Selvatica, orgogliosa, sensuale e passionale, Atalanta è la principessa di Tegea, piccola città dell’Arcadia. Suo padre Iaso l’ha cresciuta come un maschio ed è diventata la protetta della dea Artemide, infanta eterna che detesta gli uomini. Insieme al suo seguito di giovanette, Atalanta vive nel bosco del monte Partenio tra cacce, tornei, giochi e rituali, incurante della profezia che dice che, se mai si sposerà, incontrerà la sua fine. È dunque inevitabile che, quando il re suo padre le ordina di prendere uno sposo, Atalanta si ribelli e cerchi la salvezza nella vita selvatica nei boschi, imbattendosi tanto nella passione per il cantore Melànion quanto nella fierezza del principe Ippomene. E tutto sotto gli occhi contrariati di Artemide, che vuole per lei un futuro solitario… Né suo padre, né gli Dèi, né gli uomini, hanno però capito che, sopra a ogni altra cosa, il cuore di Atalanta batte per la libertà.
La prima cosa che conta è il mio 𝐧𝐨𝐦𝐞. La seconda, la mia 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂. La terza cosa è la 𝐝𝐞𝐚. La quarta, il 𝒃𝒐𝒔𝒄𝒐.
Questa storia è un richiamo per tutti gli amanti dei #retelling sì, ma anche per coloro i quali non conoscono la storia di Atalanta🏹.
Perché #CantaIlMioNome è un canto primordiale che vibra nelle ossa🌿 e vi saprà incantare come poche cose. Questa è la storia di un mondo antico, selvatico eppure al tempo stesso tanto reale e moderno.
𝐀𝐭𝐚𝐥𝐚𝐧𝐭𝐚 non è solo una protagonista, è una forza. È rabbia trattenuta, è desiderio di libertà, è il peso di un nome che chiede di essere onorato ogni singolo giorno. In una società che le impone limiti, lei corre🏃🏻♀️. Corre più veloce degli uomini, più veloce delle aspettative, più veloce persino del destino o almeno ci prova.
Cresciuta da un padre che l’ha addestrata come un maschio, tra caccia🦌, lotta e disciplina, Atalanta diventa tutto ciò che una donna, in quel mondo, non dovrebbe essere. Eppure, proprio quello stesso padre che l’ha resa così forte, non smette mai davvero di vederla per ciò che la società pretende: una donna da dare in sposa👰🏻♀️.
Accanto a lei, però, c’è qualcosa di prezioso e potente: un gruppo di ragazze, cacciatrici, sorelle, che condividono il bosco, il sudore, la libertà. Un legame tutto al femminile che sa di risate, complicità e desiderio di esistere senza chiedere permesso🌿
La storia affonda le radici nel mito🔱, ma pulsa di qualcosa di estremamente vivo e attuale: il bisogno feroce di ꜱᴄᴇɢʟɪᴇʀᴇ ᴄʜɪ ᴇꜱꜱᴇʀᴇ. Tra palazzi🏛️ che odorano di passato e boschi🌳 che sussurrano promesse, Atalanta si muove in equilibrio tra due mondi, quello degli uomini e quello degli dei, senza appartenere davvero a nessuno dei due.
𝐀𝐫𝐭𝐞𝐦𝐢𝐝𝐞 è la dea che veglia su Atalanta, non lontana e irraggiungibile, quanto piuttosto una presenza concreta, magnetica, ma anche imprevedibile e capricciosa come una bambina. Il loro legame è uno degli aspetti che più mi ha colpita: non è solo devozione, è attrazione, è trasformazione, è rinuncia. È il prezzo stesso della libertà, che può diventare gabbia e catene⛓️💥
E poi c’è 𝑴𝒆𝒍𝒂𝒏𝒊𝒐𝒏. Una presenza che arriva come uno strappo nel destino già scritto di Atalanta. Non è solo un interesse amoroso, ma una possibilità e una tentazione. Con lui entra in gioco qualcosa di pericoloso: il 𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢𝐨. Si può amare senza perdere se stesse? Si può scegliere qualcuno senza tradire la propria libertà?
Ho amato il modo in cui questa storia parla del corpo femminile senza filtri: forza, desiderio, vergogna, identità. Atalanta si guarda, si mette in discussione, si perde e poi si ritrova. E in quel perdersi c’è tutta la bellezza fragile e potente della crescita.
✒️La penna è ricca, evocativa, quasi sensoriale. Si sente il vento🍃 tra gli alberi, l'ebbrezza della gioventù, il profumo che stordisce e il desiderio che striscia sotto pelle🐍. Ogni pagina è viva, densa e piena.
Questa non è solo la storia di un’eroina. È la storia di una scelta. Di cosa siamo disposte a perdere per essere libere.
E mentre chiudi il libro, ti resta addosso la sensazione che il bosco ti stia ancora osservando e puoi solo sperare che Atalanta e tutte le donne presenti in questa storia, siano finalmente ciò che sono sempre state destinate ad essere.
Forse l’hype era troppo alto. Forse durante la lettura mi è sfuggito qualcosa. Sarò una voce fuori dal coro, e mi spiace scriverlo, ma per me questo romanzo è un no. Ha deluso le grandi aspettative che avevo riposto in lui.
Sono un’amante dei retelling mitologici e, anche quando la storia si discosta dal mito originale, riesco quasi sempre a trovare elementi che mi conquistano. Qui, invece, ho fatto fatica.
Non mi ha coinvolto principalmente per due motivi: il ritmo troppo lento e una scrittura troppo ricercata. Di solito apprezzo molto le descrizioni ricche e curate, anzi, per me sono un dettaglio fondamentale di una lettura. In questo caso, però, ho avuto la sensazione che tutto fosse stato messo una lente d’ingrandimento dove la prosa raffinata (e di grande qualità) ha sovrastato la narrazione.
È un romanzo scritto molto bene, e sarebbe ingiusto negarlo. Tuttavia, durante la lettura mi è arrivata più la volontà di mettere in mostra la bravura stilistica dell’autrice piuttosto che la storia e che alla lunga mi ha stancato. Mi dispiace dare una valutazione negativa, perché prima di iniziare la lettura avrei quasi scommesso che questo libro sarebbe entrato tra le mie tre migliori letture dell’anno. Peccato.
Il mito di Atalanta... ha un fascino speciale.
“Le cose sono sempre più complicate di come appaiono. E forse non c'è un modo di vivere che non offenda gli dei.”
Erano giorni che, mentre terminavo la lettura di un fantasy, pensavo a cosa volessi leggere dopo. Ero combattuta, avevo voglia di qualcosa di diverso, e ecco lì che mi ritrovo tra le mani “Canta il mio nome. La Profezia di Atalanta” di un’autrice italiana, Teodora Manes. Io amo la mitologia e adoro leggere i retelling quindi appena l’ho visto ho capito che era un segno.
Voglio iniziare dicendo che mi sono perdutamente innamorata della penna dell’autrice; la sua scrittura è ricercata e innovativa ma allo stesso tempo risulta semplice e ti coinvolge pienamente. Durante la lettura mi sono immersa completamente nella storia tanto da dimenticarmi perfino dove fossi, e non lo dico per dire. I paesaggi e l’atmosfera sono descritti in modo reale e con similitudini originali, quindi non posso non ribadire i miei complimenti a Teodora.
Ma ora passiamo alla storia narrata con altrettanta maestria. Atalanta è la principessa di Tegea, piccola citta dell’Arcadia, cresciuta dal padre Iaso come un uomo, infatti le insegna a cacciare, a lottare e a correre veloce più di chiunque altro. Dedica la sua intera vita alla dea Artemide che per lei è un punto di riferimento ben solido. Inoltre è solita passare le sue giornate con le sue compagne nei boschi, dove si allenano e fanno rituali alla dea. Un giorno si imbatte nella maga del bosco, che le predice un futuro terribile “Se mai ti unirai in matrimonio con un uomo, perderai il tuo nome e il tuo trono, la tua forma e la tua natura. La tua vita mortale finirà”. Ma qui Atalanta è ferma sui suoi passi ed è convinta che tale profezia non possa assolutamente avverarsi, dato che ha legato sé stessa e la sua verginità ad Artemide.
Mi è piaciuta tantissimo l’evoluzione del personaggio di Atalanta, che si percepisce molto bene dall’inizio alla fine. All’inizio del libro abbiamo una cacciatrice sicura e coraggiosa, che partecipa alla caccia del cinghiale di Calidonia con grande maestria, mostrando a tutti le sue doti e attirando l’attenzione di Meleagro, principe di Calidone. Poi troviamo Atalanta che mette in dubbio se stessa e la sua vita, paragonandosi con le altre principesse cresciute con un’altra educazione rispetto a lei. Si interroga su che cosa sia meglio per lei, e sul perché il padre l’abbia cresciuta come un uomo se poi è destinata al matrimonio. C’è un’alternanza di emozioni continua e lo vediamo anche con il personaggio di Melànion, un cantore che ha abbandonato la sua precedente vita da cacciatore per vivere una vita libera da regole. Il rapporto con Melànion la metterà spesso in crisi, perché mentre da una parte vorrebbe rifiutarlo per come vive e ciò che rappresenta in quanto uomo, dall’altra ne è attratta e non riesce a liberarsi da questa ossessione. Anche quando è costretta a vivere con lui, in seguito all’abbandono del padre nel bosco per la seconda volta, cerca di capire come combattere la profezia perché lei vuole vivere una vita libera, nei boschi senza seguire gli ordini di un marito e i doveri da moglie. Ma purtroppo il serpente è sempre lì che la tenta e lei non sa più resistere. Nel finale troviamo un’Atalanta consapevole di se stessa, che ha finalmente capito cosa vuole, e che è in grado di ottenerlo con astuzia e intelligenza. Il finale l’ho amato tantissimo, è stata la scena più bella di tutto il libro.🩶✨
✨Non so davvero come poter esprimere la bellezza, le mille sfaccettature di questo libro, inizierò allora da questa frase: "le cose sembrano più complicate di quello che sembrano. E tutto, dagli dei agli astri fino a noi stessi ha una faccia visibile e una nascosta"
Questa non è solo la storia di Atalanta, è la storia di una donna, la storia di una cacciatrice, una storia di doveri, di trasformazione, di crescita. Mi ha dato più di ciò che immaginavo.
Sono rimasta incollata alle pagine, lo stile di scrittura e la trama mi hanno intrattenuta molto. Ma soprattutto mi hanno catapultato nella storia, nel bosco di Atalanta e nelle sue emozioni, mi sono dovuta fermare quando ho sentito la sua lotta come molto vicina alla mia in quanto donna.
Ma non è solo questo, è anche un invito a seguire la nostra natura più profonda, a non rinunciare mai a noi stessi. È un libro che mi ha dato così tanti spunti di riflessione.
Mi sono piaciuti anche i vari personaggi secondari, e ho adorato come il focus sia sempre rimasto su Atalanta, nonostante la relazione, è rimasta comunque la sua storia.
Consiglio questo libro a coloro che vogliono leggere una storia diversa, una storia di destino, di scelte, di sfide, la storia di Atalanta.
Questo è uno dei libri che ho acquistato al SalTo 2026, nello stand del castoro Off. Inutile dire che si presenta bellissimo gia’ solo esteticamente , copertina , sotto copertina e spread edges ; devo dire che l’interno rispecchia esattamente l esterno! Mi è piaciuta moltissimo la storia e ho apprezzato molto i riferimenti alla Grecia antica , molto minuziosi e completi . Completi nel senso che la descrizione degli ambienti , dei costumi, degli odori persino , dei nomi , degli abiti e dei cibi rimandano immediatamente all Grecia antica e a tutto il suo antico splendore! Anche la scrittura non è da sottovalutare ; scorrevole ma ricca di lessico! Retelling della leggenda di Atalanta . Vengono messe a nudo le paure , perdite e rinascite, mostrando come ogni cambiamento , anche il più doloroso , lascia un segno che in realtà ci rende più interi. La narrazione della vita della protagonista è un viaggio con tutte le sue svolte improvvise . Ho apprezzato come la protagonista cambi la sua prospettiva in base alle varie esperienze , addii che fanno male, silenzi che insegnano , porte che si chiudono e finestre che si aprono . La difficoltà delle relazioni e della comprensione dell’amore sotto ogni aspetto e sotto il punto di vista di ogni persona
Atalanta in tutta la sua potenza. Una storia ben scritta, ottima ambientazione e in cui tutti i personaggi, perfettamente caratterizzati, danno vita a una trama che attraverso un ritmo azzeccato "canta" il mito di Atalanta, focalizzandosi sulle sue emozioni. Un canto dolce, tribolato, rabbioso; dalla sua nascita, all' incontro con Artemide fino allo scontro con una società che, come oggi, impone ruoli canonici che limitano la libertà femminile. Quello che mi ha colpito di più è la sensorialità presente dalla prima all' ultima pagina: odori e profumi, buio e luce, rabbia e amore, freddo e caldo. E poi il bosco.. ad oggi non l' ho ancora ritrovato così vivo in un libro.
4,5★ arrotondato a 5★ Mi è piaciuta moltissimo la scrittura dell'autrice: scorrevole ma dal tono lirico ed evocativo e dal lessico ricercato ed epico, perfetto per una narrazione mitologica. I personaggi sono psicologicamente complessi e multisfaccettati, durante il corso della storia crescono ed evolvono molto. Mi sono piaciuti anche i risvolti e le risoluzioni (mai banali!) ai vari problemi, e come l'autrice ha scelto di reinterpretare il mito di Atalanta, a volte discostandosi un po’ dalle versioni più diffuse senza tuttavia stravolgerlo e anche il finale è stato bello ed intenso. Insomma, sono davvero soddisfatta!
Un bellissimo libro d'esordio. Mi è piaciuta la rivisitazione del mito di Atalanta, mi è piaciuto il suo personaggio - fiera, sicura di sé, decisa a seguire la sua volontà e non una vita scritta da altri - mi è piaciuto il suo sviluppo e quello dei personaggi a lei affezionati. Il finale... beh all'inizio mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, ma quando arriva la sua felicità per la decisione presa, allora tutto torna al suo posto. Scrittura molto scorrevole e coinvolgente!
Essendo appassionata di mitologia greca ho sempre un po' paura ad approcciarmi ai retelling dei miti ma devo dire che mi è piaciuto molto. Ho trovato lo stile molto lirico e le descrizioni mi hanno ricordato molto lo stile dei poemi, una piacevole differenza rispetto ai consueti stili narrativi. Bonus all'essere autoconclusivo che al giorno d'oggi è raro (amo le serie ma ogni tanto è bello leggere un libro fine a se stesso)
Mi sono sentita in dovere di interrompere questa lettura a causa dello stile narrativo che è TROPPO.
È come se la casa editrice avesse preferito lasciar spazio alle capacità stilistiche dell'autrice più che alla trama e alla storia in sé risultando pesante e pesante (dei 10 capitoli letti avrei tolto un sacco di roba ma vabbè).
Che bella lettura!! ❤️ Mi è piaciuto davvero tanto correre nel bosco assieme ad Atalanta e le sue amiche. Ho fatto il tifo per lei, sentito la sua rabbia e sorriso quando ha preso definitivamente in mano il suo destino. Uno dei personaggi femminili più belli dei libri di quest’anno
Uno dei libri più belli letti quest'anno, mi ha fatto provare davvero tante emozioni diverse, lasciandomi solo con sensazioni positive. Adoro i retelling e questo non è il primo, ma sicuramente uno dei miei preferiti!
L’ho iniziato perché volevo leggere qualcosa della casa editrice Castoro OFF ma senza particolari aspettative (ci vado un po’ coi piedi di piombo quando c’è di mezzo la mitologia), e invece mi è piaciuto tantissimo! Bello bello, bene.
Avevo grandi aspettative per questo libro e mi ha lasciata molto soddisfatta! La storia è un retelling del mito di Atalanta. Mi è piaciuto molto il modo di raccontare questo mito da parte dell'autrice e lo stile della sua prosa. Mi ha fatta commuovere! Consigliatissimo!
Un romanzo coinvolgente e mai noioso, risulta difficile chiuderlo senza averlo finito. La voce di Atalanta travolge quanto la sua forza, la sua voglia di autoaffermarsi e la sua ingenuità nel credere che una donna possa avere lo stesso valore di un uomo. Ingenuità - dati i tempi in cui il romanzo è ambientato - che non dovrebbe essere considerata tale poiché la parità è un diritto a cui tutti dovrebbero avere accesso.
La vera colonna di tutta la storia è Atalanta che s'inalza come la brezza nel bosco in cui corre, instancabile e poco dedita al confronto si legge il suo percorso che da bambina prende consapevolezza e diventa donna (e il lettore muta con lei). Ho amato il ruolo di Artemide, le sfaccettature di una dea che voleva davvero bene alla sua discepola e non accettava l'idea di lasciarla andare. Più che una maledizione il suo è stato un dono: ha liberato Atalanta dalle catene che la tenevano prigioniera di un futuro non suo. I personaggi di Meleagro e Ippomene mi sono piaciuti moltissimo, così come ho amato anche le ancelle e la donna che ha cresciuto Atalanta. Per quanto riguarda Melànion - indubbiamente un bel personaggio - ma molto in sordina, avrei preferito vederlo combattere di più per l'amore di Atalanta anche se, ora che sto scrivendo, mi rendo conto di quanto sia invece fondamentale il suo essere più cauto rispetto a un carattere forte e dominante come quello di Atalanta.
Teodora Manes scrive d'incanto e non vedo l'ora di leggere il suo prossimo libro.
Personalmente sono molto serena ad ammettere che era da molto che non leggevo un libro così bello. Bello nel senso di denso, corposo, articolato: un romanzo che è storia di formazione, sguardo femminile, radici affondate nella terra fertile del mito, ma è anche canto di rivolta ai destini segnati, dialogo con il divino, e soprattutto - soprattutto! - voce indimenticabile di una protagonista indimenticabile, che trova nella lingua dell'autrice un senso profondissimo, vero. Vissuto. Ho amato infinitamente la scrittura dell'autrice: arcaica e vibrante, simbolica e fisica. Ultimamente stavo un po' abbandonando i retelling perché, in una certa misura, mi risultavano tutti molto simili, e forse pure un po' troppo contemporanei nei linguaggi e nelle azioni dei personaggi, soprattutto femminili: ma in "Canta il mio nome" ho trovato un ritorno al retelling davvero di livello. Lo consiglio assolutamente!
In primis, voglio spezzare una lancia a favore di questa edizione a dir poco mozzafiato. Sovraccoperta bellissima, grafica del cartonato stupenda, segnalibro semplice ma d'effetto, laminatura dorata ad impreziosire tutto, edges puliti e semplici ma super adatti, i piccoli dettagli e disegni interni delicati ed eleganti. E poi la stampa stupenda che davano in omaggio al Salone! La amo.
Parlando invece del libro vero e proprio, la storia è narrata in prima persona e anche se non è il tipo di narrazione che preferisco generalmente, la cosa non mi ha affatto infastidita. Molto scorrevole il testo, ancor di più perché i capitoli sono brevi e conciliano la lettura.
Questa interpretazione della leggenda di Atalanta è stata un viaggio pieno di salite e discese, di sentimenti contrastanti e opposti eppure tutti validi dal primo all'ultimo. È un romanzo che racchiude tante caratteristiche: leggenda, mitologia, retelling, romanzo di formazione, romanzo femminile, romanticismo. Si parla di indipendenza e crescita, con una protagonista che scopre tanto del mondo e delle persona ma soprattutto di se stessa. Si parla di amore, di tanti tipi diversi di amore: fraterno, passionale, devoto, filiale, amichevole, curioso, romantico, destinato. Mi piace che Atalanta esplori i propri sentimenti un passo alla volta, anche quando questi la travolgono, e anche se con sforzo e fatica riesce poi a capirli e distinguerli l'uno dall'altro. Ma soprattutto adoro il finale, pieno di astuzia e di un senso di libertà e rivalsa che riempie il lettore riga dopo riga. Divertimento, anche, per l'ultimissimo paragrafo dell'epilogo.
Atalanta non è una protagonista perfetta, né risulta amabile in ogni momento della storia. Anzi, ha tanti difetti e alle volte è scontrosa e incomprensibile, capricciosa e cieca davanti a certe cose. Egoista, persino. Eppure è proprio questo a renderla più umana, più vicina al lettore che si immedesima nelle peripezie della sua vita e nelle incertezze che la colgono alla sprovvista. Nella valanga di emozioni che la travolgono.
Anche gli altri personaggi, più o meno importanti per la trama che fossero, lasciano il segno a modo loro e stuzzicano la curiosità di chi legge.