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Come ti difendi

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"Sentirsi addosso la responsabilità di far parte di una famiglia e dover compiere lo stesso destino" è ciò che accomuna le vite di Sergio e Armando. Li conosciamo ragazzi, negli anni Settanta, in un borgo di pescatori. Li seguiamo mentre cercano una strada che li porti a diventare chi sono, fino agli anni Duemila, fino al crocevia. Sergio, ultimo erede di una dinastia di pescatori di tonni del mar Adriatico, porta il peso ineluttabile del mestiere di famiglia. Armando, giovane promessa del tennis, consuma i campi alla ricerca di uno spazio per sentirsi libero. Due uomini che crescono a una grande distanza, dibattendosi come pesci nella rete della provincia sonnacchiosa. Intorno a loro un paesaggio pieno di voci, personaggi, colori che fanno apparire un paese di poche strade grande quanto il mondo. Quasi un coro felliniano, ad animare la storia su cui svetta il memorabile Messico, che pedala instancabile avanti e indietro tra una vicenda e l'altra e interroga i protagonisti, «Ma tu, come ti difendi?». Francesco Zani inventa una voce e reinventa un luogo con incantata e ruvida sapienza, come se il mondo ricominciasse da lì, da lui. Con noi.

210 pages, Kindle Edition

Published March 31, 2026

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About the author

Francesco Zani

6 books1 follower

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Community Reviews

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2 (16%)
1 star
2 (16%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Michela.
156 reviews60 followers
April 15, 2026
Lo ammetto, ci sono rimasta male.
Dopo aver letto “Parlami” non vedevo l’ora di leggere qualcosa di nuovo di questo autore.
Purtroppo questa volta è stata una grossa delusione. Non so se era un tentativo di replicare la narrazione di Bret Easton Ellis, di sicuro non è una modernizzazione dei Miserabili, anche se i personaggi di questo libro mi hanno spesso fatto dire “Dio, siete dei miserabili.”

Prima, un aspetto tecnico: il libro ha diversi errori di continuità, e secondo me i regionalismi andavano spiegati (ad esempio “lo precedeva per stargli dietro” che non ha senso scritto così, ma “stare dietro” è un modo di dire romagnolo) e le parole in dialetto andavano tradotte con note a pie di pagina, non facendo ripetere ai personaggi la traduzione, perché rende la lettura meno scorrevole.

I due protagonisti sono Sergio e Armando: il primo pescatore di tonni e il secondo un tennista mancato.

Sergio non ha personalità, la vita gli succede, tranne alla fine del romanzo. Il nonno Marcello è uno schifoso, la nonna Susanna una ignava, il padre Carlo un’ameba con una lealtà inutile verso il proprio equipaggio. La madre Adele non pervenuta, ho solo capito che viene picchiata dalla famiglia, che non fiata. Sono anche usurai, e su questo è meglio che non dico altro se non: è proprio vero che sono quelli che non si godono i soldi che restano ricchi. E Sergio in tutto questo beh… ha pescato un grosso tonno e ha fatto una corsa di pedalò.

Armando purtroppo ha una personalità, ed è pessima. Per la maggior parte del romanzo viene raccontato come un grande tennista ma per esigenze di trama spesso fallisce. Il suo tratto principale è che è omosessuale: si innamora di Paolo e vengono entrambi beccati dal padre durante una fellatio: anche questo per esigenze di trama, perché quale coppia di adolescenti (omosessuali o no) sarebbe stata ad amoreggiare in soggiorno invece che nella cameretta?
Da quando Paolo inizia a far finta di essere etero, Armando diventa sempre più cattivo e acido, e ci viene descritta la sua vita sessuale in maniera pietosa. Pietosa anche la scenata mancata al matrimonio di Paolo, con Armando vestito da sposo, che non fa niente di niente. Alla fin fine, però, almeno con Paolo ci combina qualcosa (Paolo scappa, SCAPPA!)

In tutto questo, c’è Messico. Non saprei dirvi nulla di lui se non che è stato costruito per essere il grillo parlante, il mentore dei manuali di scrittura creativa: ma è un Gandalf che non c’è l’ha fatta. Continua a rigurgitare la domanda del titolo, o a fare cose a caso. Dovrebbe essere il personaggio che collega le due storie, ma finisce per essere la pistola di Checov che “spara” sul finale.

I due protagonisti non si incontrano mai fino alla fine, con un finale che è telefonato già da un paio di capitoli prima. Sergio uccide di botte Armando perché lo trova nella propria barca con l’amante.

In conclusione, trovo che questo sia un prodotto creato ad arte per aderire a ciò che va di moda nel mondo letterario italiano del momento: storie tristi, storie di famiglia che seguono varie generazioni, storie della comunità queer e un immaginario che visivamente colpisce ma emotivamente? È vuoto.

E dopo aver letto Parlami, che era fatto di emozione e affetto, leggere questo libro è stato deludente e mi ha fatto infuriare. Perché non mi ha lasciato niente, se non la sensazione di aver sprecato del tempo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Fabrizio Filippone.
39 reviews1 follower
April 24, 2026
Trovo che le recensioni che stanno su goodreads siano troppo severe, a me non è dispiaciuto. È molto personale l’interesse che può suscitare la trama, alla fine non è chissà che storia però a me veniva voglia di leggere. Avrei preferito che le storie non si incontrassero mai ma vabbe
L’ultimissimo capitolo secondo me il migliore, mi ha fatto emozionare e Messico è il GOAT
Profile Image for Jaantony.
238 reviews
April 28, 2026
piacevole, appassionante. per niente scontato, speravo finisse diversamente
Profile Image for Elisa.
30 reviews11 followers
April 9, 2026

Mi sono presa qualche giorno per riflettere bene su questo romanzo, cercando di capire se ci fosse qualcosa di salvabile.
Purtroppo a distanza di tempo confermo le mie impressioni iniziali: la storia non mi ha lasciato niente, se non imbarazzo. Ho fatto un buddy reading con un’amica romagnola che mi ha confermato come il libro sia pieno di stereotipi.
Si intrecciano le storie di due personaggi apparentemente diversi tra loro per vita sociale, gusti e interessi. Ad accomunarli un misterioso personaggio che ho personalmente interpretato come un essere quasi mitico, che nelle intenzioni dell’autore doveva plasmarsi alle esigenze di entrambi i protagonisti, fungere da catalizzatore per gli eventi delle loro vicende, tentando di “spronarne” uno e “frenarne” un altro. Messico però in realtà non cambia mai, noi incide in maniera sensata sulle esistenze di Sergio e Armando, serve semplicemente a collegare le due storyline e a dare una parvenza di coerenza al racconto (secondo me non ci riesce). Messico pronuncia spesso anche la frase che dà il titolo al libro, volendo evocare un concetto filosofico che però viene svuotato del tutto del significato (sulla carta interessante) che avrebbe dovuto avere. All’ennesima ripetizione fossi stata in Sergio gli avrei tirato un tonno in faccia, fossi stata in Armando gli avrei spaccato una racchetta in testa.
Questo romanzo non ha trama, non ha personaggi che si evolvono in maniera sensata, ha invece comprimari dimenticabili, miserabili e poveri nell’animo. Ha due protagonisti odiosi e inconsistenti, scambiandone i nomi il risultato non cambierebbe, sono anonimi e la loro personalità può essere riassunta con “pescatore miserabile fallito” e “tennista miserabile fallito”.

Non posso salvare nemmeno la prosa, davvero brutta a mio parere, senza contare che ci sono frasi in cui nemmeno si capisce qual è il soggetto e punti in cui ci sono intere parti che non tornano. Potrebbe essere un refuso, potrebbe essere un errore di continuità: in entrambi i casi è gravissimo, perché non stiamo parlando di un autore autopubblicato pescato a caso nei meandri di Amazon, ma di un’edizione Mondadori che costa fior di soldi.

Inizialmente avevo dato due stelle, ma ho cambiato idea. Questo romanzo si merita lo scettro di libro più brutto letto nel 2026, ma forza e coraggio che siamo ancora ad aprile.
This entire review has been hidden because of spoilers.
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