C'è stato un tempo in cui per un giovane cinese mangiare pollo fritto da KFC a Pechino era un atto di trasgressione, e guardare Titanic al cinema significava sognare un futuro come quello di Los Angeles. Per decenni, la Cina ha osservato gli Stati Uniti con una fascinazione magnetica, un misto di desiderio e complesso d'inferiorità. L'America non era solo un partner o un era lo specchio in cui la Cina cercava la propria immagine riflessa per capire cosa sarebbe diventata «da grande». Oggi quel mondo è finito e quelle immagini sono cambiate. In un presente in cui tutti si affannano a decifrare le ambizioni di Pechino, per capire dove stia andando la Cina dobbiamo capire cosa pensano i cinesi dell'Occidente. In queste pagine, Simone Pieranni ci accompagna nel complesso rapporto fra i due Paesi, ripercorrendo oltre un secolo di relazioni dall'epoca di Mao alla Guerra Fredda, dalle riforme di Deng Xiaoping al «sogno cinese» di Xi Jinping, fino alle sfide dell'intelligenza artificiale. Ne emerge un sentimento ambivalente di amore e odio, e una lunga fascinazione della Cina nei confronti degli Stati Uniti, talvolta con effetti paradossali, come nel caso dei giovani cinesi che guardano con simpatia a Trump e al fenomeno MAGA. Una fascinazione che, tuttavia, negli ultimi anni è la Cina è passata dall'essere uno dei Paesi più poveri al mondo a divenire una superpotenza, e in questo percorso l'America è sempre stata lo specchio in cui cercarsi, il gigante da sfidare e, forse, da superare. Citando curiosità, fraintendimenti e occasioni d'incontro fra due civiltà che da sempre si osservano a distanza, Pieranni racconta le storie di intellettuali, scrittori e pensatori cinesi che hanno rielaborato l'immaginario americano, prima adorato (e copiato) e poi rigettato, restituendo il riflesso di una Cina che non si sente più inferiore. Un riflesso, soprattutto, che riguarda noi europei, stretti fra questi due giganti nella posizione più in mezzo.
Simone Pieranni, laureato in Scienze Politiche, nel 2009 ha fondato China Files, agenzia editoriale con sede a Pechino che collabora con media italiani con reportage e articoli sulla Cina. Dal 2006 al 2014 ha vissuto in Cina, scrivendo per media italiani e internazionali. Dal 2014 lavora alla redazione esteri del Manifesto.
Saggio scorrevole e interessante che analizza, in un modo di facile comprensione anche ai più profani, il rapporto tra Cina e Stati Uniti, e come l’America venga vista dal popolo cinese. Utile chiave di lettura sulla “grande confusione sotto al cielo” che attualmente stiamo vivendo
Tracing the evolution of how China has perceived, interpreted, and imagined America in the last decades, the book offers a nuanced intellectual history of a changing relationship. As in Pieranni’s previous works, what stands out is not only his deep knowledge of China, but also of the Chinese thinkers, commentators, and opinion-makers who shape its self-understanding. With less attention to everyday culture, the tone is more academic, though always accessible and engaging.
Ottimo e stra documentato. Ascolto il blog ed il libro fornisce anche la base teorica di tutto il discorso. Unico neo è che certe volte la scrittura diventa "limes style" costringendo a fermarci , rileggere ragionare e questo fa perdere il filo. Dal libro traspare sicuramente l'ammirazione di Pieranni per la Cina ma ogni affermazione è sempre ben giustificata. Secondo me è un must per capire le dinamiche di oggi.