la curiosità di sapere cosa sia effettivamente accaduto a Filippo, un bambino di otto anni, figlio di due genitori perfetti almeno in apparenza. È un libro che si lascia leggere con piacere, probabilmente non da chi fa parte della suddetta categoria di genitori. Chissà...
Profile Image for Milleeuna_pagina.
249 reviews6 followers
May 9, 2026
Ammetto che all’inizio ero piuttosto scettica nei confronti di questo libro, e continuo a pensare che non sia certo un capolavoro della letteratura. Anche la componente “gialla” non è particolarmente sorprendente, il mistero, in fondo, si intuisce praticamente da pagina due 😅. Eppure, nonostante questi limiti, il romanzo è riuscito comunque a catturarmi e a trascinarmi nella lettura con grande facilità.
Non siamo davanti a un’opera dalla scrittura raffinata o dalla struttura narrativa particolarmente complessa. A tratti il linguaggio appare semplice, ma probabilmente è una scelta coerente con la voce narrante ,quella di un’adolescente che osserva il mondo con spontaneità e senza filtri. E forse è proprio questa semplicità a rendere il racconto così efficace.
Il libro riesce infatti molto bene nel suo intento, mostrare come il male non si presenti sempre in forme evidenti o mostruose, ma possa nascere da gesti quotidiani, da meccanismi apparentemente innocui, da situazioni così normali da sembrare rassicuranti. È un male silenzioso, che si nasconde dietro abitudini ordinate, comportamenti automatici e relazioni svuotate di empatia.
La riflessione più inquietante che lascia è proprio questa ,il pericolo non si riconosce sempre subito. A volte cresce lentamente dentro il vuoto emotivo, nell’assenza di domande, nella normalità accettata senza attenzione. Ed è una verità difficile da afferrare, perché parla di qualcosa di vicino, possibile, umano. Proprio per questo, pur senza essere perfetto, il romanzo mi ha presa più di quanto mi aspettassi e si è fatto leggere davvero molto velocemente.

Consigliato ⭐️⭐️⭐️/5
Profile Image for Elena Piccinini.
41 reviews
June 1, 2026
Finale inaspettato…quando tutto sembrava concluso…SBAM!

Comunque la mia frase preferita è quella nei ringraziamenti:

Grazie alla mia vita, è lei e chi la rende tale (la mia famiglia, le mie amiche, i miei amici, i miei amori, il mio lavoro, le mie di-sgrazie, le mie letture, i miei film, i miei vestiti, la mia testa, io) che governano tutto: mi fanno venire le idee, mi fanno realizzare le cose, mi fanno esaudire i desideri.
Author 2 books3 followers
July 12, 2026
Le etichette perbeniste sono ovunque.
“Una bravissima persona”, “genitori perfetti”, “famiglia irreprensibile”. Frasi che ripetiamo continuamente e che finiscono per diventare parte integrante del nostro modo di giudicare gli altri.

Eppure, molto spesso, proprio dietro queste famiglie apparentemente perfette si nascondono crepe profonde. Basta accendere un telegiornale per sentire la classica frase: “Erano persone educate e riservate”. Poi, improvvisamente, il vaso di Pandora si apre e rivela una realtà completamente diversa.

Con Un’ottima famiglia, Stefania Andreoli affronta proprio questo tema nel suo primo romanzo di finzione. E lo fa con uno stile semplice, diretto ed emotivamente efficace.

La storia è raccontata attraverso gli occhi di Giulia, diciassettenne fragile ma lucida, coinvolta nell’indagine sul tentato omicidio del piccolo Filippo Costa. Durante gli interrogatori con i due poliziotti — ribattezzati dalla ragazza “Muto” e “Unghia” — emergono lentamente dubbi e contraddizioni che mettono in crisi tutte le sue certezze.

Per Giulia, i Costa sono sempre stati una sorta di famiglia ideale. Anna è un’infermiera attenta e premurosa, Alberto un direttore di banca affidabile e disponibile. Durante la pandemia sono diventati persino un punto di riferimento per il quartiere. Cristian e Filippo sembrano figli cresciuti nel migliore dei modi.

Ma più le domande si fanno incalzanti, più quell’immagine perfetta comincia a sgretolarsi.

La parte migliore del romanzo è proprio questa: Stefania Andreoli evita il classico schema del thriller tradizionale e preferisce concentrarsi sulle dinamiche familiari, sulle mancanze emotive e sull’inadeguatezza genitoriale. Il “mostro” non è necessariamente ciò che immaginiamo all’inizio.

L’impianto narrativo funziona bene e accompagna il lettore verso la scoperta della verità con ritmo e tensione costanti. Anche lo stile dell’autrice, asciutto e accessibile, riesce a rendere credibili i personaggi e i loro conflitti interiori.

C’è però un limite evidente.
Nel momento più forte del romanzo, Andreoli sceglie di spingersi troppo oltre con un secondo finale che finisce per spezzare l’equilibrio costruito fino a quel momento. L’ambizione di aggiungere un ulteriore livello psicologico alla storia risulta più frettolosa che davvero necessaria, facendo perdere parte della coerenza narrativa.

È un difetto tipico di molti esordi: voler dire troppo invece di fermarsi nel punto giusto.

Nonostante questo, Un’ottima famiglia resta un romanzo interessante e capace di colpire, soprattutto per la sua riflessione amara sulla genitorialità e sulle apparenze sociali.

Perché costruire una famiglia sana è difficile.
E forse il miglior genitore non è quello perfetto, ma semplicemente quello che sbaglia un po’ meno
Profile Image for Federico Pani.
172 reviews15 followers
July 25, 2026
È possibile che il talento maggiore di Stefania Andreoli, psicoterapeuta, sia l’attitudine pop: a centrare gli argomenti e le polemiche. Ne è prova il suo primo romanzo “Un’ottima famiglia” (Rizzoli), che ricorda la serie tv “Adolescence”. Rapida nel montaggio, salace e attenta ai dettagli, Andreoli adotta la voce di Giulia, ragazza di 17 anni coinvolta da testimone indiretta di un tentato omicidio. Filippo, 8 anni, è uno dei due figli dei vicini di casa, i Costa, accoltellato nella tavernetta nel giorno del suo compleanno, col coltello della torta. Giulia frequenta abitualmente la famiglia ed è intima amica del fratello maggiore, Cristian: dai Costa è stata quasi adottata, dato che la sua famiglia è un mezzo disastro. Alla fine, si arriva al colpevole; ma anche a concludere che esiste una violenza alimentata all’ombra del perbenismo borghese; e che la pressione psicologica che resta sotto soglia può farsi più perniciosa dell’aggressività manifesta. Dietro la perfezione, infatti, non c’è la felicità (sempre di Andreoli è il saggio “Perfetti o felici (BUR)”); e sotto la superficie si nasconde il peggio. Quella di Andreoli, si diceva, è un’attitudine pop perché fa di Giulia una ragazza intelligentissima, sensibile e simpatica, con cui si entra in sintonia. Tuttavia, è ben udibile anche la voce dell’autrice: descrive con vividezza e inventiva, spiazza e formula osservazioni a effetto. La ricerca di originalità la porta a sommare una serie di caratterizzazioni che, alla fine, animano i personaggi: è un effetto non scontato per un libro il cui rischio è diventare una rigida allegoria, la dimostrazione sceneggiata di un problema già risolto. Resta però molto, troppo lucido, lo sguardo di Giulia, guidato com’è dalla mano di Andreoli. Resta un dubbio: è la forza dei fatti, inventati ma possibili, a fondare il senso del libro, oppure è Andreoli a far recitare i personaggi? È la verità che affiora o il romanzo di una tesi?
Profile Image for Chiara  (wander_book_lust).
265 reviews4 followers
July 13, 2026
Parto dalle cose che mi sono piaciute.
Mi è piaciuta tanto, all’inizio, la cornice narrativa dell’interrogatorio. Mi è piaciuto che l’audiolibro che ho ascoltato fosse letto da Gaia Girace. Mi sono piaciuti i personaggi, le dinamiche così verosimili di vicinato, i riti familiari che assomigliano un po’ a quelli di casa mia.
In un primo momento ho pensato che questo romanzo potesse prendersi addirittura 5 stelle su cinque, perché non vedevo l’ora di avere due minuti di tempo per continuare a leggere , e immergermi ancora di più in questa storia.
Purtroppo, però, sempre più spesso, andando avanti, ho dovuto fare i conti con un rumore di fondo, un’interferenza che mi disturbava nella lettura e mi pizzicava il naso, come il principio di uno starnuto che non vuole uscire.
Innanzitutto, conoscendo un po gli studi e gli ambiti di interesse della dottoressa Andreoli, i colpi di scena studiati a metà e alla fine del romanzo erano abbastanza citofonati, quindi non hanno (almeno con me) sortito l’effetto sorpresa desiderato.
Ma si può sorvolare su questo. Non mi sento di aver letto un triller, non avevo come unico scopo della lettura quello di trovare il colpevole, quindi non ci rimango male se capisco prima le intenzioni di chi scrive.
Quello che ho trovato più imperdonabile è l’aver dato il compito di narratore a una ragazzina di 16 anni e poi averle messo in bocca termini come “bias cognitivo”, facendola esprimere come una psicologa di 50 anni.
Se la scrittrice voleva far raccontare questa storia da un punto di vista più ingenuo e meno strutturato del suo, doveva eclissarsi di più, e venire meno fuori nei suoi giudizi e nelle sue perizie.
Un buon primo romanzo, ma palesemente scritto da una grandissima professionista che non è una scrittrice.
Profile Image for Martina.
8 reviews
July 21, 2026
Ho trovato il libro coinvolgente e scorrevole. L'atmosfera mi ha ricordato molto la serie Netflix Adolescence dello scorso anno.

​La cosa più inquietante è la facilità con cui mi sono immedesimata nei genitori all'inizio. Mi sono ritrovata a pensare: «Sono così anch'io, allora potrebbe succedere anche a me questo incubo?».

​In realtà, andando avanti con la lettura, capisci che i campanelli d'allarme c'erano. Solo che gli adulti del libro li hanno ignorati, forse perché è più difficile riconoscerli nelle "famiglie per bene". Perché, su molti aspetti, Anna ed Alberto erano effettivamente bravi genitori, premurosi e con buone intenzioni.

​Il libro mi ha fatto riflettere sull'importanza dell' autenticità. Sul fatto che a volte si dà più importanza all'apparire perfetti all'esterno che all'essere autenticamente buoni e giusti all'interno. Questa coppia sceglieva di prevaricare sui figli: liquidavano le loro emozioni come una seccatura e pretendevano che fossero uno specchio gratificante delle loro aspettative. Per loro era fondamentale che tutta la comunità li rispettasse e li ammirasse. Per evitare "rotture", questi genitori hanno finito per distruggere qualcosa di molto più importante.

​Alla fine ti chiedi: a cosa serve che due genitori facciano di tutto per i figli, senza interrogarsi se sia davvero quello il "tutto" di cui hanno realmente bisogno? Questo libro ti insegna l'importanza dell'autenticità e del chiedersi sempre il motivo per cui fai qualcosa: lo stai facendo per il bene dei tuoi figli, per il tuo o per l'idea che hai nella testa di come le cose dovrebbero andare?
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Claudia Moschini.
10 reviews
April 18, 2026
“Tanti anni fa, in una giornata d'inizio inverno, Anna ha afferrato Cristian sotto le ascelle, lo ha sollevato e l'ha messo a sedere su quella poltrona, in punizione.
Poi se n'è andata di sotto, nel seminterrato, a fare le pulizie o chissà che altro. Cristian, obbediente, è rimasto lì senza fiatare, a guardare attraverso la finestra il sole che scivolava dietro i palazzi e le ombre sul pavimento che si facevano sempre più lunghe. Finché nella stanza è piombato il buio. Allora la sua mente ha cominciato a viaggiare, ha immaginato che sua madre fosse fuggita e l'avesse abbandonato, o che fosse morta per qualche strano incidente mentre faceva le pulizie, che il corpo di Anna giacesse stecchito proprio sotto di lui, qualche metro più in basso. Non ha osato chiamarla, né alzarsi per andare ad accendere una lampada: da bravo soldatino ha eseguito gli ordini fino alla fine. E, quando Anna è tornata, Cristian era in preda a una crisi incontrollabile: singhiozzava e boccheggiava, come se non trovasse l'aria, «Sciocco» gli ha detto sua madre, accendendo la luce senza preavviso, «lo sapevi che la mamma era qui sotto.» Più tardi, per consolarlo, Anna ha comprato il suo dolce preferito e ci ha invitato a cena. Mentre serviva il gelato al cioccolato, ha raccontato a tutti la scena di Cristian che piangeva rannicchiato sulla poltrona rossa, la maglietta zuppa di lacrime. «Che sciocco, che bisogno c'era di disperarsi» ha ripetuto. Cristian avrà avuto sette anni e lei si era dimenticata di lui.”
💔.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Beatrice.
22 reviews
July 11, 2026
Mi sono avvicinata a Un’ottima famiglia di Stefania Andreoli soprattutto per curiosità. Conoscendo il suo lavoro sull’adolescenza, mi aspettavo quasi un saggio travestito da romanzo. Invece ho trovato una storia che si legge tutta d’un fiato, coinvolgente e priva di espedienti narrativi fini a se stessi.
Se proprio dovessi trovare un punto debole, riguarda la figura di Giulia nelle prime pagine: i suoi ragionamenti e alcuni dialoghi mi sono sembrati poco coerenti con la sua età. È una sensazione che inizialmente mi ha fatto percepire il personaggio come meno autentico, ma che si dissolve man mano che la storia prende forma.
Il vero punto di forza del romanzo, però, è il finale. Non tanto per il colpo di scena, in parte intuibile, quanto perché evita ogni moralismo e lascia spazio a riflessioni profonde. È uno di quei libri che non raccontano soltanto una storia: ti portano a riconoscere dinamiche vissute, a confrontarle con la tua esperienza e, inevitabilmente, a interrogarti anche su te stesso. Ed è proprio questo che, in fondo, fa un po’ paura. Una volta chiuso il libro, la storia continua a lavorarti dentro. Ed è questa, per me, la sua qualità più preziosa.
Profile Image for Margheritagherardi.
235 reviews7 followers
July 19, 2026
Incredibile, mi è piaciuto tanto.
La Stefi Andreoli che è diventata scrittrice di un romanzo praticamente giallo? Non credevo, ma mi è arrivato in profondità.

Ho trovato freschissimo il fatto che tutto il libro si è retto sul punto di vista di un’adolescente, che è filtro e lente di ingrandimento per raccontare la tragedia successa alla famiglia Costa.
Pazzesco come la protagonista lanci frasi ingenue, adolescenziali, descrizioni contraddittorie e noi lettori adulti abbiamo un ruolo nell’interpretarle e nel farci una nostra idea dei Costa, che non sono assolutamente la famiglia del Mulino Bianco. Sono solo apparenza, una copertina patinata che tiene nascosto un interno disfunzionale e fragile.

L’ultimo capitolo è poi la ciliegina sulla torta. Non serve solo a veicolare un plot twist e la maturazione di Giulia (e lo zampino pedagogico della Stefi): è la chiusura di cui il lettore ha bisogno per non lasciare niente al caso. È la morale della storia esplicitata e che ti offre la panoramica finale per uscire dalla storia completo.
Profile Image for Chiara Ena.
4 reviews1 follower
July 14, 2026
ho iniziato un’ottima famiglia con parecchio scetticismo. temevo che andreoli, che apprezzo molto nei saggi, potesse non convincermi allo stesso modo con un romanzo. mi sono dovuta ricredere quasi subito.

la storia segue una famiglia solo all’apparenza perfetta, mostrando con intelligenza tutte le crepe, i non detti e le dinamiche che si nascondono dietro una normalità di facciata.

è un libro scorrevole, mai banale, che si legge con estrema facilità. non sarà uno di quei romanzi destinati a vincere premi letterari, né entrerà tra i miei preferiti di sempre, ma si merita senza dubbio 4 stelle. paradossalmente l’ho trovato più riuscito di molti, forse tutti, i candidati o vincitori dello strega che ho letto.

sono rimasta incollata alle pagine dall’inizio alla fine e l’ho divorato con pochissime pause, quelle imposte dalla vita, ahimè.

complimenti ad andreoli: un romanzo che consiglio volentieri e che mi ha piacevolmente sorpresa.
Profile Image for Abc.
1,156 reviews110 followers
August 13, 2026
La trama è costruita in modo molto intrigante, riesce a catturare subito l'attenzione e diventa difficile interrompere la lettura per la smania di sapere cosa succederà.
Bello il percorso evolutivo della protagonista che inizialmente è convinta che i suoi vicini di casa siano persone ammirevoli e un'ottima famiglia, ma poi, interrogatorio dopo interrogatorio, qualche dubbio inizia a insinuarsi nella sua mente e rivede certi episodi a cui ha assistito sotto un'altra luce.
I genitori di Christian e Filippo sembrano senza macchia, ma in realtà si curarno solo delle apparenze. Tutto per loro ha meno valore della loro reputazione. La cosa peggiore che possano fare i loro figli è proprio sporcare l'immagine di famiglia perfetta che hanno costruito e purtroppo ciò accade nel peggiore dei modi...
Mi ha proprio sorpresa questa lettura, non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuta tanto.
Profile Image for Mel _ hum.litt.
82 reviews21 followers
April 18, 2026
Più un 4,5.

Decisamente più apprezzato dell'unico saggio di Andreoli che ho letto (ma infatti ho scoperto che lei i saggi non li legge, invece i romanzi sì - la differenza si nota tutta).

Particolarmente azzeccata la scelta della voce narrante che ti fa entrare davvero dentro questa storia e ti fa subire in prima persona i subdoli meccanismi della famiglia Costa. In alcune parti mi è sembrato che la voce dell'autrice si sovrapponesse troppo alla voce di alcuni personaggi, soprattutto nei momenti in cui deve trasmettere il "messaggio".

In ogni caso, è un libro scorrevole che non si riesce a posare sia perché si vuole scoprire il colpevole dell'accoltellamento di Tommaso sia perché si vuole capire il movente - come tante volte vorremmo capirlo nei casi di cronaca di cui abbiamo notizia.
Profile Image for Libri Gloriosi.
195 reviews
April 29, 2026
Devo essere sincera: ascolto gli interventi della Dottoressa Andreoli in radio tutte le settimana e la seguo con passione, ma avevo precedentemente letto un suo libro e non mi era piaciuto, per cui partivo un po' scettica. Plot twist: non mi era piaciuto perché era un saggio e volevo leggere un romanzo e infatti questo libro mi è piaciuto molto. All'inizio ho temuto potesse essere un po' ingenuo, un po' banale, tipo: in realtà le famiglie che mostrano di avere problemi sono quelle più sane, mentre quelle che sembrano perfette sono le più marce. Ma mi sbagliavo, il messaggio è molto più profondo di questo, meno scontato e assolutamente non banale. Vale davvero la pena leggerlo: interessante, ben scritto e fonte di molti spunti di riflessione quanto mai necessari
Profile Image for Chiara Gamberini.
42 reviews4 followers
July 27, 2026
3.5 ⭐ per un romanzo che in un primo momento stava deludendo delle aspettative (forse troppo) alte, ma che, nel complesso, è stato scorrevole e piacevole. Speravo, conoscendo gli scritti della Dottoressa, che ci fosse anche in questo romanzo un maggiore affondo analitico: il fatto stesso che il libro sia stato così scorrevole, forse mi porta a pensare che avrei desiderato trovare più passaggi illuminanti su cui soffermarmi (considerando che nei suoi saggi ci sono tantissime frasi, spunti di riflessione, passaggi chiave che si solito sottolineo). Porto comunque con me un messaggio di fondo che condivido profondamente: apparenza, perfezionismo e proiezioni narcisistiche possono nuocere in modo profondo e straziante, soprattutto se ci si dimentica dove sia l'autenticità, dove siano il legame con l'Altro e la capacità di sintonizzarsi ..dove sia l'amore.
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